lunedì 20 aprile 2009

Sengoku BASARA - Episodio 3

L'episodio in pillole: nel tentativo di formare una coalizione che possa contrastare l'avanzata delle truppe demoniache di Nobunaga, Kenshin e la famiglia Maeda cercano alleati;

Highlights: Kasuga orgasma ancora (evvai!), Shingen ha decisamente intenzione di cambiare i connotati a Yukimura ^^''

Giudizio: 8,5/10

Abbiamo avuto solo un abbozzo di presentazione dei personaggi principali, la maggior parte dei quali ancora non hanno avuto modo di fare la loro discesa in campo ed ecco comparire all'orizzonte non uno, non due ma ben tre nuovi esponenti della nobiltà al potere in questo Giappone lacerato dalla guerra civile. I nuovi protagonisti sono Maeda Keiji, la sorella Matsu e Toshie Inuchiyo-sama... il fidanzato/promesso sposo di Matsu che però non sembra avere la stoffa necessaria per battagliare con Yukimura e soci: poco male, una spalla comica in questa serie serve e penso proprio che l'abbiamo trovata ^^. Chi ha giocato al videogame può dirmi se ho visto giusto e questo terzetto è destinato a rimanere nelle retrovie della vicenda? Anche se sarebbe meglio parlare di coppia, dato che Keiji è effettivamente abbastanza utile...

La casa dei daimyo Maeda "festeggia" il rientro nelle patrie terre del figliol prodigo Keiji, di ritorno da un viaggio che l'ha portato in esplorazione per tutto il Giappone. Peccato che il "comitato di benvenuto" sia decisamente ristretto e con poca voglia di festeggiare: la sorella Matsu, infatti, si getta subito contro il ragazzo senza timore di usare il suo naginata per far sparire dalla faccia di Keiji l'espressione compiaciuta di fronte allo spettacolo dei sakura ken che il ragazzo avrebbe voluto ammirare con la sorella in compagnia di un otre di buon saké: Matsu non è della stessa idea e attacca a testa bassa, incazzata nel vedere il ragazzo cresciuto solo nel fisico e non nel cervello ^^''. Matsu lo rimprovera di non contribuire attivamente nella gestione politica delle faccende diel feudo e Keiji cerca di difendersi asserendo che lui non è tipo da deidcarsi a quel tipo di questioni, cosa che riesce molto meglio a Toshie, che sta governando da tempo e con la benevolenza dei sudditi le terre di Kaga. Incredula nel sentir parlare ancora a quella maniera il fratello, Matsu gli lancia contro maiali che corrono sui tetti (ROTFL!) e falchi vagamente ubriachi (doppio ROTFL!) prima di sfoggiare la vera arma segreta: Goromaru, un orso ENORME che però scambia Inuchiyo - nel frattempo accorso nel cortile - per il suo bersaglio e lo scaraventa in aria facendolo ricadere al suolo con violenza ^^' Il ragazzo è influenzato, pare per colpa di Keiji, e Matsu accorre subito in suo soccorso, scusandosi per l'irruenza dell'animale: sentirsi rassicurare dalla voce del fidanzato la manda in estasi ^^.

Al castello di Kenshin, Keiji racconta al daimyo di Echigo - col quale sembra essere molto in amicizia - la scenetta tragicomica di Matsu e Toshie, suscitando le sincere risate dell'ambiguo signore feudale. Riflettendo sulla bellezza e importanza dell'amore, Keiji non fa riferimento solo alla sorella e Toshie ma anche al rapporto che c'è fra Kenshin e Kasuga, facendo arrossire ed arrabbiare la prosperosa kunoichi, non ancora preparata a sentirsi appellare come la compagna del suo daimyo: mentre i due battibeccano criticando le rispettive maniere, Kenshin si avvicina alla sua spia e le chiede di preparare un'altra tazza di thé per lui e per il suo giovane ospite: l'estrema vicinanza ed il fascino del daimyo di Echigo... le fanno avere la reazione della foto qui a lato ^^ Nel tentativo di essere simpatico, Keiji punzecchia ancora la bella Kasuga chiedendo se anche i suoi amici delle sue terre d'origine siano così pazzi ma la ragazza risponde di non avere più nessun amico, "costringendo" Kenshin a prendere la parola e spiegare che l'attacco di Nobunaga a Mino ha probabilmente sterminato la popolazione locale, come monito della sua potenza e malvagità verso coloro che gli sono alleati (per non pensare di tradirlo) e verso chi lo deve ancora fronteggiare, portando finalmente il discorso su chi si può scegliere come alleato nella guerra contro il Signore del Male.

Ad Oshu, Masamune sembra aver perso la sua carica battagliera ed i suoi soldati sono abbastanza preoccupati: dopo aver incontrato Nobunaga durante l'inseguimento del carro di Yoshimoto, il loro signore passa le giornate ad allenarsi con la spada oppure in meditazione, senza dare alcun segno di interesse per l'ascesa politico-militare dei feudi confinanti. Kojuro si è reinventato contadino e nonostante abbia l'ammrazione di tutti i compaesani, vuole lavorare nei campi fianco a fianco con loro anche se qualche privilegio continua ad averlo, tipo un simpatico vecchietto che gli prepara il thé ed al quale spiega che per placare le ire delle province confinanti si è deciso di lasciare Odawara a Shingen e Suruga a Nobunaga, nell'attesa di vedere l'evolversi della situazione. Un acquazzone improvviso costringe tutti a smettere di lavorare ma Masamune insiste ad allenarsi con la spada nonostante la pioggia finché è lo stesso Kojuro che gli annuncia l'arrivo di un visitatore: Keiji. Masamune non ha la più pallida idea di chi sia il ragazzo e l'allegria che porta con sé - paradossalmente - lo fa incazzare ancora di più... finché non sente cosa ha da dire, ovverosia l'ipotesi di allearsi con Shingen, Kenshin e Tokugawa per combattere Nobunaga e la sua tremenda armata di mercenari. Kojuro tenta di spiegare che il ragazzo non è uno sprovveduto qualsiasi ma il messo mandato dai Maeda, tuttavia il suo signore non è dell'umore giusto per parlare ed entrambi si rendono conto che la questione deve essere risolta con le armi poiché "essere al servizio di qualcuno non è proprio il mio forte". Lo scontro è impari nonostante la destrezza di Keiji che combatte con la spada lunga ma anche con le parole giuste per cercare di far ragionare il Dragone di Oshu che però riesce a mettere fine allo scontro in poco tempo "evocando" le sue sei lame.

Shingen e Yukimura intanto si godono la vittoria e la conquista del castello, ma la Tigre di Kai pensa già alle prossime mosse e vorrebbe che anche il suo pupillo comprendesse la difficile situazione in cui si trovano tutti i daimyo del Paese. La cieca fiducia del ragazzo nelle abilità strategiche di Shingen non è un pregio agli occhi dello stesso, che chiede al suo guerriero cosa abbia provato guardando negli occhi Nobunaga sulla collina di Okehazama: Yukimura non riesce a rispondere con coerenza ma taglia subito corto con le sue paure ostentando grandissima sicurezza nella facile vittoria di Shingen quando si troveranno costretti ad incrociare le lame. La Tigre incalza il ragazzo chiedendogli come mai - secondo lui - Date non abbia più alzato la cresta recentemente e Yukimura ancora una volta fa arrabbiare il suo padrone rispondendogli che è una scelta dettata dalla volontà di rinforzare il suo esercito. Il cazzotto che si prende in faccia e che lo manda contro il muro non basta a fargli capire che aver paura del nemico è essenziale in battaglia, e ne ha bisogno ancora un paio per capire che combattere solo per servire ciecamente il suo padrone non ha senso in un'epoca come quella che stanno vivendo, popolata da daimyo che pensano solo al proprio tornaconto.

