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sabato 4 aprile 2009

Shikabane Hime: Kuro (recensione)

La prima stagione di "Shikabane Hime", già vista ed analizzata a suo tempo, si è rivelata essere il trampolino di lancio per quella che è la vera natura horror-misticheggiante che volevano proporci i ragazzi di GAINAX e che appare in tutto il suo criptico splendore nelle tredici puntate di "Kuro": come da tradizione della casa, le serie dei genitori di Evangelion partono tranquille ma ben presto si esaltano sull'onda delle loro trame accattivanti, dei loro personaggi fascinosi e delle loro ambientazioni surreali. Il risultato? Prodotti che continuano a migliorarsi costantemente episodio dopo episodio portando il prodotto a delle vette di complessità e bellezza narrativa che sublima sempre in un finale mai banale, mai scontato ma sempre sconvolgente. "Shikabane Hime: Kuro" avrebbe anche potuto trincerarsi dietro il cliché di ogni shounen che si rispetti, proponendo la coppia di protagonisti che finisce per innamorarsi e combattere assieme le orde del male nel nome del loro amore (motivazione di una deficienza più unica che rara ma si sa, il genere è quello che è...) ma fortunatamente qui le cose non vanno proprio così: o meglio, Makina e Ouri finiscono per sviluppare una relazione particolare ma con uno stile unico... imprevedibile... sconcertante. In una parola, GAINAX.

Maestro d'ombre. "Shikabane Hime: Kuro" fa delle illusioni il suo forte. Mi spiego meglio: non ci sono Mandrake né Copperfield in scena, anche se entrambi avrebbero da imparare nella gestione delle aspettative che le puntate creano nel pubblico, facendogli credere che la serie stia andando in una direzione salvo poi rettificare la sequenza degli eventi ed aprire finestre su rivelazioni assolutamente impreviste ed inaspettate, oppure andare davvero dove si era ipotizzato ma portando alla luce rivelazioni mille volte più interessanti di quanto facilmente ipotizzabile. Tutto ciò porta ad avere una sequenza di 13 episodi in cui si parte con una leggera deriva fanservice (che m'ha messo un po' di preoccupazione all'inizio, confesso), si prosegue con 8 episodi "caldi" ed un finale tipicamente GAINAX (il primo che dice "incomprensibile" lo strozzo seduta stante).

Alchimista (non) d'acciaio. Come la maggior parte delle "colleghe" autunnali, la grande forza di "Shikabane Hime: Kuro" sta nei personaggi e nell'alchimia delle loro relazioni. Con alle spalle un'intera stagione costruita esclusivamente per prepararne lo sviluppo durante la battaglia finale, non si poteva aspettarsi niente di diverso e le aspettative non sono assolutamente andate deluse: lo scopo principale della serie è fornire l'azione che si vedeva apparire qui e là in "Aka" ma che è stata molto intelligentemente nascosta per l'apoteosi di "Kuro", che traendo spunto dalle solide basi autunnali del predecessore orchestra un concerto per Uzi e revolver in cui Makina ed Ouri sono direttrice d'orchestra e primo pianista.

Identità. Ma alla fine, cos'è questo "Shikabane Hime: Kuro"? Il parto di una gestazione iniziata in autunno? Una serie di mostri in salsa religiosa? Niente di tutto ciò: "Shikabane Hime: Kuro" è una spaventosamente ben fatta serie action-horror, consapevole della propria natura e di cosa è chiamato a fare un prodotto di questo tipo per attirare l'attenzione: azione adrenalinica, colonna sonora rock pesante ed accattivante, marchi di fabbrica GAINAX sparsi qui e la come inside jokes ed un cast di personaggi solido e variegato. Tutti voi sapete quanto il genere non mi sia particolarmente gradito, ma sapete anche che GAINAX è il mio credo, quindi ho seguito l'istinto e se "Aka" non m'ha deluso, "Kuro" m'ha esaltato: c'è una rarissima miscela esplosiva di stile e sostanza, che come unico risultato da una storia perfettamente raccontata in 25 episodi. Quello che un buon adattamento da manga dovrebbe sempre essere.

