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venerdì 2 gennaio 2009

Kurozuka (recensione)

Che Madhouse abbia totalmente dominato la produzione animata di alto livello nell'anno 2008 penso sia una verità talmente lapalissiana che sarebbe inutile tesserne nuovamente le lodi in questa sede. Rimane il fatto che questo "Kurozuka" è riuscito ad imporsi alla mia attenzione nonostante delle premesse buone ma non così intriganti come poi questa serie si è rivelata essere. Ambigua come il fascino dello Zen, questa mini serie ci porta in una spirale perversa popolata di vampiri, sesso, violenza: tutti elementi che contribuiscono alla creazione di una storia semplice ma che pone - paradossalmente - le sue fondamenta nel precario equilibrio tutto giapponese che deve coesistere fra gli opposti quali ragione e follia, amore puro e desiderio selvaggio, comprensione e oblio.

Horror tutto giapponese quindi, senza derive troppo splatter ma più sottilmente psicologico e disturbante, a tratti decisamente fuori dagli schemi e soprattutto simbolico: una simbologia che attinge ad un registro, quello del teatro Noh, la cui complessità certo non contribuisce a semplificare la visione degli episodi. Potremmo parafrasare il sommo Nietzche con un "Così parlò Araki Tetsuro", regista e sceneggiatore di "Kurozuka" ma anche di un certo "Death Note" con cui la serie condivide alcuni aspetti, per spiegare come un solo regista abbia avuto la volontà ferrea di proporre una serie dichiaratamente difficile e sicuramente non per un pubblico casuale: anche la mia scelta di parafrasare proprio il filosofo del Superuomo non è un caso, ma un preciso input volto a sottolineare l'importanza di uno dei tanti punti cardine del suo pensiero, ripreso e trasposto qui come summa di un finale probabilmente alienante, certamente nichilistico.

Poca azione e molto concetto, verrebbe da dire. Bah, in realtà è forse il contrario. La serie riesce a coniugare superbamente i due aspetti opposti proponendo una frenetica azione a video che però è supportata da un insieme di rivelazioni thought provoking che risultano troppo affascinanti per non essere amate. In buona sostanza non c'è mai un momento di respiro, e anche i momenti di "pausa" (che non sono pochi) sono in realtà impossibili da vivere come tali poiché rimane sempre quella latente sensazione di pericolo imminente che permea un'atmosfera generale di per sé già disillusa e greve, che pone le sue radici in un mondo post-apocalittico che si sta faticosamente rialzando da un bombardamento nucleare su scala mondiale. Rimanendo nel gioco dei paradossi, che "Kurozuka" ha elevato a credo, tutto quanto abbiamo descritto finora è il pregio ma anche l'enorme limite della serie, che non riesce a proporre quel qualcosa in più capace di portarla nell'Olimpo delle serie assolutamente imperdibili: la trama è intrigante e pesantemente action, tuttavia anche alla luce della spiegazione finale non si può certo definirla complessa, con buona pace di un paio di sorprese verso metà trasmissione che hanno impattato la trama ma non in maniera così critica. Non sto assolutamente dicendo che siamo di fronte ad uno show banale, anzi!, ma rimane il fatto che la regia e le influenze Noh mascherano qualche mancanza oggettiva soprattutto nelle spiegazioni finali che non sono esaustive e lasciano qualche domanda di troppo senza la sua giusta risposta.

Come definirla quindi? Domanda difficile. Sicuramente non una serie che punta sulla potenza dei personaggi, perché le caratterizzazioni latitano anche nel duo Kuro - Kuromitsu: se pensate di trovare un cast di peso, quindi, rivolgete le vostre attenzioni altrove. "Kurozuka" ha l'enorme vantaggio di essere totalmente consapevole di quello che è: un frenetico flipper d'azione sanguinaria supportata da una base filosofico simbolica che non è lì per fare scena ma per proporre allo spettatore delle riflessioni di un certo tipo. Tra un arto mutilato e l'altro ^^. Il lato tecnico non meriterebbe neanche queste poche righe che gli voglio dedicare, visto chi c'è dietro, ma per dovere di cronaca non si può non segnalare gli ottimi disegni e l'alto livello medio delle animazioni, che però raggiungono picchi notevoli sono nella prima e nell'ultima puntata. Con un finale più esaustivo avrebbe potuto finire molto in alto: sempre parafrasando Nietzche, "Kurozuka" non è riuscita a liberarsi del nano che si porta in spalla.

VOTO: 87/100

NARRAZIONE: 8/10

PERSONAGGI: 7/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 9/10

MOMENTO MIGLIORE: Lo scontro psicologico con l'uomo-tartaruga: da pelle d'oca!

MOMENTO PEGGIORE: Le censure rispetto al manga, dove Kuro e Kurozuka... hanno una relazione molto più intima (e non si perde occasione per farlo vedere^^)

giovedì 1 gennaio 2009

Kurozuka - Episodio 12

L'episodio in pillole: Kuro affronta il suo nietzchiano destino segnato dall'eterno ritorno...;




Highlights:
la spiegazione del perverso ed egoistico gioco di Kuromitsu;

Giudizio: 9/10

La fine di una serie così particolare non poteva essere niente di meno shocking. Che grandissima rivelazione, soprattutto totalmente inattesa! Il personaggio che credevamo solido e fermo nelle sue convinzioni non è altro che un agile burattino nelle mani della conturbante Kuromitsu, che sfruttando il suo fascino è riuscita ad imbrigliare nelle maglie del tempo il povero Kuro, ridotto a poco più che un giocattolo nelle sue mani: un' ignara farfalla caduta vittima della inespugnabile rete del ragno.

L'episodio si apre nella sala dell' Imperatore dove Kuro avanza a passo fermo, fermato solo dagli Hayashi (i musicisti delle rappresentazioni Noh) che lo attaccano con il suono amplificato degli ōtsuzumi (i tamburi) e i fue (i flauti) delle rappresentazioni Noh, qui modificati per essere armi. Dopo lo stupore iniziale, Kuro non si fa problemi ad attaccare i musicanti ed a gettarne i cadaveri nelle acque che costeggiano il lungo corridoio della sala, al termine del quale lo aspetta l'Imperatore in abito da Tsure. L'uomo attacca con un ventaglio affilato che Kuro taglia senza problemi e, sfruttando la mancanza di armi da lancio del nemico, si avventa con la katana sguainata sfruttando i suoi poteri di distorsione temporale e trafiggendo la maschera dell'Imperatore in mezzo agli occhi, causandone la caduta in pezzi: dietro di essa però, non c'è nulla.

Nel momento stesso della "morte" dell'Imperatore, il castello comincia a crollare e da un punto non ben precisato inizia a cadere una incessante pioggia di sangue che finisce per tingere di rosso l'immensa struttura ma anche allagare ogni corridoio ed anfratto rimasto libero. Totalmente in trance, Kuro si avvia verso la porta che stava alle spalle dell'Imperatore e, oltrepassandola, si ritrova davanti all'ingresso della villa di Kuromitsu. Il luogo dove iniziò la sua nuova vita. Resosi conto di essere in un posto fuori dal normale scorrere del tempo, il vampiro si avvicina alla porta scorrevole della stanza e ascolta il dialogo che intercorre fra Kuromitsu e... Benkei! La sua ex guardia del corpo che scopriamo essere diventato anch'egli immortale. A seguito della scoperta dell'esistenza di un uomo vissuto più di 800 anni in un tempio sacro alla corte di Heian, il monaco vi si è recato in cerca di risposte alle domande esistenziali della vita e lì apprese di Kuromitsu e della sua vita solo sfiorata dallo scorrere del tempo: dopo aver subìto un drastico lavaggio del cervello, Benkei fu convinto ad assassinare il suo padrone per verificare i metodi curativi di Kuromitsu ma durante la decapitazione l'uomo bevve accidentalmente qualche schizzo di sangue che si era già mischiato con quello di Kuromitsu. Il risultato fu il dono della vita quasi eterna, poiché pur avendo vissuto 1000 anni, il corpo di Benkei è invecchiato.