Dopo lo scontro con Keiji, Masamune e Kojuro sono a colloquio nelle stanze private del Dragone: tema del giorno le parole dae messaggero dei Maeda: Kojuro parla a briglia sciolta e spiega al suo padrone che l'aver visto con i propri occhi Nobunaga gli ha fatto provare una paura mai conosciuta prima di allora e - soprattutto - gli ha fatto capire che non potrà morire né tantomeno rinunciare alla battaglia per il bene dei propri uomini e la prosperità delle sue terre, a rischio di saccheggio per mano del Signore del Male. Tutti loro sono pronti a seguirlo qualunque decisione decida di prendere, ma bollare a prescindere le parole di Keiji nonostante abbia avuto l'ardire di sfidarlo a duello potrebbe essere una scelta sbagliata. Masamune non lo rimprovera, probabilmente conscio della veridicità delle parole di colui che è il suo occhio destro oltre che un fedele amico e compagno di mille battaglie: la mattina seguente, radunate le truppe ed alzato a mille il morale, l'esercito di Masamune parte alla conquista di Owari e relativo signore del castello. Nobunaga.

Pare che alla fine Masamune abbia agito di testa sua ignorando le parole di Keiji e Kojuro... o forse è tutto un piano studiato per accerchiare il nemico e costringerlo a combattere su più fronti. Certo è che l'alleanza prevede(rebbe) parecchi attriti: Yukimura e Masamune su tutti, ma anche Kenshin e Shingen sono acerrimi rivali e Tokugawa all'epoca era abbastanza legato a Nobunaga, come faranno ad inserirlo nell'alleanza? Shingen e Yukimura continuano a portare avanti un rapporto molto padre-figlio costellato però da un escalation di violenza veramente gratuita che sembra propedeutica alla crescita del ragazzo ma che per ora non regala delle perle di saggezza imperdibili: "imparerai col tempo..." è una liquidazione un po' troppo frettolosa della faccenda... >_> E' anche vero che le mazzate hanno più importanza del dialogo, ma la trama sta entrando nel vivo: speriamo Yukimura non impari troppo tardi...

domenica 19 aprile 2009

Slayers Evolution-R - Episodio 4

L'episodio in pillole: i nostri eroi cadono vittime delle trame dei melodramma ^^;


Highlights: tutto!;


Giudizio: 10/10;

Ok, premessa doverosa: fare un riassunto coerente di questo episodio non è umanamente possibile ^^ Ci si può provare, ma la bellezza della puntata sta nella sua assurdita, che prende palesemente in giro i melodramma e le telenovele, compattando in 20 minuti tutte le trovate che gli sceneggiatori infilano in anni di trame.
In breve, il gruppo sta camminando per i fatti suoi quando arriva la donna pesce del primo episodio di Revolution, portandosi dietro due bambini (pesce ovviamente). Visto Gourry, va da lui dicendogli che... quelli sono i suoi figli ^^

Scene cut, e troviamo Gourry che fa il paparino ^^'' Sostanzialmente, anche se sa che non sono suoi, non vuole voltare le spalle ad una famiglia che ha bisogno di lui (probabilmente in riferimento ai suoi problemi familiari accennati credo nel manga o nei romanzi). Il gruppo si dispera e cerca di riportarlo indietro, ma vanno incontro a tutti gli intrecci dei melodramma

- Il vero padre è un pesce ex alcolizzato che picchiava la moglie, dopo averla incontrata che faceva la ballerina in un night

- Il figlio più grande, bambino (beh, pesciolino) modello, d'un tratto decide di diventare un teppista e nel giro di 20 secondi si unisce ad una gang da strada

- La figlia più piccola si innamora di Zelgadiss

- La figlia più piccola contempla il suicidio

- La figlia più piccola è gravemente malata e non ha molto da vivere

- Zelgadiss è il fratello segreto dei due bambini

- Il marito tira fuori un coltello per far fuori l'ex moglie

- Pokota viene investito

- Pokota viene investito di nuovo ^^

- Si scatena un maremoto che distrugge tutto

Ecco, immaginate queste scene che si alternano in un ritmo forsennato, con cambio di OST per ogni nuova tragedia, aggiungete Amelia che con gli occhi sbrilluccicosi dice "è proprio come un melodramma" e avrete l'episodio ^^

Si torna un pò seri giusto nel finale, con la spiegazione che il maremoto, che avviene ogni tot decenni, può essere percepito in anticipo dagli uomini pesce e li fa comportare in modo strano. Gourry, guardando l'oceano, pensa che un giorno gli piacerebbe avere una famiglia ed essere un buon padre, e Lina gli dice che è sicura che ci riuscirà. Considerando che in precedenza l'uomo pesce aveva detto che Gourry e Lina non potevano separarsi perchè sono chiaramente innamorati (con rossore generale), gli shipper possono dirsi soddisfatti. Per gli altri, un episodio filler per farsi 20 minuti di risate in leggerezza.

Slayers Evolution-R - Episodio 3

L'episodio in pillole: Skydragon cerca di schivare i pugnali e le mazze chiodate di Grande Mu;


Eh? Ah no, quello è il riassunto della mia giornata ^^ Nell'episodio Amelia e Nama si trovano costrette a collaborare... e causano un sacco di disastri.

Highlights: Il ricordo di Amelia e Nama dei "rispettivi" padri; Zel che piange di gioia

Giudizio: 7/10

Come da tradizione Slayers, continuano i fillers, in questo caso con un episodio dedicato ad Amelia e Nama: l'armatura vivente porta il gruppo in giro per le montagne, dicendo sempre di volerli accompagnare al luogo dove si trova il vaso magico. In realtà sta cercando di prendere tempo terrorizzata al pensiero della collera di Lina (^^), ma una tempesta provoca una frana di acqua e fango. Amelia viene travolta e, per proteggerla, Nama la infila "all'interno" della sua armatura (che, ricordiamo, è vuota). L'acqua però danneggia le giunture ed Amelia non riesce più a uscire, trovandosi intrappolata all'interno di Nama, in una situazione in cui entrambe faticano a muoversi liberamente.
Alla ricerca degli amici, arrivano ad un villaggio della zona, dove vengono ben accolte da tutti gli abitanti. Volendo ricambiarli, si offrono di aiutarli in una serie di azioni, causando un sacco di disastri e demolendo tutto e tutti ^^. Disperato, il capo villaggio dice che il terribile drago della montagna, finora creduto una leggenda, è stato nuovamente avvistato e potrebbe attaccarli. Amelia si offre di andarlo ad affrontare, ignara che è tutta una scusa per farli andare via dal villaggio prima di poter fare altri danni.
I villici gioiscono e festeggiano, ma Amelia e Nama non solo trovano davvero il drago, ma finiscono pure per doverlo affrontare. Riuscendo a collaborare lo sconfiggono, ed in corso d'opera un giunto di Nama si allenta, permettendo ad Amelia di uscire. Le due si ricongiungono al gruppo e felici riprendono il viaggio. Solo che le loro azioni hanno svegliato un intero gruppo di draghi, che radono al suolo il villaggio ^^
Ok, come si vede la trama in se è poco più di un pretesto per far fare un team-up ad Amelia e Nama. Il vero cuore della puntata è il modo in cui Amelia e Nama ricordano i rispettivi padri
Amelia: Forte e spensierato, la sua bellezza selvaggia ricorda quella di una grande montagna

Nama: Mio padre non aveva altro che forza bruta, era testardo come un toro e inutilmente selvaggio come il mare
L'inside joke sta nel fatto che loro padre è... la stessa persona ^^ Come detto in una scorsa recensione, Nama è in realtà sicuramente Naga, compagna di avventure di Lina prima dell'incontro con Gourry, e, dopo vari indizi, l'autore della serie ha rivelato in alcune interviste che Naga era la sorella maggiore di Amelia. Di conseguenza l'episodio ci mostra il modo in cui le due filtrano i loro ricordi in base ai sentimenti che nutrono verso il povero Phil.
Di per se l'idea è simpatica, ma è anche abbastanza macchinosa, e comprensibile solo a chi conosce non solo l'anime, ma anche i romanzi e tutto quel che c'è dietro. Per un comune mortale la cosa è più o meno intuitiva, ma non certo ovvia.