GIUDIZIO: 93/100

NARRAZIONE: 9,5/10

PERSONAGGI: 9,5/10

PRODUZIONE: 10/10

AMBIENTAZIONE: 9/10

MOMENTO MIGLIORE: Takamasa che spiega a Ouri che le Hime sono morte da vedere come tali

MOMENTO PEGGIORE: un po' di fanservice all'inizio, fuori luogo.

giovedì 12 marzo 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 8

L'episodio in pillole: mentre Makina si risveglia nel covo degli Shichisei costretta a combattere con Hokuto; Ouri intanto scopre un'importantissima verità del suo passato sepolta nelle proprie memorie...;

Highlights: finalmente la domanda su "Chi è davvero Ouri?" inizia a trovare delle risposte concrete;

Giudizio: 9,5/10

Una rivelazione tanto shockante quanto logica, alla quale mi sorprendo di non essere giunto io stesso con largo anticipo: così si presenta questo 8° episodio delle avventure di Ouri e Makina, alle prese con i fantasmi (dannatamente reali e "vivi") dei rispettivi passati eppure in scena con loro sul palco di questo piccolo capolavoro di animazione horror targato GAINAX. Per motivi che verrano lentamente resi noti nel corso delle prossime puntate, apprendiamo che il tormentato ed oscuro passato di Ouri è legato al fatto che lui... è figlio di una Shikabane! Ebbene si, il nostro protagonista ha avuto come madre una morta: non è chiaro se sia nato prima o dopo la di lei trasformazione, fatto sta che il misterioso ragazzo che ha messo K.O. Makina e l'ha "aiutato" ad eliminare lo Shikabane della felicità di Nozomi si rivela essere... suo fratello!

Nel covo sotterraneo degli Shichisei, Makina inizia lentamente a riprendersi dopo che Touya l'ha portata con sé su ordine del ragazzo che l'ha attaccata. Ad osservare il risveglio della Hime c'è Hazama, con il quale la ragazza scambia un breve dialogo sul perché non abbia approfittato della sua perdita di conoscenza per finirla, e l'uomo risponde che non sarà lui il suo avversario, bensì Hokuto: improvvisamente assetata di sangue e vendetta, la Hime attacca la ragazza con un bastone di ferro ma nonostante le apparenze suggeriscano una mancanza di abilità da parte della Shichisei, Makina non riesce ad andare a segno e viene anzi scaraventata sul soffitto. Decisa a non arrendersi, la ragazza continua ad attaccare riuscendo a mettersi in posizione di vantaggio senonché Hokuto - con le sue abilità fuori dal comune - ruota la testa di 360° riuscendo a vedere la nemica alle spalle e liberarsi della sua pericolosa presa alla gola. Hazama viene interrotto dall'arrivo di Akasha che chiede come mai le due stiano combattendo all'ultimo sangue, ma in tutta risposta riceve l'ammonimento di essere lui la causa di tutto, poiché non è riuscito a tradurre le scritture.

Al tempio di Kougounshuu, la notizia della probabile relazione fra Ouri e gli Shikabane è già arrivata alle orecchie degli alti prelati e la posizione del ragazzo nell'organizzazione religiosa viene ovviamente messa in discussione, tanto che viene ordinato al ragazzo di sottoporsi al rito dell'Enkiri. Ouri prova a spiegare che proprio in quel momento Makina sta combattendo e sta usando i suoi poteri, traendoli dal suo corpo di Prete Contraente ma i monaci non sono disposti a credere ulteriormente alle parole del figlio di uno Shikabane, ed infatti ordinano a Takamasa di portarlo alla grotta per la purificazione. Il Prete porta via in malo modo il ragazzo finché, lontano da occhi indiscreti, lo libera invitandolo ad andare ad aiutare Makina in quella che sembra essere una lotta dura e senza quartiere. In quel momento però arrivano Rika e Saki pronte - anche se di malavoglia - ad eseguire gli ordini: scoperto il piano di Takamasa vorrebbero riferire al Grande Sacerdote ma vengono fermate dallo stesso Takamasa e da Itsuki, giunta in soccorso del suo Prete Contraente. Mentre Ouri corre dalla sua Hime, Preti e Hime si scambiano qualche scaramuccia prima di rendersi conto che l'ordine impartito dall'alto non è affatto condivisibile per loro che conoscono la vera indole buona di Ouri.