Entrato in scena sorprendendo sia Kuromitsu che Benkei, Kuro reclama vendetta e sfida il vecchio mentore a duello. Su di un ponte sospeso sopra un baratro ha luogo lo scontro all'ultimo sangue dei 2 sfidanti, osservati dallo sguardo vitreo di Kuromitsu. Nessuno attacca per prima ma Kuro sfrutta il movimento di una farfalla appoggiata sulla fodera della katana di Benkei per capire l'esatto momento per attaccare ed uccidere con un solo fendente l'avversario, che si accascia al suolo in un lago di sangue. Abbracciato dalla sua amante che lo ringrazia per essere riuscito ad arrivare fino a lei, Kuro si abbandona fra le sue braccia ignaro del fatto che di lì a poco verrà decapitato proprio da colei che ama. Mentre la testa cade verso terra, Kuro sente la voce della sua "assassina" sussurrargli che non c'è niente di cui preoccuparsi.

Dopo un tempo imprecisato, Kuromitsu è seduta nuda sul tatami e stringe al petto la testa viva di Kuro, che ora ricorda tutto e finalmente ci spiega come stanno le cose: quello che lui e lei stanno vivendo è in realtà un "nascondino" ideato dalla stessa Kuromitsu tale per cui la vita eterna di entrambi gli permette di perpetrare. L'immensa solitudine della donna è colmata nei lunghissimi anni in cui Kuro la cerca, vagando per le vie della città e rivivendo in eterno la stessa vita e le stesse sensazioni, salvo ricordarsi tutto solo quando è alla fine del "gioco", decapitato e stretto al seno di lei. Il giovane la supplica di ucciderlo ora e per sempre ma Kuromitsu lo abbraccia e gli sussurra che il giuramento di seguirla fino alla fine del tempo è sempre valido: Riattaccata la testa ad un cadavere decapitato, Kuro si sveglia nella foresta antistante la città in rovina. Ed il gioco ricomincia.

Whoa. Questo è stato il mio intelligentissimo commento alla fine della puntata ^^. Beh, mi aspettavo qualcosa di particolare dal finale e qualcosa di molto particolare è arrivato per davvero. Grazie mille Madhouse. Un finale così cinico e nichilistico s'è visto forse solo in "Death Note", decisamente non un caso che il regista di entrambe le serie sia lo stesso. Che Kuromitsu non fosse una santa si era ampiamente intuito, che avesse più di un secondo fine anche... ma che fosse lei l'artefice di un così complesso ed autoreferenziale gioco degli specchi in cui tutti giocano secondo le sue regole in eterno... beh, applausi. Strameritati. C'è da dire che non tutto viene spiegato, e benché questa serie faccia dell'ambiguità il suo credo mi sarebbe piaciuto avere qualche risposta in più dalla trama. L'enfasi posta sulla simbologia Noh tendenzialmente dovrebbe aiutare, in realtà forse solo in Giappone si sono colti tutti i riferimenti lasciati in giro dagli sceneggiatori, ma non ne sono così convinto visto l'interesse dei giovani verso uno stile teatrale molto più particolare e decisamente più complesso del più noto e visto kabuki. Nel mio piccolo ho cercato di fornire tutte le spiegazioni possibili quando sono riuscito a coglierle: in tutti gli altri casi mi scuso ed invito chi ne sa di più ad illuminarci tutti. La serie rimane una gioia per gli occhi.

domenica 28 dicembre 2008

Kurozuka - Episodio 11

L'episodio in pillole: Kuro rivaleggia con Hasegawa e Kuon per poter finalmente raggiungere le stanze private dell'Imperatore e - forse - Kuromitsu;


Highlights:
Kuro: gran finale per un personaggio complesso;

Giudizio: 8,5/10

Una puntata decisamente fuori dagli schemi, come da tradizione Madhouse, nella quale di fatto non succede nulla se non la preparazione per l'incontro finale e relativo epilogo della vicenda. Hasegawa in "Berserk Mode" grazie al cielo dura poco, così come il ruolo di Rai nell'economia generale della serie è veramente scarso: poco più di una comparsa sexy, viene decisamente sovrastata (non solo qui) dal ruolo via via più dominante di Kuon specie dopo le rivelazioni del precedente episodio. Qui arriviamo al vero climax narrativo e di caratterizzazione.

Appena trasformatosi in un orribile creatura, Hasegawa attacca Kuon avvelenandolo agli occhi e causandone la temporanea impossibilità ad attaccarlo, situazione che lo mette in svantaggio e lo chiude sulla difensiva: a fargli guadagnare tempo è la bella Rai, che dal lettino dove è immobilizzata spiega a Kuro come sta per essere attaccato, sfruttando la ricetrasmittente che ha ancora all'orecchio. Il vampiro riesce ad evitare gli attacchi dello scienziato e contrattacca al meglio della sua precaria condizione di salute, con discreti risultati. Il mostro però si rende ben presto conto che la ragazza sta aiutando Kuro nel combattimento e allora decide di inveire su di lei mentre lui cerca di riprendersi, sfruttando così la situazione e facendo montare la rabbia di Kuro. Nella sua delirante tortura di Rai, Hasegawa non si accorge che Kuro ha preso una spranga di ferro e gli si è portato alle spalle: trafiggendogli la gola e gettandolo nel tritacarne, Kuro pone fine alla vita dell'ultimo soldato di alto rango dell'esercito imperiale.

Raggiunto l'ascensore per gli ultimi piani del castello con la ragazza ferita fra le sue braccia, Kuro ricorda tutti i secoli trascorsi dal primo, magico incontro con Kuromitsu: secoli nei quali ha conosciuto l'amore e la morte, la gioia e la sofferenza, l'incontro e l'abbandono, sentimenti sempre contrastanti uniti solo da un unico filo conduttore che è il ricordo di un passato di cui non ha ricordi (pare strano, ma è così ^^). Raggiunto l'ultimo piano la ragazza viene uccisa con un preciso colpo alla testa da Kuon, impazzito dopo l'incontro con il "vero" Kuon da cui è stato generato e dalle rivelazioni sul proprio rapporto con Kuromitsu. Sulle prime il giovane si limita a distruggere le vetrate del piano (giù dalle quali lancerà il cadavere di Rai), ma ben presto attacca a testa bassa l'erede dei Minamoto sfruttando le proprie abilità di spada e quelle con la pistola. Durante il combattimento ci sono molte pause, la più importante delle quali ci mostra la delusione di Kuon nell'apprendere che il prescelto di Kuromitsu è stato Kuro fin dal principio, e per lui non ci sarà mai posto. Un esplosione improvvisa cambia radicalmente gli equilibri dello scontro, mettendo Kuon letteralmente in mano a Kuro che lo tiene dal precipitare dalla cima del castello e sfracellarsi al suolo. Raggiunta la sala dell'Imperatore, scopriamo che questi non è nient'altro che lo Shite dell'apertura di ogni puntata: evocato dai flauti e dai kakegoe, Kuro irrompe sul palcoscenico.