Shangri-La - Episodio 2

L'episodio in pillole: dopo aver subito pesanti perdite dal misterioso attacco missilistico, Kuniko e gli altri membri del Metal Age decidono di indagare nella zona di foresta che una volta era Ikebukuro per trovare qualche indizio su chi ci sia dietro alla vicenda;

Highlights: il Sunshine Building ricoperto di piante! No scherzo... direi il sistema MEDUSA e la sua "curiosa" interfaccia ^^'';

Giudizio: 8/10

Continua la narrazione criptica dell'anime GONZO, che per ora non ne vuole sapere di aiutarci a focalizzare al meglio la sua ambientazione. Rimane una certezza: potrà non essere la serie più solida del panorama primaverile ma non le manca certo la creatività, elemento che in un periodo di sequel a catena è sempre apprezzabile. Spetta ai ragazzi in cabina di regia rendere grazie ad uno script - a mio avviso - di qualità: 24 episodi non sono esattamente un numero infinito ma con Bessho Makoto ("Noein - Mou hitori no kimi e")a dirigere le operazioni sono abbastanza tranquillo e mi aspetto anche dei plot twist non convenzionali. Lo staff non brilla per prodotti particolarmente interessevoli ma hanno il pregio di aver lavorato su molte serie, cosa che non garantirà successo ma almeno un po' d'esperienza: incrociamo le dita! ^^. Se devo trovare un difetto... i dialoghi, in particolare quelli fra Kuniko e Momoko, eccessivamente frivoli in rapporto alle situazioni che le circondano, ma probabilmente è parte della caratterizzazione che si vuole dare ad entrambe.

In città (beh, nel complesso centrale chiamato "Duomo") Kuniko e Momoko cercano di mettere al riparo i civili dall'improvviso ed assolutamente imprevedibile attacco che li sta devastando. Mentre gli edifici e le ciminiere cadono sotto il peso dei missili (?) dei quali sono inconsapevoli bersagli, alcuni cittadini non esattamente pro - Metal Age accusano Kuniko di essere l'unica responsabile di questo attacco, ma l'"esplosività" della situazione non le permette di potersi difendere come vorrebbe. Dopo la ritirata delle truppe militari, la scena si sposta su Ryoko ed i suoi sottoposti che cercano di capire da dove sia partito il lancio di artiglieria, determinando che l'epicentro è dove una volta c'era il quartiere di Ikebukuro. Cercando di capire chi possa essere stato, se un'organizzazione anti governativa od armate straniere infiltratesi nella giungla che ormai domina in quella zona, Ryoko schiaffeggia uno dei suoi e minaccia di sgozzare il fratello Sion sotto i suoi occhi: nel panico, Leon dichiara che investigherà personalmente nell'area identificata. Augurandogli di non fallire, Ryoko lascia cadere a terra il piccolo Sion, quasi senza fiato.

Al debriefing post-attacco, anche il Metal Age giunge alla conclusione che i missili siano stati lanciati da Ikebukuro e, nel tentativo di capire cosa fare per evitare il ripetersi di un simile evento, Kuniko suggerisce di andare ad investigare nella giungla che ora vi regna sovrana passando per la linea metropolitana. Dopo aver raggiunto l'ingresso seminterrato con le jeep (ed aver insultato Furukawa per averle fornito una tuta troppo stretta ^^), Momoko e Kuniko danno il via libera all'operazione di scouting nonostante la strada per l'ex quartiere della Sunshine City sia quasi completamente infestata dalle radici della giungla sovrastante. Passando a Karin, vediamo la piccola hacker nella sua stanza intenta a chattare con Zhang e Klaris che le fanno i complimenti per la gestione di MEDUSA: entrambi sono convinti che le ultime transazioni portate a buon fine con l'Associazione delle Banche Svizzere del Carbone abbia dato altra longevità al sistema il quale però, fin dalla firma del trattato con il Ministro giapponese, sta supplicando Karin di aiutarlo. Dopo avergli fatto identificare una nuova società da "prendere in carico", Karin piazza un altro affare con conseguente flusso di denaro in entrata che le fa prendere i complimenti dei suoi due interlocutori mentre un terzo, Tarsian, si limita a scriverle che i suoi genitori sarebbero fieri di lei... cosa che la manda in bestia e le fa troncare tutte le conversazioni.

All'interno della struttura di Atlas, Mikuni-sama chiede spiegazioni sulla strana risonanza del suo pugnale quando una delle sue damigelle se ne esce con una sviolinata sul come quest'evento sia in realtà un presagio portatore di fortuna, discorso che nelle intenzioni della ragazza servirebbe a farla entrare nelle grazie della padrona ma che in realtà la porta solo ad una terribile morte poiché la bambina-principessa legge nel pensiero e capisce subito che quelle frasi non sono sincere. Nei tunnel della Yamanote-sen (la linea ferroviaria che collega "Duomo" ad Ikebukuro), Kuniko e gli altri membri del Metal Age sono praticamente arrivati al tunnel d'uscita ed iniziano l'ispezione dell'area boschiva circostante, constatando che la vegetazione si è infittita ancor di più dall'ultima volta che sono passati per la zona che, ora, sembra essere sotto il controllo dei militari alla ricerca di qualcosa. Individuati abbastanza facilmente, Momoko usa la frusta come diversivo per dare la possibilità di fuggire a Kuniko e Takehiko: allarmati dagli spari, i compagni del soldato che li ha scoperti si dirigono verso l'origine della sparatoria costringendo le "donne" alla ritirata verso la stazione ma Kuniko cattura un soldato con un diversivo acrobatico: la ragazza cerca di fargli confessare il perché della presenza militare sul posto, senza però ottenere risposte. Dopo essere riuscita a scappargli sotto al naso, è tempo per gli scout del Metal Age di tornare al "Duomo".

Negli elicotteri militari, il soldato "prigioniero" di Kuniko racconta l'accaduto al suo superiore, avvertendolo anche che nessuno ha trovato la benché minima traccia di attività missilistica o quantomeno militare nell'area, cosa che si spiega solo con la presenza costante e nascosta di una forza militare straniera in grado di disporre a suo piacimento di armi a lungo raggio che non ha problemi a nascondere. Dalla stanza di Karin apprendiamo che l'attacco missilistico non ha prodotto alcuna emissione di Diossido di Carbonio né tantomeno dispersione di metalli pesanti, cosa che avrebbe fatto precipitare ulteriormente la situazione fra Metal Age ed Atlas: la situazione rimane comunque tesa perché nessuno sa cosa si nasconda nelle file nemiche e sono tutti contro tutti. Al "Duomo", Momoko e Miko parlano del loro sogno di andare ad Atlas per riportare indietro i pesci tropicali (???), cosa che però significherebbe la separazione da Kuniko: il solo pensiero è follia pura per i due transessuali ^^' Anche ammettendo di allontanarsi dalla loro leader, accedere ad Atlas non è così semplice poiché solo il vincitore della lotteria guadagna questo diritto: in piazza per l'estrazione odierna, il fortunato vincitore è... Miko! Nella struttura di comando, Ryoko informa il Signore di Atlas della "Risonanza dei Sigilli"

Ah, tante cose belle nella serie e nella puntata! La rovina in città, che magicamente non scompare dopo pochi minuti; l'impatto visivo di una Tokyo sommersa dalla giungla e quasi alienata dall'immagine caotica ed oppressiva che molti hanno (a torto) della capitale giapponese; le musiche, evocative a partire da una opening ben plasmata sulle scene d'azione e armoniosa nelle pose di Kuniko ma soprattutto la chimica che si vede già ben ponderata fra "le donne" del Metal Age. Ah, sul sito ufficiale millantano 18 anni per Kuniko... chi gliene dava più di 15? ^^'''. Nota di serietà: i temi "caldi" non passano in secondo piano nonostante il momento rori di MEDUSA a caccia di un nuovo lido dove poter proliferare e la modalità tsundere di Karin che passa "ON" dopo il messaggio del misterioso/a Tarsian, che sembra conoscere molto bene sia lei che i genitori...

Kemono no Sou Ja Erin - Episodio 14

L'episodio in pillole: sostanzialmente un recap della serie narrato dal punto di vista di Nason durante un Consiglio degli Anziani di Kiri... 4 anni dopo la morte di Soyon!

Highlights: Erin quindicenne *_* Kawaii, desho? ^^

Giudizio: 7,5/10

Ecco, queste sono cose che mi mandano potentemente in bestia >_< style="font-style: italic;">kawaii che cercherò di trattenere per essere obiettivo, questo episodio ha una sua ragion d'essere: chiude il primo arco narrativo, introduce nuovi elementi di analisi, porta sotto i riflettori i momenti salienti di quanto accaduto finora e fa risparmiare un po' di soldi perché l'80% delle scene è roba già vista. Si, la voglia di saperne di più sull'emblematica frase finale di Soyon nella scorsa puntata è tanta... ma un paio di frasi di Nason lo sono altrettanto: poiché narrativamente c'è poco da raccontare, mi soffermerò su queste.