Nel tempio sotterraneo rifugio degli Shichisei, Hazama e gli altri commentano la battaglia di Hokuto e Makina aspettando solo che la loro leader si prepari a dare il colpo di grazia all'erede degli Hoshimura. Nel mentre Hazama informa tutti della nuova e più massiccia disposizione dei monaci attorno al Tempio poiché temono un'invasione nemica a breve. Gli Shichisei infatti sono pronti a portare avanti la loro invasione non appena si terminerà lo scontro che sta avendo luogo nei sotterranei: Hazama illustra la strategia che useranno per l'attacco mentre Isaka porta via Touya, ancora scossa dopo lo scontro con Makina. Proprio la nostra Hime, in quel momento, sta cercando di tenere testa alla spropositata forza fisica di Hokuto che attacca, attacca, attacca... e attacca ancora. Sfruttando un momento di furia cieca della nemica, Makina la manda per un attimo al tappeto ma viene prontamente rimontata ed asfaltata. Convinta di averla eliminata, Hokuto si allontana ma Makina la ferma, dimostrandole di essere ancora "viva". Sull'orlo di una crisi di nervi, Hokuto attacca urlando a Makina chi sia e la ragazza finisce per stenderla, urlandole di essere Makina, la nemica giurata di Hokuto: la Shichisei che l'ha uccisa. Sembra incredibile, ma la rivelazione manda ancora più in estasi la sua nemica.

Finalmente si spiega tutto: l'odio di Makina per Hokuto (che l'ha materialmente uccisa), il vero piano degli Shichisei dietro al rapimento della Hime e la volontà di attirare lì Ouri, la rivelazione sul passato del ragazzo ed il ruolo del Kougounshuu in tutto questo. Sicuramente il miglior episodio della serie, proprio perché inizia a snocciolare le spiegazioni di cui c'era un dannato bisogno senza presentare (troppi) altri dilemmi di cui avremmo fatto volentieri a meno. Certo, rimane da capire il ruolo di Akasha (tradimento e soprattutto traduzione delle scritture) e chi siano realmente la gatta parlante e il ragazzo che dice di essere il fratello di Ouri ma la serie diventa sempre più intrigante episodio dopo episodio ed ora che l'arco finale sembra essere iniziato non vedo l'ora di poter finalmente comprendere il disegno globale pensato da GAINAX.

mercoledì 4 marzo 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 7

L'episodio in pillole: Makine ed Ouri affrontano Touya ed il suo burattino Nozomi cercando di sconfiggere il primo e redimere la seconda...;



Highlights:
inquietante il passato di Touya, così come le prime rivelazioni sul "grande mistero" di Ouri;

Giudizio: 9,5/10

Non c'è niente da fare, gli sceneggiatori di GAINAX sanno il fatto loro e lo dimostrano alla grande ancora una volta, orchestrando la trama di un episodio chiave della serie: inquietante nell'atmosfera, disturbante nei contenuti poiché ci presenta un epilogo amaro per le aspettative dei protagonisti aggravati dal riemergere di un fardello, quel "passato" che a lungo hanno evitato di ricordare - più o meno volontariamente - ma che ora sono costretti a guardare negli occhi sperando di riuscire ad affrontare le tenebre che porta con sé. Tenebre che iniziano a remare contro la coppia Ouri/Makina fin dall'inizio poiché il desiderio di "salvare" Nozomi e Touya naufragherà miseramente nell'oblio del fallimento.

La puntata inizia in camera di Ouri, dove Nozomi gli è saltata addosso e vorrebbe aiutarlo a "diventare felice" come lei, uccidendolo. Il nostro Prete però non è stupido e non si fa conquistare dalle forme della ragazza (anche se ci scappa un bacio appassionato) e viene salvato dalla misteriosa gatta parlante che da un po' non compariva a tormentargli le giornate ma che ora lo toglie dai guai perché pungendogli un occhio con l'unghia fa si che un velo di sangue gli si depositi sulla cornea e attraverso di esso possa finalmente vedere l'enorme pallone che fluttua sopra la testa della ragazza, legata ad esso tramite un filo al collo. Sorpresa che Ouri possa vederlo, Nozomi gli racconta di come quel pallone rappresenti la sua grande felicità e vorrebbe farne dono anche al ragazzo che tanto ama ma in quel momento arriva Kasuga che schiaffeggia la ragazza ordinandole di tornare come prima e smetterla di portare avanti i danni che sta creando a scuola. Ouri vorrebbe saperne di più ma Nozomi fa esplodere tutta la sua ira mandando al tappeto i ragazzi e fuggendo a scuola.