Questa serie mi ha stregato fin da subito per il suo dichiarato legame con il simbolismo del teatro Noh, ma questa puntata trascende ogni puro riferimento estetico desiderando porsi all'attenzione dello spettatore come recitato di una vera opera Noh, rendendo di fatto incomprensibile ai più il simbolismo legato alle maschere presente in molte scene. Il luogo dello scontro con Kuon è di fatto il palcoscenico del teatro, le cui enormi maschere appese al muro simboleggiano l'uguaglianza dei duellanti, che lottano entrambi per lo stesso motivo, benché spinti da motivazioni diverse. Difficile capire chi dei 2 sia lo Shite (l'attore principale), anche se nelle vere recitazioni Noh è l'unico autorizzato a portare la maschera quindi la scena dovrebbe essere dominio di Kuon, che indossa la maschera di sofferenza alla comprensione di non essere mai stato nulla più di un burattino per Kuromitsu, colei che ha capito troppo tardi di amare. Il loro duellare, poi, è la rappresentazione tipica del balletto dello Shite con gli Tsure: qui ci scappa il morto, nelle opere teatrali "vere" non sempre ^^' Interessante sottolineare anche l'importanza delle musiche e l'aderenza che è stata mantenuta rispetto ai lavori teatrali: i tamburi sono usati con costanza per evocare la "trance" dell'eroe ed i flauti, uniti ai kakegoe simboleggiano la discesa degli dèi sulla scena, in questo caso l'arrivo di Kuon nelle stanze dell'ultima battaglia. L'utilizzo della metrica di canto sette-cinque, cara alla poesia tradizionale giapponese non è un particolare di questa puntata poiché tutte le "cantate" prima della sigla mostravano questa caratteristica.

domenica 21 dicembre 2008

Kurozuka - Episodio 10

L'episodio in pillole: Rai e Kuro si addentrano nella complessa struttura del castello nella quale li aspetta la battaglia più dura; Kuon vive un'esperienza traumatica; Kuromitsu forse ha preso tutti per il naso;

Highlights: Kuon e Kuromitsu sulla spiaggia...;

Giudizio: 8/10

Con soli 2 episodi prima della conclusione, "Kurozuka" prende il coraggio a due mani e ci regala finalmente un po' di spiegazioni sulla sua intricata trama. Ovviamente l'elemento più affascinante è il ruolo di Kuromitsu in tutta la vicenda, compresa le scene in cui rende possibile a Kuro vivere per così tanti secoli (dandoci una prima impressione legata ad un sentimento d'amore) e poi vedendola "lavorare" con Kuon ed Hasegawa per degli scopi che, se si avvicinano anche solo vagamente a quello che penso... beh, la vampira ci ha preso in giro con grande intelligenza fin da subito.

L'episodio inizia con Rai e Kuro che si addentrano nei tecnologici corridoi del castello. Kuro nota Kuon in un ascensore davanti a loro e la cosa è strana dato che sarebbero dovuti essere assieme. Il ragazzo sale ai piani alti della struttura lasciando i compagni nel corridoio ad interrogarsi su cosa stia facendo ma Kuro nota troppo silenzio nella struttura: proprio in quel momento delle gigantesche casse posizionate sulle pareti iniziano ad emettere un suono disturbante che paralizza i ragazzi al suolo, in preda ad un tremendo dolore. In quegli istanti si materializza davanti a loro l'ologramma di Hasegawa che informa Kuro che quella non è la loro prima visita (benché lui stese pensando proprio quello) ma che lo sta monitorando da 1000 anni, in attesa che arrivasse questo giorno.

Il cambio di scena è un flashback che ci mostra Kuro e Kuromitsu nei primi anni dopo la fine del cataclisma. Fra le rovine di Tokyo i 2 vampiri subiscono l'agguato di un drappello armato che Kuro elimina senza sforzi ma un cecchino non individuato in apertura di scontro lo ferisce alla spalla: con un ultimo sforzo, Kuro riesce a lanciare la katana ed uccidere il soldato, che si accascia. Riemersa dal suo riparo, Kuromitsu trascina il cadavere di uno dei soldati in luogo sicuro approfittando della momentanea perdita di conoscenza dell'amato. Dopo un tempo indefinito Kuro si riprende e cerca la compagna nella desolata distesa di neve e macerie senza successo: avendo notato un lunga scia di sangue partire proprio dal luogo dove prima giaceva uno dei cadaveri dei soldati, Kuro segue la traccia a ritroso fino ad una piccola caverna formatasi sopra l'accumulo delle macerie e scopre Kuromitsu intenta a trascinare il soldato, decapitato. Incredulo di fronte alla scena, Kuro chiede spiegazioni alla donna che nemmeno si era accorta della sua presenza la quale, con l'aria di chi è stata scoperta, risponde semplicemente "lo vedi".

Ritornando al presente, Kuro è legato ad una sedia nel laboratorio di Hasegawa. Qui lo scienziato gli mostra la stessa scena che noi abbiamo appena visto, ma Kuro non se ne ricorda minimamente. Insicuro su dove voglia andare a parare l'uomo con quel filmato, Kuro incalza chiedendo spiegazioni e Hasegawa lo accontenta raccontandogli come lui sia speciale. Hasegawa gli mostra la foto di Hiroaka Yokoyama, membro delle Forze Speciali JSDF con il compito di uccidere Kuro e Kuromitsu scomparso in azione 20 anni addietro (all'epoca dell'incidente di Kuro con i soldati visto nel filmato, NdiMu), chiedendogli se si ricorda di quest'uomo. Hasegawa spiega che siccome l'esercito dell'Imperatore Rosso scheda tutte le impronte digitali dei propri sottoposti, ogni persona che entra in contatto con l'esercito stesso viene schedato: nel prendere le impronte di Kuro, è emerso che sono le stesse dell'ex-soldato benché il codice DNA sia totalmente diverso. Ovviamente il ragazzo è travolto dalle notizie che sta apprendendo e non riesce a rispondere, cosa che spinge Hasegawa ad incalzare i toni e insultarlo additandolo come un mostro. Le spiegazione dello scienziato spingono però Kuro a riflettere e - purtroppo per lui - ricordare cosa fece per lui Kuromitsu, ovvero decapitare dei cadaveri ed "attaccarci" la sua testa al fine di prolungarne la vita. L'agghiacciante momento però non termina qui poiché Hasegawa spiega che dal momento stesso in cui mise le mani sul suo sangue, iniziò a lavorare... e creò Kuon.

La scena seguente mostra Kuon in una stanza in cima ad un edificio (probabilmente il castello). Il ragazzo non sembra aspettare nulla in particolare ma all'improvviso l'ascensore si apre ed emergono un ragazzo in tutto e per tutto uguale a lui e 4 soldati. Dopo un "vivace" scambio di convenevoli, il ragazzo si presenta come "Kuon" rivelando di essere la matrice genetica da cui 5 anni prima è stata creata la prima cellula del "nuovo Kuon" (che poi è il "nostro" Kuon). Non ancora compresa esattamente la situazione, il nuovo Kuon cerca di chiedere spiegazioni ma il gemello lo blocca porgendogli le sue congratulazioni per come si è evoluto in rapporto all'originale ma immediatamente dopo gli spara in pancia, rammaricandosi per come sia stato costretto a sparare di fatto a sé stesso: negli occhi del clone, vediamo i ricordi del passato in cui era chiuso in una camera di vetro ed era osservato da Kuromitsu (con la quale ha addirittura avuto dei rapporti sessuali!) e Hasegawa. Convinto di aver eliminato il clone, Kuon riprende la via dell'ascensore salvo ritrovarsi alle spalle il gemello che, senza pietà, lo uccide. Al laboratorio, Hasegawa preleva un campione di sangue puro del giovane vampiro con il solo intento di iniettarlo nel corpo di Rai, legata ad un tavolino nella penombra. Deciso ad evitare l'avverarsi di questa possibilità Kuro tenta il tutto per tutto per aiutare l'amica in lacrime tant'è che con una forza disumana spacca i fermi in ferro e si prepara ad attaccare a viso aperto lo scienziato, il quale però ha preso le sue precauzioni: raggiunta una strana apparecchiatura piena di siringhe, Hasegawa se le inietta trasformandosi in un mostro ben peggiore di come aveva descritto lo stesso Kuro. Lo scontro per la vita di Rai ha inizio.