Il ritorno di Nason dai Kiri porta con sé tragiche conferme per gli anziani del villaggio ma noi che ne eravamo già al corrente possiamo soffermarci su un paio di questioni portate alla luce dal ragazzo: prima di tutto scopriamo che è un Kataribe, vale a dire un cronista autorizzato a segnare ogni evento importante di una famiglia o clan (nel Giappone feudale era riferito esclusivamente alla famiglia imperiale, qui molto probabilmente non ha anche fare né col Granduca né tantomeno con Shin Ou ma aspetto a sbilanciarmi, NdiMu). In virtù del suo titolo ereditario, il ragazzo inizia a raccontare la vita di Soyon dall'inizio della serie e - fra un aneddoto e l'altro - scopriamo (ma il sospetto c'era già) che i due erano promessi sposi prima che lei conoscesse il figlio di Hasson e lo sposasse: nonostante questo smacco personale, Nason ha continuato a sorvegliare la donna fino in punto di morte (legge dei Kiri?) senza però interferire con il corso del destino. Ora che Soyon è deceduta, la missione di Nason è stata quella di trovare e sorvegliare Erin... e l'ha fatto per quattro lunghi anni!

Eh si, la macchina del tempo si è attivata ed ha spostato le sue lancette di un bel po' sulla timeline, presentandoci una bellissima Erin ora quindicenne e finalmente libera da quegli orrendi codini che era solita portare da piccola. Anche il vestito è lo stesso (come diavolo fa ad andarle bene ancora? ^^'') così come la vita sembra essere la stessa: al servizio di John (molto invecchiato) e della Natura, verso la quale sembra nutrire lo stesso interesse dell'infanzia. Salto temporale utile solo per presentare un personaggio meno "fiabesco" e più "reale" o narrativamente motivato? Eh, bella domanda... Quattro anni non sono pochi, e da quello che vediamo qui (1 minuto scarso) non possiamo certo capire come sia la Erin attuale rispetto alla bambina intraprendente e combinaguai che abbiamo imparato a conoscere ed amare da inizio anno, certo è che le linee-guida del suo personaggio non sono cambiate poiché sta aiutando John a far partorire Tochi, la loro cavallina. Vive ancora con John, ma l'evoluzione della loro relazione dall'incontro con Ouju può avere preso infinite strade: le avrà insegnato le sue conoscenze? O l'avrà lasciata crescere "naturalmente", facendo si che la sua curiosità ed il destino facesse il resto? Qual'è il suo scopo nella vita, adesso? Imitare la madre come veterinaria dei Touda? O imitare John nell'arte dell'apicultura? E Ouju, che fine ha fatto? Dal discorso di Nason con gli anziani trapela un certo "feeling" nato e cresciuto con l'animale (l'avevo detto che lo cavalcava! ^^) ma non è dato sapere nulla di più preciso. La domanda più importante - secondo me - resta una sola: sarà ancora la bambina sognatrice ed idealista che si mette di fronte a due guardie armate per proteggere chi neanche conosce, o la vita con John l'avrà resa più pragmatica?

venerdì 17 aprile 2009

Higashi no Eden - Episodio 2

L'episodio in pillole: Saki e "Akira" arrivano a Tokyo dopo l'attacco missilistico: Saki racconta al suo giovane amico degli eventi di "Careless Monday", scopriamo il significato di "Noblesse Oblige", Juiz rivela parte dei suoi (devastanti) poteri e conosciamo uno dei membri della Seleção compagni di "Akira";

Highlights: tutto!!! *_*;

Giudizio: 10/10

Seguo l'animazione giapponese e mai, dico mai mi sono trovato di fronte ad un titolo del genere dopo l'immenso Evangelion. Due episodi e sono già completamente andato, perso nelle atmosfere surreali di quello che è un prodotto assolutamente d'impatto del settore, con le carte in regola per essere ricordato per molto tempo e candidato a posizioni di primissimo piano tanto nelle mie personalissime ma opinabili classifiche quanto in quelle che contano per davvero: c'è profumo di pietra miliare. Sarà la narrazione calma ma costante, perfetta per svelare con il giusto tempismo le incredibili sorprese preparate da Production I.G, saranno i dialoghi fra Akira e Saki: finalmente seri e "difficili", degni di due personaggi adulti e complessi che si trovano loro malgrado coinvolti in una situazione che forse si sono cercati (il rendiconto spese di Akira ci rivela qualcosa di importante sotto questo aspetto) ma che ha preso delle evidenti derive impreviste, sarà il modo in cui Akira e Saki si stanno lentamente conoscendo ed imparando a fidarsi l'uno dell'altra. Solo due episodi, e già ho perso la mia obiettività: perdonatemi, ma quando un cast di soli due personaggi riesce a farmi andare così in estasi c'è davvero da chiedersi cosa stia succedendo...

In fase di atterraggio a Tokyo da Washington, Akira vede dal finestrino le rovine fumanti del missile schiantatosi in città (probabilmente nella zona di Odaiba, NdiMu). Il ragazzo vede anche altri crateri a terra ma Saki gli spiega che quelli sono "i ricordi di Careless Monday". una volta sbarcati e dentro all'aeroporto, Saki accende il suo cellulare e controlla le mail ricevute, realizzando che le strettessime misure di sicurezza stabilite per l'attacco le faranno perdere il colloquio di lavoro che aveva fissato per il pomeriggio: l'aeroporto è estremamente affollato poiché il missile ha fatto si che un aereo si schiantasse al suolo con numerosi passeggeri a bordo quasi tutti morti. La notizia shocka Saki e un po' tutti i passeggeri poiché "Careless Monday" era stato molto più intenso ma non aveva provocato vittime: Akira si decide a chiedere cosa sia quest'evento di cui tanto parla ma il cellulare di Saki suona, costringendola a rimandare la conversazione: i suoi amici stanno arrivando in aeroporto, peccato che l'autostrada sia totalmente bloccata e raggiungerla in tempi brevi non sarà facile.

Mentre Saki è al telefono, anche il cellulare di Akira suona: è ancora la misteriosa Juiz, che lo informa che è entrato nel raggio d'azione del Seleção System e che d'ora in poi dovrà continuare a compiere il Dovere degli Abbienti, benché il ragazzo non abbia la più pallida idea di cosa stia parlando ed - anzi - insiste per capire cosa diavolo ne sia stato della sua memoria. Juiz non risponde ma ricorda a Seleção IX che sul cellulare ha un credito telematico di 8,262,307,719 Yen con il quale può fare qualsiasi cosa, basta che gliela chieda: assolutamente sorpreso da questa spiegazione, Akira chiede un modo per abbandonare l'aeroporto evitando la fila e dopo aver ringraziato per la richiesta con un "Noblesse Oblige", i ragazzi vedono comparire una piccola limousine da trasporto interno dell'aeroporto che li accompagna verso l'uscita sotto lo sguardo stupito di tutti tranne un uomo che ha lo stesso telefonino di Akira e grazie al quale vede ogni sua spesa, inclusi i 100.000 Yen spesi all'immigrazione per avere i visti... Salutando tutte le persone convinte che Saki ed Akira siano due celebrità, i ragazzi escono dall'aeroporto e si separano poiché il ragazzo vuole andare all'indirizzo del passaporto che dovrebbe corrispondere a casa sua, benché tecnicamente quella zona sia stata colpita dai missili di "Careless Monday".

Sconsolata di fronte allo specchio del bagno per non aver sfruttato appieno i momenti con Akira, Saki rimugina sul perché lui se ne sia andato all'improvviso ma prima di trovare una risposta se lo trova in bagno (delle donne ^^') poiché ha bisogno di lei non sapendo come fare per arrivare a "casa". Sulla monorotaia destinazione zona dello schianto, Akira chiede ulteriori informazioni su questo misterioso evento del quale nessuno sembra aver voglia di parlare: Saki spiega che incluso il missile di ieri, Tokyo ha subito l'attacco di 11 testate nucleari, le prime 10 in data lunedi 22 novembre dell'anno precedente (2010)... missili che però non si è mai capito né da chi fossero stati lanciati, né il perché. Appena arrivati in stazione, i ragazzi vengono "rilevati" dal cellulare dell'uomo che è il "compagno" di Akira nell'organzzazione e che ne sta tracciando i movimenti, benché sia lo stesso Akira a trovarlo e ricolgergli la parola per primo: millantando di essere un poliziotto, l'uomo si fa dare il passaporto del ragazzo per un "controllo" prima di lasciarlo andare.