Nel mentre, Takamasa, Itsuki e le altre Hime stanno attendendo in trepidazione notizie sugli Schichisei per poter andare ad aiutare qualcuno ma Ouri non risponde al telefono. Preoccupato, Takamasa telefona a Makina informandolo della situazione e la Hime si ricorda di aver visto uno Schichisei nella foresta, quel Touya che è in pratica un mostro di palloncini colorati: mentre Takamasa le suggerisce di aspettarli per poter agire insieme a scuola, Makina ordina di aspettare nelle retrovie poiché se ne occuperà lei da sola. Arrivata al cancello dell'edificio scolastico, Makina riconosce Nozomi ma non sa nulla della sua possessione e cade vittima del tranello della serva di Touya che le lega un palloncino al collo per strozzarlo: a salvarla interviene ovviamente Ouri in veste di Prete Contraente che però si lascia scappare la ragazza durante i soccorsi alla sua Hime. Dopo essersi gettato all'inseguimento di Nozomi, Makina vede Touya volare verso l'edificio e decide di seguirlo nonostante il palloncino attaccato al collo: con suo grande orrore, avvicinandosi all'edificio lo vede trasformato in un enorme luna park in cui tutti i compagni di classe sono in estasi con uno dei palloncini di Touya legato sopra la testa. Nonostante ne ignori il contenuto, Makina spara ai palloncini liberando una massa informe che prende corpo davanti al rispettivo creatore e... lo divora!

Allibita, Makina riceve gli applausi di Touya che la ringrazia di aver fatto morire felicemente questi ragazzi, divorati dalla loro stessa felicità tanto a lungo coltivata. Ovviamente Makina non riesce a capire il pensiero contorto dello Schichisei ma non riesce a rispondere adeguatamente poiché la pressione del filo del suo palloncino sta aumentando e lei si sente strozzare, suscitando l'interesse di Touya che vede la felicità aumentare all'interno del palloncino. Nel "luna park", Ouri cerca di risvegliare la vera Nozomi all'interno del corpo controllato dallo Schichisei ma senza successo finché, nella casa degli specchi, Ouri fa esplodere tutta la sua frustrazione distruggendone uno e facendo cadere tutto il castello illusorio di Touya che deve ritornare immediatamente indietro per sincerarsi della fedeltà di Nozomi. La ragazza si è infatti resa conto di voler essere felice al fianco del "suo" Ouri, ma non al prezzo della sua stessa vita che ora ha finalmente capito essere importante e non una cosa da gettare al vento senza interesse: Touya sta per volare nella scuola ma Makina lo ferma facendo scoppiare il suo palloncino, eliminando la "felicità" e saltando addosso allo Schichisei facendolo schiantare al suolo. Ripresasi dalla caduta, Makina ha finalmente davanti a sé la vera identità di Touya... ovvero una bambina in lacrime!

Senza parole, Makina si trova di fronte una bambina che le chiede se ci sia qualcosa di diverso fra la felicità e la morte, cogliendo totalmente di sorpresa la Hime che non sa cosa rispondere. A spiegare cosa stia accadendo ci pensa un ragazzo, apparentemente legato agli Schichisei ma di cui non sappiamo ancora nulla, che spiega a Makina perché la piccola porti avanti questa giustapposizione fra morte e felicità: da piccola era poverissima e viveva con una famiglia che non poteva darle nemmeno la certezza di un pasto al giorno. Un giorno i genitori la portarono al luna park dove le comprarono tutto ciò che voleva e le fecero trascorrere una giornata memorabile, conclusosi in serata col suicidio collettivo: morte nel momento di più grande felicità possibile da immaginare, la bimba non si è nemmeno resa conto di essere morta e quindi non fa altro che associare le uniche due esperienze di cui ha conoscenza: morte e felicità. Makina replica che felicita e morte non possono essere equiparate ma il ragazzo le da della bugiarda poiché anche lei è felice di essere morta per combattere gli Schichisei: la Hime nega con veemenza ma il ragazzo la atterra con un pugno allo stomaco e ordina a Touya di portarla da Hazama. Dopo essersi liberata del suo palloncino, Nozomi non riesce a vincere l'attacco della sua felicità e ne cade vittima fra le braccia di Ouri, che piange lacrime amare per non aver potuto salvare la sua amica.