Premesse e speranze, due cose che credo non andranno a combaciare. Al di là dell'intrigante coinvolgimento di Kuromitsu con l'Imperatore Rosso (la maschera Noh già vista in una delle prime, alienanti, puntate e che vediamo recitare il preludio all'episodio?) di cui però avremo qualche ragguaglio solo nel finale, direi che settimana prossimo vedremo Hasegawa VS. Kuro, scontro che purtroppo credo avrà poco da dire visto che lo scienziato aveva del potenziale ma si è trasformato nel classico boss idiota e forzuto (peccato). Forse avremo anche un flash su Rai e Kuon in cui almeno uno dei due morirà lasciando a Kuro le chiavi per aprire l'ultima stanza e finalmente vedere Kuromitsu per riallacciare gli ultimi fili sparsi. La puntata è stata come al solito molto tesa, anche se devo confessare di essere preoccupato per il finale: 2 episodi sembrano effettivamente pochi...

martedì 9 dicembre 2008

Kurozuka - Episodio 9

L'episodio in pillole: Karuta, Kuro, Kuon e Rai riescono ad entrare nel castello dell'Imperatore Rosso;



Highlights:
Rai: "Kuro, non hai mai pilotato una bicicletta... non puoi lanciarti così!" Kuro: "non sarà molto diverso dal domare un cavallo" ROTFL!;

Giudizio: 9/10

Probabilmente la miglior puntata action della stagione. Ma non della serie, in generale di tutte le serie che sto vedendo. Benché non si raggiunga la vetta tecnica del primo magnifico episodio, qui ci si diverte davvero. E tanto. Perché l'inseguimento con annesse sparatorie, fughe, salti e duelli è da blockbuster hollywoodiano. Tanta magnificenza grafica, si, ma anche un ottimo focus su Kurumasou, il partner di Kagetsu. Muore un po' troppo in fretta, ma la caratterizzazione datagli è semplicemente perfetta.

L'inizio dell'episodio è dedicato proprio a Kurumasou ed all'ennesima prova di quanto siano pericolose le sue abilità psichiche. Chiuso in una cella a meditare, l'uomo chiede alla guardia che lo sorveglia se è convinto di essere vivo o morto. Ovviamente la guardia risponde di essere viva ed in ottima salute, stimolando Kurumasou a continuare la conversazione: l'uomo chiede alla giovane guardia una prova di essere in vita. Non sapendo come rispondere, il giovane abbozza qualche timida risposta che però non convince l'uomo, desideroso di avere una prova concreta ovvero far suicidare la guardia. L'unico modo di dimostrare di essere in vita è morire, poiché solo chi è vivo può - ovviamente - morire. All'inizio il giovane non da nemmeno retta al blaterare di Kuromasou ma dopo pochi minuti in cui il giovane non ha quasi parlato, pur di convincere l'interlocutore di essere vivo, si spara una granata in testa. La scena è stata filmata dallo scienziato precedentemente visto testare il sangue di Kuromitsu, che apprezza l'operato di Kuromasou e ne testa la voglia di vendetta verso Kagetsu, eliminata da Kuro nella foresta antistante il villaggio di Kagura: dando 2 alternative possibili per la morte del vampiro, lo scienziato chiede quale sceglierebbe l'uomo-tartaruga salvo vedersi rispondere picche per entrambe. L'unica morte giusta per Kuro è strappargli il cuore ed immergerlo nelle proprie feci, per impedire all'anima di reincarnarsi. Approvando l'idea, lo scienziato da il permesso a Kuromasou di uccidere il vampiro.

Spostandoci sui protagonisti, li vediamo in viaggio verso il castello nelle cui stanze avverrà l'incontro fra Kuro e la sua Kuromitsu. Dopo aver deciso di fermarsi a consumare un buon pasto e riposare prima della battaglia finale, Karuta racconta a Kuro come durante l'Apocalisse l'Imperatore Rosso abbia espanso a dismisura la già notevole influenza politico-militare sul Paese. Prima conquistando Tokyo, poi facendo della regione del Kanto la propria base operativa. Alla fine del racconto Kuro è ancora più determinato ad incontrare la sua amata ed eliminare l'Imperatore Rosso del quale sembra conservare qualche latente ricordo negli anni della giovinezza all'epoca del bakufu.

Nuovamente in viaggio, i nostri raggiungono subito il Kanto ed altrettanto velocemente vengono individuati da 2 elicotteri nemici che li bersagliano di proiettili. Le notevoli abilità di guida di Karuta salvano tutti e l'ingresso in galleria facilita le cose, peccato che i mezzi militari attendono all'uscita con i cannoni carichi. Abbastanza sorprendentemente Kuro si fa spiegare in poche essenziali cose le tecniche di guida della moto da Rai di modo da lanciarsi dal pullman, dividere gli inseguitori e sostanzialmente fare da esca. La ragazza non è assolutamente d'accordo ma il vampiro bolla tutto come "sarà come cavalcare un animale imbizzarrito" stupendo tutti. Lanciatosi fuori, Kuro porta via un elicottero liberando Karuta di parte della pressione: il contatto radio informa Kuro che si incontreranno fra qualche miglio, al ricongiungimento del ponte. Sfruttando un tunnel ed un po' di macerie, Kuro accelera e si lancia in aria atterrando sulla cabina dell'elicottero e trafiggendo il pilota con la katana: ovviamente la caduta del mezzo da "n" chilometri non impedisce a Kuro di atterrare perfettamente in sella al proprio mezzo che si è fatto un paio di chilometri a piena potenza ^^ Spettacolo. Dall'altra parte, Kuon centra con millimetrica precisione i serbatoi del secondo elicottero causandone l'esplosione.

Dalle fiamme dell'elicottero abbattuto da Kuro emerge proprio Kuromasou, pronto a combattere con il giovane vampiro per la vendetta di Kagetsu ma non ha fatto i conti con Kuro, che respinge il primo fendente ma poi si da alla fuga per ricongiungersi con gli amici che lo aspettano poco più avanti. L'uomo-tartaruga non ha però voglia di scherzare e sfoderate le lame dal guscio si lancia in un vorticoso inseguimento del vampiro motorizzato. Lo scontro prosegue per tutta la lunghezza del ponte finché Kuro non inventa un trucchetto con la moto piazzando la gomma anteriore in faccia al nemico: la moto esplode e Kuro salta nel pullman di Karuta & Co. Ma Kuromasou è ancora vivo. Ormai alle porte di una spettrale Tokyo nella cui skyline svetta solo il castello, i nostri si lanciano all'ingresso del ponte levatoio prima che possa richiudersi: ma vengono identificati dalla sorveglianza che allerta il QG. L'apertura del ponte e l'uscita dei carri armati è immediata. Karuta lancia il pullman a tutto gas sul ponte ma Kuromasou si rifà sotto e vuole eliminare tutti: Kuon prova a sparargli ma i proiettili rimbalzano sullo scudo rendendo il tutto ancora più difficile e, come se non bastasse, da una sopraelevata i carri armati iniziano il bombardamento all'autostrada su cui corrono i nostri. Karuta evita le bordate ma il ponte levatoio inizia ad alzarsi: non volendo rischiare di gettare tutto alle ortiche lancia il pullman a tavoletta sul ponte in ripiegamento, nel disperato tentativo di saltare nel castello prima della chiusura. Ma sul cofano salta Kuromasou che tenta di disorientare Karuta e Rai con le sue provocazioni. Accelerando ancora, l'uomo-tartaruga cade nel retro dove Kuon e Kuro aprono la porta ed il vecchio cade dal ponte ormai quasi completamente alzato. Con un ultima accelerazione, Karuta porta tutti dentro al castello ma il pullman si schianta ed il già ferito autista muore.

