domenica 21 settembre 2008

Death Note (recensione)

Complice la recente conclusione del manga Panini e l'imminente trasmissione dell'omonima serie TV nel nostro Paese, ho deciso di preparare un piccolo commento proprio di quest'ultima. Recensione che nelle mie intenzioni vuole essere allo stesso tempo sia vademecum per introdurre la serie a coloro (credo pochi) che non sanno di cosa stò parlando, che analisi a mente molto fredda di quella che senza dubbio è stata la serie del 2007.

"Death Note" in poche righe: Yagami Light è uno studente modello giapponese che per caso, una mattina, trova un quaderno nel giardino della scuola. Il quaderno è stato fatto cadere da uno shinigami, gli dèi della morte della tradizione folkloristica sino-giapponese. Chiunque scriva il nome di una persona all'interno del quaderno ne decreterà la morte senza possibilità d'appello. Consapevole dei poteri che ha acquisito, Light inizia il suo cammino per diventare il "Dio di un nuovo mondo", popolato da coloro i quali egli reputa "i giusti". Ad aiutarlo nell'impresa Ryuuk, il dio che ha perso il quaderno e Misa, la sexy-idol innamorata di Light che sarà la sua prima discepola in questa impresa. Per contro il terzetto dovrà affrontare le insidie rappresentate da "L", famoso investigatore dal quoziente intellettivo esorbitante e dalla squadra speciale della polizia (capitanata da Yagami Soichiro, padre di Light) incaricata della cattura del pericolosissimo "Kira", nickname con cui i media hanno ribattezzato Light.

Death Note ha rivisitato un genere o, se preferite, ha settato dei nuovi standard per quelli che esistono già. C'è troppa azione per un seinen, ce n'è troppo poca per uno shounen. Rimane l'inconfutabile realtà dei fatti, ovvero che siamo di fronte ad un fenomeno sociale che in Giappone ha esondato gli argini delle discussioni dell'otakuzoku di anime, diventando in poche settimane di pubblicazione un vero cult. Artefice di questa fama è la grandiosa complessità della trama, che poggia le sue fondamenta in un armonico gioco delle parti in cui niente è nettamente divisibile in luce od ombra ma tutto è frazionabile ed interpretabile. Come un raggio di luce attraverso un prisma: allo stesso modo appaiono i temi di fondo dell'opera, che vengono presentati e sviluppati sui rigidi binari di trama, ma che allo stesso tempo lasciano libero lo spettatore di decidere chi e cosa sono "bene" e "male", chi fra L e Light incarna il vero concetto di giustizia.

Proprio per questa ambiguità di fondo, il punto forte della prima parte della serie sono i colpi di scena, frutto del complesso gioco degli specchi che è il risultato della sfida fra i 2 ragazzi. Non volendo entrare nel dettaglio per non rovinare nessuna sorpresa, anticipo solo che alcuni snodi narrativi delle prime 12 puntate sono semplicemente maestosi, sia per costruzione narrativa che per resa su schermo.

E proprio sotto l'aspetto puramente tecnico, "Death Note" ha da insegnare a molti. Lo stile grafico adottato da Madhouse è unico, e ricalca perfettamente le matite di Obata-sensei. Realistico, dettagliato, vivo... una gioia per gli occhi. Menzione tutta d'onore per i momenti di "duello psicologico" - così mi piace definirli - in cui i personaggi gettano la maschera e rivelano solo a noi spettatori i loro pensieri più profondi. Momenti che sono sottolineati dalla dicotomia cromatica rosso/blu e dal fondale in scala di grigi che esalta l'evolversi della partita a scacchi virtuale fra l'alfiere del bene e il re del male. Da standing ovation. Sempre in tema meramente tecnico, nota anche per le musiche: gotiche ed atmosfera, con abbondanza di canti gregoriani e temi di religiosità medievale carica di misticismo, che riportano alla mente scene di abbazie sconsacrate e abbandonate al loro destino, diventate dimore dell'eresia ed adombrate da una suadente patina di fascino peccaminoso. Niente di più calzante.

Ma nonostante trama imprevedibile, personaggi per lo più carismatici e musiche d'atmosfera, la serie non raggiunge le più alte vette di valutazione complessiva. Il motivo principale di questa frenata sono le seconde dodici puntate, meglio note come "l'arco narrativo Yotsuba". "Death Note" ha un inizio elettrizzante, un finale che è costruito con grande classe (a prescindere dal fatto che o lo si ama o lo si odia) e con un climax nel penultimo episodio che probabilmente nessuna serie ha; tuttavia cade a picco con queste puntate centrali. Troppo macchinose nell'evoluzione e decisamente troppo irrealistica la possibilità che Light prevedesse con esattezza svizzera l'avversarsi degli eventi con 2 mesi di anticipo, alla luce di tutte le persone coinvolte nel piano. Meraviglioso l'inseguimento finale con annessa riconquista del potere di Light ma troppo, troppo forzata. Peccato perché da lì partono probabilmente le puntate più intense della serie che portano a quello che per molti, me compreso, è il vero finale della serie prima delle 12 puntate finali all'insegna del politically correct.