Nel tardo pomeriggio, Akira e Saki sono ad un porticciolo aspettando un aliscafo che possa portare il ragazzo fuori città: durante l'attesa Akira chiede all'amica di raccontargli qualcosa in più di sé stessa e della sua vita, scoprendo così che ha una sorella sposata il cui marito stravede per entrambe (ovviamente sentimenti diversi ^^), che i genitori sono morti ma che grazie agli sforzi della famiglia della sorella ha potuto finire l'università e sta per trovare lavoro. Il racconto risveglia qualche frammento di memoria di Akira, che pensa sia bello avere una "famiglia" così affezionata e che pensa di ricordare un momento della sua infanzia con la madre. L'arrivo dell'aliscafo sembra sancire la definitiva separazione dei due ma mentre Akira è sulla nave e Saki lo guarda dal molo, il ragazzo le tende mano facendola saltare a bordo all'ultimo secondo thinks that having a family is nice, and he’s reminded of a scene from his own past with his mother. Ormai sera, i due trascorrono gli ultimi momenti non freddissimi all'aperto, dove Akira chiede all'amica della sua esperienza newyorkese, la quale le mostra le foto del Ponte di Brooklyn (che ricorda ad Akira un film di Meg Ryan, probabilmente "Kate & Leopold" NdiMu).

Una delle altre foto sul cellulare di Saki mostra la "Freedom Tower" (il "World Trade Center" ad una torre che si sta costruendo sul cratere delle ex-torri gemelle, NdiMu), portando inevitabilmente il discorso sull'11 settembre e gli attentati terroristici, che segnano indelebilmente la storia di un Paese e non andrebbero mai dimenticati: poiché l'aliscafo sta passando sul cratere dello schianto illuminato da due grandissimi fasci di luce, Akira prende il cellulare e scatta una foto di loro con il cratere alle spalle. Contemporaneamente il "detective" indaga sugli acquisti di Akira e scopre un programma di lavaggio del cervello richiesto esplicitamente dal ragazzo ma di cui, ovviamente, non ci sono riportate note o spiegazioni. Raggiunto da un paio di strozzini a cui deve diversi milioni di Yen, Kondou (questo il nome dell'uomo) riesce ad allungare la conversazione dal ristorante in cui l'hanno trovato fino ad un vicoletto poco trafficato: al telefono con Juiz, l'uomo chiede l'omicidio dei due e dopo aver ricevuto la conferma tramite "Noblesse Oblige", l'uomo punta un dito contro di loro e mormorando semplicemente "bang!", li fredda all'istante assieme ad una terza vittima non preventivata che aveva assistito agli omicidi: la triplice esecuzione gli ha eroso il credito da 1 milione e mezzo di Yen a soli 7034 Yen: essendo a caccia di Akira e del suo "Dovere dell'Abbiente", Kondou non sembra per nulla preoccupato.

Wow. Questo è il modo di terminare un episodio con stile, come forse solo "Xam'd" ha fatto recentemente. La rapidità e la precisione con cui Juiz esaudisce le richieste dei suoi Seleção è veramente inquietante, così come Kondou... candidato ad essere il primo bad guy della serie, nonostante mi rimanga ancora qualche dubbio sulla sua malvagità: non fraintendetemi, ha ucciso due uomini con le sue mani (letteralmente!) ma vorrei capire bene cosa lo spinga ad agire così e cosa si celi dietro a Juiz e all'organizzazione, che sa molto di "SEELE"... La questione del credito telematico sfruttabile per le richieste più disparate è geniale ma il modo in cui viene gestita lo è ancora di più: Akira ha un sacco di soldi ma ne ha sfruttati una minima parte, perché? Ma soprattutto, perché ne ha così tanti? Gli altri membri arrivavano a malapena a 2 milioni di Yen, lui ne ha più di 8: e se ci fosse lui dietro agli attacchi a Tokyo? Far schiantare 11 missili nucleari deve costare parecchi soldi... Bello anche il riferimento all 11/9 e relativa importanza della memoria storica, così come il richiamo alla Freedom Tower, che anche se difficilmente sarà pronta per il 2011 è un simbolo funzionale all'economia della serie, in chiave futuristica: voglia di polemizzare sulla gestione americana della ricostruzione o tributo ai caduti del terrorismo? Kamiyama sta già dando un'impronta forte alla serie, senza dimenticare l'aspetto soft e romantico della relazione fra i due ragazzi, destinati ad amarsi-cercarsi in giro per il mondo, come visto nei primissimi minuti del precedente episodio...

giovedì 16 aprile 2009

Tears to Tiara - Episodio 2

L'episodio in pillole: Riannon subisce il mistico fascino del Signore delle Tenebre, che le ridona la vista persa durante il Rito: Arthur cerca di salvarla ma la piega presa dagli eventi ha dell'inaspettato;

Highlights: promessi sposi?!?;

Giudizio: 7,5/10

Un secondo episodio tutto sommato accettabile, che ha puntato molto sull'elemento sorpresa benché non sia ancora riuscito a spiegarmi se sia una trovata geniale o pessimo tentativo di trovare originalità a tutti i costi. La fine della scorsa puntata sembrava dare il giusto hype per una bella battaglia fra Arthur ed il redivivo Signore Oscuro ma Riannon decide di metterci decisamente del suo: dopo aver riacquistato la vista persa durante l'esecuzione del Rito, Riannon vede in Arawn il suo salvatore, colui che le ha restituito un bene brutalmente rubato dopo aver rivelato il suo vero nome a Dwrc e... decide di sposarselo! Ecco come un personaggio fino a pochi istanti prima carico di dramma e pathos narrativo passa con estrema naturalezza ad una romantica e spensierata rori, damsel in distress del povero fratello Arthur la cui espressione basita ed incredula non credo fosse molto diversa dalla mia di fronte al monitor ^^'' Chi non era a conoscenza delle vicissitudini del gioco credo sia rimasto parecchio sorpreso...

Raggiunta la sala sotterranea dove Arawn è stato risvegliato, Arthur capisce di non poter uccidere Dwrc in quanto legato alla sorella dopo che lei gli ha rivelato il suo vero nome. Tuttavia, Riannon sembra più legata allo stesso Arawn che non a Dwrc, tant'è che la vediamo in una scena "onirica" in cui - nuda ed avvolta nella seta a forma di fiore gigante - parla con lo spirito di Arawn, il quale la esorta ad abbandonare le sue visioni ultraterrene nelle quali è avvolta e tornare presente nel suo corpo, al suo fianco. Non vedendo nulla, Riannon non capisce bene in che situazione si è messo il fratello per proteggerla ma prima di poter approfondire questa parte del discorso, la ragazza insiste nel non volersene andare da lì poiché ha rivelato la sua vera identità ed il legame (ancora tutto da definire) con Arawn si palesa agli spettatori, sottoforma di sangue zampillante dal di lui polso: l'epifania palesata dal Demone sembra tuttavia far effetto sulla ragazza, che abbandona i setosi petali del fiore che la ospitava e la lascia ritornare "alla vita". Dwrc, come tradizione insegna, non si rende conto che Arawn non ha alcuna intenzione di uccidere la ragazza come sacrificio e prima che possa essere passato a fil di spada da Arthur viene eliminato dallo stesso Re Demone che si trova ora il Primo Guerriero di Gael di fronte e pronto alla lotta.