Non ancora ripresosi dalla morte dell'amico, i nostri all'interno del castello devono fronteggiare la minaccia di Kuromasou, che nonostante il volo dal ponte levatoio è ancora vivo. E' Kuro a fronteggiarlo per l'ultima volta: lanciandosi contemporaneamente all'attacco, Kuro evita lo scudo lamellato del vecchio e lo taglia di netto con la katana trafiggendolo da dietro senza pietà e vendicando così Izana, Saniwa e lo stesso Karuta. Ora è pronto a cercare Kuromitsu.

Una bella presentazione di tutto quanto circonda la mistica figura dell'Imperatore Rosso, il quale però ha bisogno di una bella dose di caratterizzazione poiché finora è poco più di una maschera teatrale desiderosa del sangue di Kuromitsu. Questo è ciò che ricaviamo nello specifico dalla visione di questo 9° episodio, al di là di Kuromasou ed il suo odio verso Kuro che gli sarà fatale. La bella vampira non si vede ma come sempre ogni azione del giovane protagonista è finalizzata all'incontro chiarificatore che gli è stato promesso. Peccato per la morte di Karuta, anche se ormai pare evidente che alla fine ne rimarrà vivo solo uno: Kuon probabilmente si sacrificherà per l'amico in qualche battaglia all'ultimo sangue mentre Rai potrebbe morire cercando di vendicare lo stesso Karuta. Kuro e l'amata potrebbero sfidare l'Imperatore, con un estremo sacrificio di uno di loro. Wait & see, come si dice in questi casi ^^

martedì 2 dicembre 2008

Kurozuka - Episodio 8

L'episodio in pillole: Kuro & Co. sono vittime degli attacchi illusori dell'uomo-rana e dei rampicanti impazziti della donna, sua compagna d'armi;

Highlights: quando si dice psycho-drama! Che spettacolo!

Giudizio: 9/10

Senza dubbio il miglior episodio assieme al primo. Grande suspance, grande senso di alienazione e smarrimento che sfocia in terrore puro, quello che ti paralizza le gambe, ti ferma il cuore e raggela il sangue: ecco i capisaldi di un episodio che rende omaggio al grande horror psicologico tanto apprezzato in prodotti cinematografici come "The ring" e "Dark Water".

La puntata si apre con una lunga, lunghissima allucinazione di cui è vittima Kuro. Solo in una grande città, il nostro vampiro gira senza meta per i vicoli finché non incontra un uomo su una motocarrozzetta, che per pochi soldi è disposto a dargli informazioni utili. All'inizio Kuro dubita della sincerità dell'uomo, che però riesce a convincere l'erede dei Minamoto a dargli una moneta: l'invalido è sorpreso della generosità del ragazo e decide di rivelargli che 2 persone lo stanno seguendo, un uomo deforme che cammina a 4 zampe come una rana e con un grosso scudo sulla schiena ed una donna dal sorriso ammaliante ma estremamente pericolosa. Kuro (e noi con lui) associamo immediatamente le figure ai sottoposti del Generale eliminato da Kuro e Kuon, che evidentemente lo hanno seguito fin lì. Ringraziato il vecchio invalido, Kuro si volta per andarsene ma l'uomo ha ancora un ultimo favore da chiedergli: aperto il cassetto della motocarrozzetta, chiede a Kuro di gettare il sacchetto di plastica contenente le feci degli ultimi 3 giorni (bleah! NdiMu, abbastanza schifato >_>). Sorpreso dalla richiesta, Kuro ci riflette ma decide che le informazioni fornitegli dal vecchio possono compensare questo oneroso incarico: raccolto il sacchetto, Kuro lo lancia nel fiume. Dopo di ciò, la scena ritorna nella foresta fuori dal villaggio di Kagura, dove l'uomo-rana ringrazia Kuro di essersi preso cura delle proprie feci. Sconvolto, Kuro si rende conto di essere involontariamente caduto vittima di un'allucinazione colossale dalla quale è uscito solo grazie al grilletto facile di Kuon che mette in fuga l'uomo.

Raggiunta Saniwa, Kuro scopre che la donna responsabile della morte di tutti gli abitanti del villaggio ha crocefisso anche l'anziana donna con i rampicanti della foresta e ora entrambe le donne condividono lo stesso corpo, quello della giovane assassina. Inscenata una specie di rappresentazione teatrale, Saniwa e Kagetsu (la Poison-Ivy giapponese ^^) spiegano le loro ragioni in merito alla difesa e la distruzione del villaggio in rapporto alla presenza di Kuromitsu all'interno dello stesso: presenza benigna e quasi divina per Saniwa, inutile e da debellare per la soldatessa dell'Esercito. Finita la scena, Kuro attacca Kagetsu che però evita facilmente i colpi del giovane vampiro che si sposta in una radura li vicino: attirata la donna sul posto Kuro la ferisce gravemente, facendola gridare di dolore. L'urlo è talmente lancinante che spaventa anche l'uomo-rana, costretto ad andare a vedere che succede prima che la sua illusione portasse al doppio suicidio di Rai e Karuta, anche essi vittime come Kuro in precedenza dei poteri mentali dell'uomo. Sul punto di uccidere Kagetsu, Kuro esita quell'attimo che basta per permettere alla donna di attaccarlo con i rampicanti e prenderlo in trappola: incapace di reagire, il giovane non sa che fare quando in suo soccorso arriva Kuromitsu che prende Kagetsu di sorpresa, uccidendola. La donna ringrazia anche Saniwa (per gli sofrzi compiuti promettendole una ricompensa quando la sua anima sarà pronta a reincarnarsi) e Kuro, con il quale però non è ancora tempo di ricongiungersi: la loro destinazione finale è il castello dell'Imperatore Rosso, meta a cui il gruppo ora anela.

L'apparizione di Kuromitsu fa molto Deus ex-machina ma dopo molti episodi in cui se ne parla senza vederla, c'era il dubbio che potesse ormai esistere solo nella mente annebbiata dall'amore di Kuro. Non che ora non ci siano più perplessità sul suo conto, dato che la sua fugace apparizione ha comunque una connotazione onirica, quasi mistica direi dato che per entrambi ha lo stesso effetto della Madonna apparsa a portare conforto a delle anime in pena. L'appuntamento finale al castello introduce di fatto l'ultimo arco narrativo (5 episodi) in cui i nodi si spera vengano al pettine e in cui gradirei capire chi cavolo è l'uomo mascherato che compare alla rivelazione della prima illusione di Kuro e che già si era visto nella parte "medievale" della serie.

domenica 23 novembre 2008

Kurozuka - Episodio 7

L'episodio in pillole: Kuro ed il resto del gruppo guidato da Saniwa raggiungono Kagura, un villaggio nascosto nella foresta in cui vive il resto del gruppo non residente al castello di Haniwa: il villaggio è il luogo dove, da 20 anni, risiede Kuromistsu;

Highlights: il flashback di Kuro;

Giudizio: 9/10

Una puntata sostanzialmente lenta nel ritmo ma con dei lampi d'azione sparsi soprattutto nel finale, caratterizzato da un flashback potenzialmente distruttivo per la mente del giovane Kuro. Potremmo assistere ad un ribaltamento di alcuni ruoli, con Kuromitsu pronta a rivelarsi una nemica e Kuon un valido alleato. Di certo non mancano le sorprese in questo settimo episodio, che ci mostra un po' meglio altri 2 alti ufficiali (chiamiamoli così...) dell'Armata dell'Imperatore Rosso pronti ad attaccare il villaggio.