Proprio le ultime 12 puntate sono le più indecifrabili. A prescindere dal punto in cui è la trama, vengono introdotti 2 personaggi nuovi (Mello e Near) che purtroppo non possono proprio reggere il confronto con chi li ha preceduti; vuoi per l'affezione che era nata verso il personaggio, vuoi perché anche senza puntate di approfondimento specifiche il personaggio in questione era un'icona della serie. Sono stato volutamente vago... ^^ Tuttavia costoro non sono le uniche note stonate del cast: anche fra i main characters ce ne sono un paio abbastanza bidimensionali, ovvero Misa e Matsuda. La prima ombra di Light a prescindere da tutto, innamorata e devota come un discepolo col proprio maestro. Purtroppo non buca lo schermo nonostante le puntate dedicatele, non riuscendo ad imporsi per nessun motivo particolare se non per l'abbigliamento da gothic lolita, sempre molto sexy ^^ Matsuda ha quasi lo stesso difetto, dato che vede Light come un vero dio e nonostante ad un certo punto qualcuno cominci ad avere seri sospetti su di lui, servirà la scena del confronto finale per aprirgli gli occhi (e forse neanche quella, a giudicare dalla titubanza di giudizio che mostra alla fine del manga). Un vero peccato per queste 2 mancanze...

Fanno però da contraltare la possanza scenica di tutti gli altri membri del cast, con Light che rimane la luce del faro sul promontorio del porto, che illumina con la sua personalità la trama della serie. Affascinante, sicuro di sé, distaccato e doppiogichista: la sua ascesa e il suo declino sono "Death Note". Il resto è solo decorazione, accessorio della sua scalata al trono di Dio.

Non è il miglior anime di sempre, ma sono abbastanza sicuro che Madhouse non sia partita con questo scopo. Assolutamente da vedere e, molto probabilmente, amare. All'abbondanza di bellezza contrasta qualche pecca di diversa gravità, ma niente che si possa definire catastrofico. Potrei cercare una sola parola per definire la serie, ma sarebbe riduttivo. Ce ne vogliono 2: "Death Note".

VOTO: 90/100

NARRAZIONE: 9,5/10

PERSONAGGI: 8,5/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 8/10

MOMENTO MIGLIORE: puntata 25, dal minuto 18 alla fine ^^; puntata 36, gli ultimi 30 secondi

MOMENTO PEGGIORE: la fine :-(

5 commenti:

jex ha detto...

Eccomi!
Dirai che sono in ritardo pazzesco su questo anime, e direi che è vero.
Sono riuscito solo oggi a vedere il primo episodio....
Fantastico!
Davvero molto molto bello: il chara, l'atmosfera, la musica, i personaggi, il montaggio, lo spunto narrativo. Mi aspetto molto per le prossime puntate, sia per la tua recensione, sia per ciò che ho visto io stesso.

Grande Mu ha detto...

Meglio tardi che mai ^^

Spero tu non abbia visto il primo episodio del DVD - promo in omaggio col 12° tankobon del manga...

Il doppiaggio italiano è... £€%$?=!!!!

(censura ON)

izawa ha detto...

ed eccomi anche qua, nn potevo nn commentare DN... come ti ho detto l'altra sera mi mancano da leggere gli ultimi 4 volumi, ma è sicuramente una delle serie che più mi son piaciute negli ultimi tempi (e tu sai che a me piacciono shounen^^). bellissima la recensione che hai postato, nn ti sei fatto traviare della tua pasione per light e soci, anche se traspare il tuo amore per questo anime/manga,e probabilmente il post ne ha giovato. molto belle anche le immagini che hai scelto: quel light è sublime!!!!
bye dal sagazzo anti polaretti!

Grande Mu ha detto...

Cercare di essere obiettivi è dura, con alcune serie più che per altre. Ma è un guanto di sfida che ero ben consapevole mi sarebbe stato lanciato da questa avventura, quindi tocca a me onorare lo scontro ^^

Prima di fare una recensione mi riguardo sempre i momenti chiave della serie, cercando di analizzarli spogliandoli da qualsiasi preconcetto maturato durante la prima visione. Io spero sempre di proporre un'analisi imparziale, se poi fra le righe fà capolino qualche marcata impressione favorevole... spero sarete clementi con un povero blogger alle prime armi ^^

"Death Note" e "Ghost Hound" sono solo le prime tappe su un lungo percorso: così come vincere la "Cima Coppi" non garantisce la vittoria al Giro d'Italia, allo stesso modo riuscire a proporre un paio di recensioni imparziali non mi garantisce di poter essere altrettanto distaccato in altre recensioni ^^

Per ora posso solo darvi la mia parola che mi impegnerò al massimo!

izawa ha detto...

ho visto la prima puntata doppiata in italiano... un solo commento... mio dio!!!!