La battaglia non può però scoppiare perché Riannon decide di mettersi in mezzo ai due, dichiarando al fratello di essergli grata per essere corso in suo aiuto ma che ora non ne ha più bisogno poiché Arawn è al suo fianco. Incredulo, Arthur le intima di spostarsi e che ci penserà lui a sistemare le cose (leggi: ucciderlo a sangue freddo) ma la ragazza non ha alcuna intenzione di lasciar morire il suo "salvatore": incredulo alle parole della sorella, Arthur si prepara comunque allo scontro ma Riannon gli si para davanti senza esitazione e annuncia che se le cose stanno così, procederà a fare di Arawn... il suo sposo! (WTF?!?) La scena viene suggellata dal lancio attorno al collo di Arawn della sciarpa rossa di lei, che se non ho capito male dovrebbe essere il simbolo di comando del leader: inutile di Arthur non ci capisce più niente, perché ora dovrebbe dichiarare di uccidere colui che, in quanto Primo Guerriero, dovrebbe difendere fino alla morte.

Arthur vorrebbe chiarire la spiacevole situazione con "gli sposi", ma Arawn richiama l'attenzione dei due fratelli sull'esercito di scheletri in arrivo dalle profondità della grotta che, evidentemente, era una tomba i cui cadaveri sono stati riportati in vita dal Rito di Dwrc: mentre i nostri due guerrieri seppelliscono temporaneamente l'ascia di guerra per estrarre dal fodero la spada che gli permette di scappare dai non-morti nella zona, Riannon si limita a seguirli per non fare una brutta fine ^^''. Sulla strada per l'uscita i 3 incontrano un uomo, tale Ogam, con cui Arthur sembra essere in stretto contatto ma con il quale anche Arawn sembra avere dei trascorsi di una certa importanza, cosa strana se consideriamo che è resuscitato da pochi minuti...Raggiunta l'uscita, dopo aver abbattuto altri non-morti, Arthur e Arawn hanno modo di spiegarsi con un po' più di chiarezza ed il Primo Guerriero chiede se lui sia davvero il Re Demone della leggenda, domanda alla quale Arawn risponde che sono stati gli uomini a dargli quel nome. Mentre Riannon insiste nel dire che loro sono legati da un vincolo indissolubile, Arawn chiarisce che l'idea di diventare capo non è stata sua: grazie al... piffero ^^''' (NdiMu, un po' spaesato).

Dopo aver ritrovato i suoi uomini, Arthur porta tutti al villaggio dove decidono di dar fuoco alle case ed andarsene: Arthur arringa i suoi uomini di fronte al villaggio in fiamme, dichiarando che il Re Demone risvegliato dall'oscuro Rito di un prete imperiale sarà con loro al fine di aiutarli nella lotta contro l'impero, fino al termine della quale nessuno potrà fare ritorno a quelle terre (della serie: prima lo odio e poi ci lavoro assieme: LOL! ^^). In quelle ore, a palazzo, l'imperatore apprende della rinascita del Re Demone ad opera del suo prete impazzito e con manie di grandezza. L'uomo non sembra esattamente il tipo da credere in questo genere di eventi dal profumo vagamente soprannaturale ma la serietà con cui il suo paggio è accorso a riportare la notizia lo fa quantomeno agire razionalmente, prendendo la situazione sotto la giusta prospettiva e non sottogamba: ora che Gael si è ribellata sotto il comando di Arthur, l'esercito ha il dovere di sedare quella ribellione.

Dopo due episodi (più il primo che il secondo, ad essere sincero) belli ma non esattamente stupendi, ho deciso di seguire questa serie settimanalmente, fiducioso che possa essere meglio di "Guin Saga" e - soprattutto - che possa spiegare cosa diavolo frulli in testa a quella matta di Riannon, che si sposa il primo che le fa due complimenti ^^'. Il party di personaggi poi ha appena iniziato a formarsi e basta una rapida occhiata alla promo art per vedere che molti se ne devono ancora aggiungere: credo proprio che l'interesse vero e proprio inizierà a maturare nelle prossime puntate, nel frattempo "sopporto" quest'inizio non esattamente canonico: il rapporto Arawn-Arthur e i trascorsi fra Gael e l'Impero mi ispirano al di là della follia di Riannon.

Sengoku BASARA - Episodio 2

L'episodio in pillole: Date attacca la carovana di Yoshimoto a sorpresa, inseguito da Yukimura ed un manipolo di uomini: Oyakata-sama conquista il castello di Hojo eliminando Ujimasa, una delle pedine sullo scacchiere della Sengoku Jidai che però vede entrare in scena l'immenso Nobunaga...

Highlights: Kenshin e Kasuga, dal minuto 4:54 a 4:57 (SBRODOLOL!);

Giudizio: 9/10

Quessta serie mi fa male. Tanto. Così tanta sboronìa di classe in soli 24 minuti mi crea un grosso problema: se la guardo la mattina prima di andare al lavoro rischio di essere sovraeccitato e schiantarmi in moto, se la guardo prima di andare a letto la sera non chiudo occhio. Decisions, decisions... ^^. Tornando seri, come da premesse l'azione non manca e sebbene Masamune e Yukimura dominino la scena e le battaglie, gli altri daimyo hanno il loro da fare per cercare di ridurre il numero di rivali per ambire al titolo di Shogun... specialmente Kenshin ed Oyakata stanno preparando nei minimi dettagli la battaglia che dovrebbe presto vederli protagonisti: Kasugi che orgasma per la semplice richiesta di pattugliamento del suo (che poi è una donna ^^) Lord è l'apice dell'ignoranza - assolutamente positiva - della serie.

Kasuga, la sensuale ninja al servizio di Kenshin-sama è a colloquio nelle stanza private del daimyo per cercare di capire le motivazioni che l'hanno spinto a non incrociare la katana con Shingen il giorno prima, sul letto del fiume. Kenshin le spiega che la decisione è un tacito accordo fra i due ma la giovane e bella kunoichi ancora non è soddisfatta e suggerisce che ora sarebbe il momento giusto di attaccare poiché la Tigre di Kai sta assaltando il castello di Hojo e - con le truppe impegnate - non riuscirebbe certo a difendersi da un improvviso attacco alle spalle, ma Kenshin le spiega che vuole essere ricordata nelle cronache della guerra come colei che sconfisse la tigre indomabile prendendola di petto e non sfruttando delle debolezze temporanee, aggiungendo però la richiesta di spiare le sue truppe e quelle di Nobunaga Oda: la ninja accetta con tanto entusiasmo ^^ Contemporaneamente Date Masamune, il cui Bushido non è esattamente dei più nobili, non si preoccupa certo dell'onore del nemico e attacca alle spalle l'esercito di Yoshimoto in marcia verso la capitale, sbaragliando le unità di arcieri e lancieri con disarmante (e spettacolare) facilità: l'esito dello scontro è praticamente già scritto, con Date signore delle terre di Yoshimoto e padrone del suo esercito (o ciò che ne rimane) ma Yukimura, che l'aveva seguito dalla separazione con le truppe del suo daimyo, è deciso ad eliminare personalmente Yoshimoto in nome di Oyakata-sama: i due iniziano così il secondo duello della loro storia, per decidere chi dovrà uccidere il povero daimyo ^^''.

Contendendosi la testa di Yoshimoto, il Dragone blu e la Furia rossa riprendono le ostilità "sopite" dopo le reciproche ritirate al termine dello scorso episodio, continuando a combattere al massimo delle rispettive abilità ma continuando ad equivalarsi, senza riuscire ad avere quel guizzo decisivo che garantirebbe la vittoria. Yoshimoto sfrutta la situazione per farsi portare sul campo i suoi doppioni e dopo aver allestito 3 carrozze identiche, gli Yoshimoto fuggono nella foresta costringendo i due ad interrompere lo scontro e lanciarsi all'inseguimento (assieme o Kojuro): nessuno riuscirà però ad uccidere i rispettivi obiettivi poiché degli strani personaggi entrano in scena... In quegli istanti, Shingen sta sbaragliando l'esercito di Oda e si prepara alla conquista del castello di Hojo, difeso fino all'ultimo da Ujimasa e da un ninja al suo servizio che per poche frazioni di secondo non riesce ad assassinare la Tigre di Kai: lo scontro non risparmia nessuno dei due duellanti e la velocità del ninja senza nome compensa la devastante forza fisica di Shingen. Lo scambio di colpi porta la battaglia ad uno stallo apparentemente irrisolvibile ma le superiori doti strategiche del padrone di Yukimura gli permettono di studiare le tecniche dell'avversario e riuscire a coglierne le intenzioni una mossa avanti, abilità che gli permette di scaraventare l'avversario contro l'ultimo piano del castello (da terra ^^), uccidendolo. Privato del suo asso nella manica, Ujimasa tenta l'assalto solitario ma Shingen lo elimina senza problemi: il castello di Hojo e relativo casato sono caduti.