Tutto il gruppo raggiunge Kagura, villaggio di cui solo Saniwa conosce l'esatta ubicazione. Proprio l'anziana donna rassicura Kuro sullo stato di salute dell'amata Kuromitsu, che da un ventennio risiede nel villaggio protetta e riverita da tutti. Kuro non sembra convintissimo ma si lascia rassicurare dalla parole della donna, a cui anche Kuon, Karuta e Rai devono credere poiché mai entrati a Kagura. Raggiunto l'ingresso del villaggio, i 2 ragazzi intuiscono subito una presenza negativa intorno (Kuro aveva già avuto delle allucinazioni nella foresta) ma Saniwa invita tutti a proseguire poiché il villaggio non è identificabile dall'esterno: aperto l'ingresso ed addentratisi nei cunicoli fiocamente illuminati, tutti iniziano a capire che qualcosa non và poiché dovrebbe esserci molta gente pronta ad accoglierli ed accompagnarli da Kuromitsu. Proseguendo nelle caverne sotterranee, il gruppo giunge infine ad una stanza totalmente tappezzata dei cadaveri degli abitanti: ovviamente, le stanze private di Kuromitsu sono vuote. Senza nessun indizio concreto, i nostri ritornano alla stanza dei cadaveri dove scoprono che è rimasto un sopravvissuto, tale Tomba, che non è nient'altro che il pittore che realizzò il dipinto - muro invisibile al bar del primo incontro fra Kuro e Karuta. L'uomo non riesce a parlare, ma indica la vegetazione al soffitto con aria spaventata: avvicinatosi ad un muro con una lampada, Karuta scopre un disegno di Tomba in cui i rami uccidono gli abitanti strangolandoli e infatti ad un'analisi approfondita dei corpi, i nostri si rendono conto che quella è stata la causa della morte e Saniwa annuncia che è colpa di uno degli alti ufficiali dell'Armata, che si dice sia in grado di controllare la vegetazione. Dopo un giro di esplorazione delle caverne (con allucinazioni comprese ^^), Kuro torna da Tomba e lo vede completare un disegno a muro in cui c'è Kuromitsu coperta di sangue: l'immagine fa riaffiorare in lui un ricordo del passato in cui loro 2, in fuga dai soldati di Yoshitsune, furono costretti a combattere: terminato lo scontro, Kuromitsu decapita Kuro con una naturalezza disarmante. La scena è troppo forte per Kuro, che vuole delle risposte dal povero Tomba incapace di fornirle. Incalzato dalla veemente fame di verità di Kuro, Tomba si lascia cadere a terra per poi esplodere in un tripudio di ramificazioni selvagge in uscita da quel che rimane del suo corpo. Riunitosi con Kuon ed il gruppo, Kuro riesce a fuggire dal villaggio; ciò che lo aspetta fuori, però, si preannuncia un osso decisamente duro da azzannare.

Che dire? Quando ormai pareva scontato che l'amore di Kuro per Kuromitsu fosse forgiato da secoli di vita trascorsa assieme e fedeltà reciproca, ecco che uno shockante flashback di pochi secondi basta a far crollare le certezze nostre assieme a quelle dell'erede dei Minamoto: l'aura di mistero attorno all'eterea figura di Kuromitsu continua ad essere un velo che ne cela le vere intenzioni ai nostri occhi come a quelli di Kuro, che però ora deve preoccuparsi dei 2 generali mandati ad occuparsi della situazione. Generali di cui aspetto un po' di caratterizzazione prima di esprimere un giudizio.

mercoledì 19 novembre 2008

Kurozuka - Episodio 6

L'episodio in pillole: Kuro salva il palazzo (o quello che ne resta) dopo l'assalto dell'Esercito; Izana decide di dare una svolta alla guerra... pagandone il prezzo;

Highlights: il Generale... o quel poco di umano che vi è ancora rimasto;

Giudizio: 8,5/10

Ecco, quando dopo un episodio relativamente introspettivo come il precedente ti trovi a fronteggiare un'orgia di sangue e arti tagliati, rimani spiazzato ma felice ^^ Spiazzato perché si, c'erano le premesse per un bell'uno-contro-tutti di Kuro, però mi aspettavo molta più enfasi data al ruolo di Kuromitsu, invece tutti ne parlano ma la "giovane" vampira non si vede. E' bastata la sua apparizione nell'allucinazione di Kuro a scatenarne la rabbia contro l'esercito invasore.

Nuovamente in possesso della sua katana Kuro non esita ad attaccare a testa bassa i soldati, riducendoli a brandelli con l'aiuto di Kuon. Resasi conto che l'obiettivo del Generale e dei soldati è il Miitsu, Saniwa chiama per radio Izana informandolo che loro sono sulla via della sala di controllo e che faranno di tutto per tornare il prima possibile. Nel mentre lui e Rai devono proteggere a tutti i costi il prezioso liquido: Izana la avverte di fare con relativa calma e di non preoccuparsi poiché se la situazione degenerasse sarebbe pronto ad usare lui stesso il Miitsu pur di non farlo cadere in mano nemica. Sconvolta, Saniwa intima a Izana di non commettere sciocchezze ma l'uomo, per tutta risposta, interrompe bruscamente la conversazione. Tutti in preda al panico per le parole di Izana decidono di ritornare al più presto alla sala di controllo, salvo scoprire che le vie di accesso principali stanno per essere invase dai soldati: i nostri saranno costretti ad usare delle vie alternative che però non si riveleranno affatto sicure.

Dopo la soppressione di un gigante, Saniwa chiama Rai e le ordina di chiudere tutti i gates di sicurezza di modo da guadagnare tempo e permettere un riordino ed una redisposizione delle forze in campo. Poco dopo aver chiuso le porte a tenuta stagna, Izana caccia Rai dalla sala di controllo e riapre i gates cogliendo di sorpresa i suoi stessi compagni che si credevano finalmente al sicuro e che invece vanno incontro ad una morte terribile: chiuso da solo con il Miitsu, Izana decide di iniettarsi il sangue di Kuromitsu nelle vene e debellare da solo - una volta per tutte - la minaccia dell'Esercito. Peccato che poco dopo l'arrivo del Generale, il Miitsu non dia l'effetto desiderato e Izana fa la stessa fine dei pover'uomini su cui abbiamo visto eseguire i test di compatibilità. Tocca a Kuro (e Kuon) combattere una volta per tutte questo fortissimo essere e cercare di sconfiggerlo. Dopo un lungo e faticoso combattimento che dura tutta l'ultima parte dell'episodio, Kuro riesce finalmente a decapitarlo ed a mostrarci cosa ci nasconde(va) sotto la divisa. Debellata la minaccia invasiva a quello che abbiamo scoperto essere il castello di Haniwa, Saniwa decide che è ora di andare da Kuromitsu, poiché lei ha le risposte che tutti cercano.

Decisamente un bell'episodio, carico di adrenalina e suspance che culmina nello psichedelico combattimeno finale sulle note di una techno-music pompata e d'effetto. E' vero che Madhouse ci ha fatto venire l'acquolina in bocca con la bontà tecnica del primo episodio, ma qui ci riavviciniamo a quegli standard qualitativi, se non propriamente in termini di animazioni, sicuramente per quelli di regia. Peccato, davvero, per Izana anche se fin dalla sua prima apparizione dava l'impressione del finto eroe che non riesce a resistere al fascino arcano del tesoro che deve proteggere. Ora che il gruppo è in marcia verso la vera dimora di Kuromitsu, la mia speranza è che non si arrivi a qualcosa stile "Wolf's Rain" in cui si cammina... si cammina... e si cammina ancora...

giovedì 13 novembre 2008

Kurozuka - Episodio 5

L'episodio in pillole: Kuro viene accompagnato nella "residenza" imposta a Kuromitsu, luogo quasi mistico e sospeso nel tempo dove la giovane gli appare in visione;


Highlights:
poca azione e poco sangue: visti gli standard della serie, è da segnalare ^^;

Giudizio: 8/10

Episodio tranquillo e chiaramente pensato per dare un po' di spessore al rapporto fra Kuro e Kuromitsu, separati da diverso tempo. La primissima parte di puntata però ci mostra quello che, con buona pace della mancanza di informazioni concrete, pare essere il capo dell'Esercito o comunque un alto funzionario militare con discrete capacità scientifiche, poiché lo vediamo nell'atto di sperimentare un misto di sangue ed altre sostanze su dei poveri soggetti che muoiono uno dopo l'altro come falene attirate da una candela. Credo gli esperimenti abbiano lo scopo di riprodurre il sangue eterno di Kuromitsu, ma non viene detto chiaramente (anzi... ^^').

Dopo la parentesi scientifica il focus torna su Kuro, accompagnato alla residenza di Saniwa da Karuta e Rai. La residenza è un palazzo quasi mistico, anonimo all'esterno ma completamente diverso nelle architetture interne, ampie ma ricercate e mai banali. Fatto accomodare in una sala d'aspetto da Karuta, Kuro osserva le candele che fiocamente illuminano la sala: dopo poco, figure in movimento gli passano davanti agli occhi, statue animate che lo vogliono attaccare e ricordi del passato improvvisamente vivi e pronti a consumare una vendetta a lungo agognata sembrano vivi e reali in quella piccola stanza quand'ecco che ritorna Karuta, sorpreso di trovare Kuro così agitato. Era tutto un'illusione. Una volta nella sala principale, Kuro ricorda un campo di fiori dove lui e Kuromitsu erano soliti andare secoli addietro per trascorre in armonia le serate estive... quand'ecco che Kuromitsu gli appare dinanzi, bella e misteriosa come sempre. Kuro vorrebbe abbracciarla ma la ragazza gli spiega che in quello stato non può, dato che è solo un'illusione. Prima di poter continuare, la scena viene interrotta da Kuon, che attacca all'improvviso il giovane protagonista, subito pronto a rispondere colpo su colpo. Lo scontro fra i 2 è fermato da Saniwa in persona, che sgrida Kuon per il trattamento riservato al loro ospite. Karuta spiega che le allucinazioni sonos tate causate da una sostanza messa nelle candele e che l'espediente serviva a verificare le reali capacità combattive del giovane anche in situazioni impreviste. Quando Saniwa inizia le spiegazioni, la Red Army inizia un pesante bombardamento sul palazzo.

Ottimo ed abbondante come ogni settimana, stavolta però meno piccante. Così si presenta questa 5^ puntata di Kuromitsu sul menu di questa settimana. Fa piacere vedere approfondito il rapporto fra i 2 vampiri, finora relegato a qualcosa più vicino alla sfera sessuale che non a quella emozionale e che invece è solo una delle componenti. Meravigliosa la scena del campo di fiori e ben motivato anche il perché dei fiori bianchi e del nome vero alternato a quello "dato" da Kuromitsu. Non sono ancora convintissimo delle buone intenzioni di Saniwa e sottoposti, ma la notizia dell'assalto in corso sembra farla trasalire davvero: qualche dubbio di doppiogiochismo mi rimane, anche se il comandante dell'Esercito non sembra necessitare di aiuti esterni per fare una carneficina...

mercoledì 5 novembre 2008

Kurozuka - Episodio 4

L'episodio in pillole: ci viene spiegato dettagliatamente cosa successe a Kuromitsu: la scena che Kuro ricorda come un flash nella scorsa puntata ora ha senso; Kuro riesce a rallentare lo scorrere del tempo;

Highlights: "Kurozuka" come "Matrix"? ^^;

Giudizio: 8,5/10

Bellissimo effetto grafico tendente al Fauve che però ora ha un significato decisamente più pratico del semplice appagamento visivo: Kuro riesce a rallentare il flusso temporale. Lo vediamo praticamente subito: la puntata si apre con una veduta di Tokyo in una notte del '45, con i bombardieri americani pronti a vomitare gli ordigni sulla città. Kuro e Kuromitsu sono in una casa, apparentemente disinteressati agli eventi in corso, quando la donna avverte un nemico in arrivo. I due amanti si preparano per la fuga ma si trovano la strada sbarrata proprio dal killer mandato (mittente ignoto) per uccidere la vampira immortale. Kuromitsu fugge e Kuro, dando ampio sfogo alle sue abilità, rallenta il tempo ed elimina in un breve ma intenso e spettacolare scontro il killer con una mitragliatrice al posto del braccio. Tripudio di sangue e violenza ^^. Il salto temporale da questa scena ai giorni nostri è abissale, ma ci troviamo subito ad assistere a quello che fino alla scorsa puntata era solo un vago ricordo di Kuro: lui e la ragazza sono in cima a quello che probabilmente era un grattacielo ma, prima di potersene anche solo rendere conto, dei soldati sbucano dalle macerie e centrano la donna, che precipita di decine di metri, schiantandosi al suolo. Kuro trasale ma non riesce nemmeno a pensare di attaccare poiché subito viene colpito da una raffica, precipitando al suolo. Ovviamente entrambi sono vivi ma Kuro riesce solo ad intravedere che qualcuno sta prendendo la giovane donna... Alla fine della puntata scopriamo chi è stato ^^.

Come da tradizione, altra grande puntata ed ennesimo ottimo lavoro dei ragazzi di Madhouse. Splendidi ed evocativi i disegni, che anche solo nei fermo-immagine riescono a trasmettere l'importanza del momento che vogliono sottolineare, nonostante anche a livello di animazione non ci sia stata - finora - nessuna sbavatura rilevante. Ottima la regia, a tratti a livello di un film con scene in rapida sequenza alternate a fermo-immagine ed effetto "bullet time", tributo alla trilogia dei fratelli Wachowski. Il tutto supportato da ottime musiche rock e techno, perfette per sottolineare l'atmosfera vagamente cyberpunk dell'ambientazione post-bellica. Piccola nota (stonata, ma io sono iper-critico ^^) di doppiaggio: Paku Romi, la doppiatrice di Kuromitsu. Sarà "colpa" del suo recente impegno con "Ultraviolet: code 044", sarà che 044 e Kuromitsu si assomigliano anche a livello di design, rimane il fatto che usare lo stesso livello di recitazione per questi 2 personaggi non è la scelta migliore. 044 è un'assassina con pochi scrupoli, Kuromitsu una donna in mano al nemico, forte ma non al livello di quando viveva nel Giappone feudale. Non una damigella in attesa del principe azzurro, però...