Nelle foreste vicino a Hojo, Kasuga sta saltando di albero in albero per investigare sul dispiegamento militare di Shingen da riferire a Kenshin: uno dei rami però è minato, e l'esplosione non uccide la kunoichi ma attira l'attenzione di Sarutobi Sasuke, il ninja al servizio di Shingen, che si presenta alla bella collega rivelandole un paio di informazioni da riportare e suggerendole di unirsi all'esercito della Tigre, dove ci si diverte di più che al servizio di Kenshin al quale lei è devota solo perché l'ha presa con sé dopo che fallì nel tentativo di ucciderlo. Sorpresa che Sasuke conosca questi dettagli del suo passato, Kasuga rifiuta e se ne va decisa a continuare la missione. La puntata si chiude sul fallito tentativo di inseguimento dei 3 Yoshimoto, eliminati dall'improvvisa comparsa in scena di mercenari più svelti ed abili di loro nel catturare la carrozza ed eliminarne il proprietario: raggiunta l'area sgombra della foresta, Masamune, Yukimura e Kojuro si trovano di fronte all'armata demoniaca di Nobunaga Oda, di fronte al quale nessuno (tranne Yukimura, sborone e spavaldo come sempre ^^') ha il coraggio di proferire parola: sulla collina più alta, Nobunaga si fa portare il corpo di Yoshimoto appeso ad una forca e, imbracciata una pistola, gli spara alla testa come nulla fosse sotto lo sguardo esterrefatto dei nostri protagonisti, che si vedono recapitare a terra il cadavere del daimyo. Mentre Nobunaga si allontana seguito dai suoi mercenari, Date è decisamente incazzato per essersi fatto soffiare sotto al naso qualcosa che era già suo...

Non so se succeda così anche nel gioco, ma vedere ben sfruttato un momento che pensavo filler come la battaglia per decidere la sorte di Yoshimoto mi ha fatto davvero piacere: sapere che lo scontro non era fine a sé stesso o alla spettacolarità d'intrattenimento dà sicurezza, oltre che l'ennesima ottima prova di gestione della trama di Production I.G, che usa tutta una puntata solo per introdurre un personaggio, seppur immenso, come Nobunaga Oda e la sua aura demoniaca, tanto cara a molti giochi/serie ambientate in questo particolare periodo storico del medioevo giapponese.

mercoledì 15 aprile 2009

Phantom - Requiem for the Phantom - Episodio 2

L'episodio in pillole: Zwei inizia a prendere coscienza del suo nuovo ruolo di killer al soldo di "Inferno", ma ovviamente l'idea di essere vivo solo per le sue moralmente discutibili "abilità" lo fa star male: Ein ha il compito di renderlo una perfetta macchina assassina priva di sentimenti;

Highlights: il desiderio di libertà... non solo di Zwei;

Giudizio: 8/10

Un episodio quasi esclusivamente dedicato a Zwei ed all'evoluzione della sua caratterizzazione come partner dell'assassina perfetta: destinato ad essere nulla più che un pupazzo (emblematica la chiusura della - meravigliosa - OP) nelle mani di una partner fredda e svuotata della sua componente umana oltre che di un'organizzazione mafiosa di ampio respiro oltre che di larghe vedute. Praticamente tutto l'episodio si concentra sul ragazzo alle prese con un durissimo allenamento nel capannone desertico dove lui ed Ein vivono da diverse settimane e dove la ragazza sta cercando di trasmettere tutte le sue conoscenze di combattimento corpo a corpo, sopravvivenza ed armi al neo-partner per renderlo la perfetta copia di sé stessa. Per ora la preoccupazione più grande sono i mafiosi di Inferno, privi di qualsivoglia caratterizzazione e più facilmente identificabili come gruppo piuttosto che come singolo: non esattamente una nota positiva, ma c'è tempo e modo di migliorare quest'aspetto.

Zwei si risveglia nella sua stanza di fronte ad Ein, ancora con le idee confuse su quanto accaduto probabilmente poche ore prima: lo scontro con la ragazza mascherata e l'essere stato sul punto di ucciderla, combinato all'effetto istantaneo del siero iniettatogli endovena gli sta rendendo il risveglio complicato ma Ein non ha intenzione di attaccarlo nuovamente, vuole solo chiarire il suo nuovo ruolo nella vicenda... quello di un potenziale assassino con tantissimo talento che ha però bisogno di essere addestrato per esprimersi al massimo delle capacità. Sentirsi chiamare "Zwei" è una cosa che il nostro protagonista detesta, così come dover chiamare la sua partner "Ein": si sforza di ricordare il proprio nome ma è impossibile poiché Inferno gli ha cancellato ogni traccia di memoria e anche Ein rincara la dose, dicendogli senza remore che tentare di ricordare è tempo perso. Dopo aver appreso che Zwei è il testimone oculare di un omicidio perpetrato dalla stessa Ein/Phantom, la scena ritorna sui nostri assassini, pronti ad iniziare l'addestramento.

Sotto l'occhio vigile ma distaccato della sua partner/istruttrice, Zwei inizia una serie di corse nel deserto, esercizi per rinforzare la muscolatura, prove di equilibrio con gli occhi bendati e test di precisione e velocità nell'uso delle armi da fuoco, in particolare del revolver e delle pistole semiautomatiche. I giorni e le notte passano tutti uguali, al ritmo serrato di estenuanti sessioni di allenamento che diventano via via più sopportabili, tanto fisicamente quanto psicologicamente poiché Zwei si sta rendendo conto che l'unico modo per sopravvivere nell'incubo in cui si è tramutata la sua vita è portare avanti la quotidianità un sogno dal quale è impossibile svegliarsi. Fisicamente pronto ad affrontare qualsiasi missione, Zwei deve ora imparare ad usare le armi come Ein: se la precisione al tiro non è un problema, lo stesso non si può dire per la velocità di esecuzione, sulla quale Ein capisce che c'è ancora da lavorare molto per portare il ragazzo alla media di 6 centri in 4 secondi. La voglia di ripetere gli esercizi all'infinito per non dover pensare e quindi accettare più facilmente la perdita di identità che ogni istante porta con sé spinge Zwei ad allenarsi ad ogni ora, con ogni temperatura e in ogni condizione climatica pur di non dover pensare autonomamente... pur di essere al servizio di Ein che però, una mattina, viene chiamata da Scythe Master per un omicidio su commissione.

A Zwei viene ordinato di continuare gli allenamenti di tiro come ogni giorno ma a "turbare" la sua giornata di quotidiana follia ci pensa Claudia McCunnen, membro di "Inferno" e in rapporti con il burattinaio dei Phantom, Scythe Master. La prosperosa Claudia inizia a chiacchierare con Zwei spiegandogli il ruolo di "Inferno" all'interno dell'economia delle famiglie malavitose mondiali: in pratica l'obiettivo dell'organizzazione è l'eliminazione del potere delle singole famiglie in virtù della creazione di un organo direttivo comune che prenda le decisioni nell'interesse di tutti. Agli occhi di molti un'utopia, ecco perché si è deciso di creare i "Phantom", agenti speciali ed insospettabili che agiscono per conto dell'organizzazione: "la più grande risorsa per "Inferno", la più grande paura per i nemici", per usare le parole di Claudia. Zwei, che finora ha ascoltato pazientemente, decide di dire la sua in proposito facendo notare alla donna che si, loro sono vivi grazie alla pietà di "Inferno", che però li tiene prigionieri di un destino fatto solo di morte e cieca obbedienza come degli schiavi: la risposta di Claudia è l'evoluzione, poiché anche su un sentiero precostituito come la loro vita nelle mani dell'organizzazione c'è la possibilità di raggiungere la perfezione. Mentre Claudia se ne va avendo seminato dubbio e speranza nella mente del giovane Zwei, Ein raggiunge il suo fucile di precisione ed uccide l'obiettivo designato con disarmante noncuranza.