Speriamo in un miglioramento da questo punto di vista.

martedì 28 ottobre 2008

Kurozuka - Episodio 3

L'episodio in pillole : Kuro si risveglia nella foresta dove era stato attaccato alla fine del precedente episodio... però sono passati circa 900 anni! ^^;

Highlights: L'ambientazione post-apocalittica;

Giudizio: 8/10

Ed eccoci arrivati (con un po' di anticipo sulla tabella di marcia che mi ero configurato) al salto temporale che la bella Kuromitsu aveva anticipato alla fine del primo episodio ("vuoi seguirmi in un viaggio alla fine del tempo?"): quella che si era presentata come una bella serie di "cappa e spada" in salsa samurai si è radicalmente trasformata, rivelando la sua vera natura di matrice futuristica o meglio... post-apocalittica... anzi no, horror-vampiresco... thriller... beh, diciamo che deve ancora farci capire bene cosa vuole diventare ^^. In qualche modo Kuro è diventato un vampiro (avrà avuto rapporti intimi con la bella Kuromitsu che i ragazzi di Madhouse hanno ben pensato di non mostrare >_<) e ora si ritrova in una città che non conosce, circondato da una realtà che non gli appartiene e per di più senza il suo faro-guida dai lunghi capelli color ebano. Una gran brutta situazione, peggiorata dal fatto che l'Armata dell'Esercito Giapponese (a quanto pare l'unica organizzazione mondiale sopravvissuta al cataclisma) gli è alle costole, per motivi ancora ignoti. Ciliegina sulla torta, Kuro ha perso la memoria...

Poco da dire al di fuori di Kuro: viene presentato un giovane malvivente dal cuore tenero di Asuka che sembra essere molto influente ma nulla più, per ora: probabilmente sarà destinato a diventare un personaggio importante. Poco da dire anche sui cattivi, ovvero i ragazzi dell'esercito: in pratica la versione robotica dei soldati di Yoritomo già visti nella prima puntata: occhi rossi, canini affilati ed espressione mostruoso. Déjà vu: d'accordo che sono poco che più che carne da cannone e che la serie è prettamente d'azione, ma un minimo di riflettori puntati per spiegare chi sono e cosa hanno in mente sarebbe cosa molto gradita e, considerando i soli 13 episodi previsti, sarebbe auspicabile affrettare i tempi.

Piccola annotazione folk: ma che ci trovano ultimamente i giapponesi nei vampiri? Voglio dire, è un mito decisamente occidentale che però comincia ad essere largamente (ab)usato in tema anime...

sabato 18 ottobre 2008

Kurozuka - Episodio 2

L'episodio in pillole: un sanguinario assassino fà visita a Kuromitsu;

Highlights: Standard qualitativo al livello del primo episodio: se continua così non ce n'è per nessuno (o quasi)!;

Giudizio: 8,5/10

Come è ormai ben chiaro a tutti, questo finale di 2008 è caratterizzato da una massiccia presenza di anime a tema horror: "Kurozuka", "Mouryou no Hako", "Jigoku Shoujo", "Casshern", "Blade of the Immortal" e "Shikabane Hime: Aka". Beh, ovviamente non li bloggo tutti per ragioni diverse, ma tutti hanno un loro particolare modo di vivere e raccontare un diverso lato dell'horror: dallo storicamente mitizzato di questo "Kurozuka", a quello più onirico di "Jigoku Shoujo", dal violentissimo "Blade of the Immortal" al sottilmente psicologico "Shikabane Hime: Aka". Senza dimenticare l'horror sovrannaturale di "Ga Rei: Zero"... E poi l'affascinante vena noir di "Mouryo no Hako", ma non è questo il post dove tesserne le lodi ^^.

"Kurozuka" ci permette di esplorare le viscere di una vena horror sottilmente perversa, quasi selvaggia. Ci sono le scene d'azione migliori di tutta la stagione anime (con buona pace del buon "Ga Rei: Zero" che si piazza degnamente al secondo posto) e soprattutto, "Kurozuka" ha la miglior opening theme dell'anno solare: i ragazzi di Madhouse puntano molto su questa serie e gli sforzi produttivi si vedono già distintamente. Se riusciranno a mantenersi saldamente ancorati allo sfarzo di questo inizio, e non vedo perché ciò non possa avvenire dal momento che il regista è lo stesso del mai_troppo_lodato "Death Note", ci sarà una dura lotta per il premio "miglior horror 2008" ^^.

Attenzione però, non c'è solo violenza e grafica splatter, ma anche molto mistero e una trama sibillina. Tanto per cominciare... Perché le teste mozzate? Che fine ha fatto l'amico del nostro Kuro? E chi sono i mostri al suo inseguimento? Domande senza risposta, per ora, ma che mi danno lo spunto per portare l'attenzione sui cattivi della serie, forse l'anello più debole della catena. Allo stato attuale, mi sembrano un po' troppo stereotipati (oltre al fatto che paiono usciti ora da "Onimusha" ^^'): c'è bisogno di investire tempo in approfondimento e spiegazione del loro passato per dargli spessore e credibilità. Kuro e Kuromistsu sono già fascinosi dopo nemmeno mezz'ora di serie, ma era prevedibile visto le premesse dello show. Spero proprio che le prossime puntate migliorino questo tallone d'Achille.

mercoledì 8 ottobre 2008

Kurozuka - Episodio 1

L'episodio in pillole: Kurou (alter ego di Minamoto no Yoshitsune) fugge nella foresta dopo essere stato sconfitto dal fratello Yoritomo nella battaglia di Komorogawa. Sul punto di commettere seppuku incontra Kurozuka, una giovane e bellissima ragazza che nasconde un oscuro segreto e che lo porterà con sé in un viaggio alla fine del tempo...;

Highlights: Kurozuka e il suo sex-appeal ^^ Però nel manga c'era più sesso esplicito, non và bene questa censura coatta... xD

Giudizio: 9/10

Unico commento: wow! Una storia di violenza e pulsioni sessuali sullo sfondo del Giappone di tardo periodo Heian con mostri alla "Onimusha" e vampire molto sexy: blogging assicurato! ^^Sono stato un po' vago nel raccontare cosa succede nella puntata perché Madhouse ha fatto veramente un ottimo lavoro che merita di essere visto. Liberamente tratto dal manga omonimo del 2002, la serie sembra volersi in parte discostare dall'originale cartaceo, soprattutto per quanto riguarda la presentazione della timeline e, purtroppo, le scene di sesso violento ed esplicito: abbondanti nel manga, accennate nella serie (perlomeno in questo episodio).Peccato perché tra arti mozzati, cadaveri sanguinanti e mostri degni delle migliori maschere Noh un po' di sesso selvaggio bilanciava il lato gore. Dal momento che l'accoppiamento fra Kuro e Kurozuka è inevitabile alla trasformazione di lui in vampiro, la scena non è stata omessa ma "solo" mascherata in giochi d'ombre e qualche effetto sonoro: Madhouse non ha mai fatto della censura il suo punto forte (vedasi "Shigurui"), ma stavolta probabilmente è stata un'imposizione televisiva dovuta alla trasmissione in fascia non proprio notturna. Speriamo nei DVD ^^

Il reparto voce si difende alla grande, con Miyano Mamoru su Kuro e la sensualissima Paku Romi sulla vampira eterna. Anche i rincalzi sono di tutto rispetto, con una sottolineatura particolare che dedico a Kuwashima Houko, la Clare di "Claymore", che sembra già totalmente sul pezzo.

Da grande fan di Madhouse, di storie horror e del Giappone feudale, non posso che fare grandissime aspettative su questa serie ^^ Sono già praticamente certo di non rimanere deluso, a prescindere dalla censura sessuale imposta. Non resta altro da fare che mettersi in attesa della prossima settimana!