C'è poco da commentare, dato che tutto ruota attorno all'allenamento di Zwei e ad un paio di riflessioni di Claudia sul ruolo di "Inferno" e di "Ein" già analizzate in apertura e durante l'analisi. Mi soffermo quindi su un aspetto che mi sta particolarmente colpendo: le musiche, ed in particolare la OP. "Karma" cantata da KOKIA, voce relativamente nuova del panorama musicale giapponese che però ha già pubblicato qualche album in occidente (Francia) riuscendo a trovare consensi anche nel sud-est asiatico. Le tonalità cupe e quasi gotiche ben si addicono all'atmosfera della serie, evocativa anche nelle immagini che si alternano sullo sfondo dei protagonisti che appaiono con o senza delle maschere del tutto simili a quella bianca di Ein dello scorso episodio. Meravigliose le due pistole coperte di sangue su cui compare il titolo e toccante l'ultima immagine di chiusura, con Zwei preda dei fili tipici di una marionetta.

Saki! - Episodio 2

L'episodio in pillole: come promesso alla presidentessa del club, per poter avere in prestito i libri che le interessano Saki deve ritornare al club e giocare un paio di partite con loro cercando di vincere e non puntare al ±0

Highlights: il... ehm, la "fortuna" mostruosa di questa ragazza!

Giudizio: 9/10

Premessa: il Mah-Jong è divertente ma è dannatamente difficile. O meglio, richiede massicce dosi di fortuna oltre che la capacità di prevedere fin dalla distribuzione delle tegole la miglior mano da costruire. In Giappone però si usa una variante del gioco ancora più complessa, totalmente diversa dal regolamento internazionale e dove ogni cosa assume un punteggio da moltiplicare nel calcolo dei fan, i raddoppi, che addirittura non esistono in campo internazionale! Chiunque di voi abbia un minimo di dimestichezza col gioco, ce l'avrà sicuramente per la versione internazionale quindi si metta in un angolo della memoria quelle conoscenze e apra le proprie vedute perché altrimenti qui non ce la caviamo più ^^''

Beh, alla fine Saki non ci mette poi molto ad unirsi al club nonostante i dubbi della scorsa settimana: la presenza della sua amica-yuri Nodoka forse ha inconsciamente influito sulla decisione? Forse no, ma mi piace pensarlo ^^. La parte più interessante e sorprendente è la decisione di Saki di mettere da parte il suo preconcetto di giocare per il pareggio: voglio dire, sono anni che non gioca e - quando lo fa - punta solo ed esclusivamente per ±0 in virtù di un "trauma" infantile e ora mette tutto da parte solo perché una simpatica presidentessa le fa un paio di complimenti: normalmente non sarei d'accordo, ma vista l'anima della serie direi che è la scelta più logica. Paradossalmente ^^. Nonostante i dubbi iniziali ("Come faccio a vincere puntando a fare ±0?" ^^'''), Saki non ci mette molto a capire cosa fare, anche perché l'abilità e la fortuna non le fanno certo difetto: è vero che Hisa ha dovuto "ingannarla" facendole credere di essere partita con 33.000 punti di svantaggio ma una volta finito il giro di venti - nel quale credeva di essere arrivata seconda dopo Nodo-chan - scoprire il trucco e vedere di aver vinto le ha dato grandissime soddisfazioni. Il talento c'è e si vede.

Monitorando l'andamento delle partite al PC, Yuuki nota l'incredibile punteggio consecutivamente ottenuto da Saki, commentandolo con la presidentessa. Con un'abilità del genere, Saki deve giocare puntando al top e tutti sono d'accordo su questo punto... tranne Saki, che vorrebbe anche vincere ma senza perdere di vista il suo target di ±0 ^^''. Per conciliare le due cose, Hisa suggerisce alla ragazza di autoconvincersi di avere un punteggio di 1.000 iniziale, a fronte di 33.000 degli avversari, di modo da lasciare 8.000 punti bonus: stando così le cose, giocando per il suo amato ±0 ha delle concrete possibilità di vittoria. E quindi inizia la mano... con Saki che piazza subito un doppio Riichi di primo scarto, mandando nel panico le altre che non possono far altro che assistere alla chiusura di ippatsu della neo-iscritta, sempre più fortunata. La seconda mano vede Nodoka chiudere con un Ron da 7700 punti, assolutamente determinata a non mollare nulla sull'amica-rivale di club: alla terza mano (dove Nodoka è Est) le cose si fanno più interessanti poiché proprio lei chiude il Mah-Jong con pinfu coperto, ippatsu, tsumo e 5 di palle rosso che le fa guadagnare 4000 punti da tutte e 3 le avversarie e fa giocare la mano extra con la quale Nodoka vuole mettere la partita sul ghiaccio: Yuuki dichiara Riichi ma è ancora Nodoka a chiudere la mano, sfruttando anche i 300 punti extra oltre alla mano di chiusura porta il suo punteggio a 33.400 punti più di Saki.

Il giro di mani continua e Yuuki chiude con un Ron, vincendo la sua prima mano del match, con Nodoka pucciosamente incazzata per essere a "soli" 26.400 punti avanti a Saki ^^ L'ultima mano è decisiva per la vittoria ma la nostra protagonista sembra proprio tagliata fuori visto lo scarto così ampio: mentre Mako ragiona sull'impossibilità di Saki a piazzare un ±0 a meno che qualcuno non vada a Riichi, ecco che Yuuki piazza la sua stecca azzurra sul tavolo: quando si dice il tempismo ^^''. Saki inizia a pensare che ha promesso alla presidentessa di giocare per vincere ma non si sta dimostrando all'altezza e quindi, dopo aver pescato il quarto Ovest che le mancava, dichiara il Kan coperto che le permette di pescare dal tetto la tegola bonus che la fa chiudere lo tsumo suuankou... mano Yakuman che le vale... 33.000 punti!!! Sommati allo svantaggio di 2.800 la porta al suo canonico bilancio di ±0, che manda Nodoka nel panico e la fa scappare di corsa poiché stavolta Saki ha vinto, in virtù del mind game di Hisa che ha convinto Saki a giocare pensando di essere in svantaggio quando in realtà partivano tutti da 25.000 punti, come sempre, ed il suo punteggio finale è di 54.200.

Nodoka è nel parco della scuola e Saki decide di andare a parlarle poiché ci tiene davvero alla sua amicizia oltre al fatto che è la prima persona da anni che le ha fatto scoprire il piacere di giocare per vincere oltre che per tenere il ±0. Le belle parole della neo-iscritta non fanno però così piacere alla campionessa del club, che ha ancora ben chiare in mente le parole del giorno prima quando, sotto la pioggia, Saki le ha detto che non avrebbe più giocato con loro perché non le piace il Mah-Jong: per chi come lei di questo gioco, una frase del genere è stata un brutto colpo e vedersi sconfitta da chi non ha la stessa passione sua è uno smacco di difficile comprensione. A casa entrambe hanno modo di riflettere sull'accaduto, una sotto la doccia (^^), l'altra nel ripostiglio dove c'è il tavolo automatico che usavano anni addietro in famiglia, prima che successe qualcosa che ancora non ci è dato sapere sulla madre di Saki e che forse è legato a quanto scritto su una rivista di Mah-Jong a pagina 57. La mattina dopo aver letto questa notizia, Saki ritorna ufficialmente al club per chiedere di essere ammessa effettivamente, con grande gioia di tutti... Nodo-chan compresa, felice di avere un'amica ed un'avversaria di tale spessore.

Grandissimo episodio! Fantastico, emozionante, avvincente ed appassionante proprio come una vera partita! Qualcosa di veramente inaspettato, soprattutto per una serie dalla quale mi aspettavo poco e che invece mi sta davvero appassionando, complice il tavolo verde e le tegole del gioco orientale più bello e complicato di tutti. Un secondo episodio che sorpassa ampiamente il precedente a livello di intensità emotiva e tensione di gioco, accentuate sempre dai soliti effetti scenici di fulmini e saette ma che rimane ancorato a livelli abbastanza credibili, nonostante la botta di "fortuna" finale di Saki che chiude una mano di rara difficoltà con una semplicità disarmante nel momento esatto in cui decide di far vedere alla presidentessa le sue capacità: fosse così anche nella realtà... Dalla preview del 3° episodio sembra avremo meno gioco e più caratterizzazione, con un focus narrativo su Nodo-chan che è proprio azzeccato ora che l'amicizia/rivalità è nata.