Touya è un personaggio meravigliosamente studiato. Tutta la serie è permeata di quel sottile fascino horror che ti spinge a proseguirne la visione nonostante un lato disturbante sempre presente ma che invece di farti allontanare dallo schermo, cattura e affascina invitando lo spettatore ad aspettare con ansia l'episodio successivo: Touya ne è la semplice apoteosi. Sarà la voce innaturale, la sua storia raccapricciante, la follia di credere ciecamente nell'accostamento di due termini antitetici come "felicità" e "morte" senza ricadere in una prevedibile connotazione religiosa l'ha resa il cattivo più interessante della serie, che riesce a far elevare un setting abbastanza normale (o comunque non particolarmente originale) ad un livello decisamente sopra le righe e lontano dagli stereotipi di lunghi e noiosi monologhi di spiegazione che i personaggi di altre serie porterebbero avanti in questi casi, solo per giustificare quello che stanno per fare: una volta tanto, una vittoria dello stile sulla sostanza.

martedì 24 febbraio 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 6

L'episodio in pillole: Makina ed Ouri affrontano le apparizioni di Keisei; nel frattempo a scuola succedono cose strane e gli Schichisei ne sono, come ovvio, i protagonisti...;

Highlights: consapevolezze e timori;

Giudizio: 9/10

Ecco una serie che non delude, anzi, che tiene la scena fin dall'inizio! Il duello con gli Schichisei continua ed è sempre più interessante perché da una parte ci rivela le tante e subdole abilità di questi pericolosi individui e dall'altra aumenta la complicità di Makina ed Ouri, portando il loro rapporto ad una completa maturazione che gli permette di lasciarsi il passato ed i suoi fantasmi alle spalle.

Le molteplici entità di Ena in forma di Keisei spingono Ouri ad attaccare selvaggiamente pur di levare dalla faccia dello Schichisei quel sorriso compiaciuto ma così facendo non fa altro che sprecare forze. Richiamato da Sadahiro a concentrarsi sul bastone piuttosto che menare fendenti a caso, Ouri focalizza tutta la sua rabbia sull'arma e carica il nemico, che a sua volta è pronto a riceverlo brandendo un pugnale: la forza spirituale del fratellino di Keisei è però troppo dirompente e il giovane sgozza senza difficoltà la prima replica del fratello. Senza la loro "guida", gli altri Shikabane sembrano inermi ma uno di essi sfrutta un calo di concentrazione di Ouri per afferrarlo per la camicia e tentare di strozzarlo: ci penseranno Makina e gli altri ad aiutare il ragazzo ad eliminare completamente la minaccia. Colto di sorpresa, Ena è costretta ad usare il suo vero corpo e chiama in causa anche Touya, che gli fornisce un piccolo aiuto.

Ouri vorrebbe eliminare definitivamente lo Schichisei ma è Makina che sale in cattedra per gestire lo scontro. Ena attacca lanciando una specie di sonaglio esplosivo che quasi centra Sadahiro e la sua Hime, costringendo Makina ad estrarre la sua pistola ed attaccare per difendersi. La Shikabane Hime capisce che per eliminare Ena deve distruggere la sua arma ma l'impresa non sembra destinata ad essere semplice: nel tentativo di bloccarne la vorticosa rotazione, la ragazza è costretta ad assorbire potere dal suo Prete Contraente che, non essendo abituato come Keisei, vacilla e quasi sverrebbe se non intervenisse Sadahiro a tenerlo cosciente. Scusandosi per dovergli chiedere uno sforzo così immane, Makina richiama a sé tutte le sue capacità e riesce prima a bloccare la sfera e poi a mandarla in frantumi: privata della sua arma, Ena rivive alcuni episodi traumatici della sua vita finendo per impazzire ma Makina, imbracciato il fucile di Akira, elimina il nemico senza rimorsi.

Nella foresta Touya incrocia la giovane Kasuga, arrivata in zona per controllare che Ouri (di cui è innamorata) stia bene nella sua nuova veste di Prete ma dopo averlo visto fra le braccia di Makina si è depressa e le parole dello Schichisei sulla bellezza della morte e sui "lati positivi" che porta con sé il suo arrivo la convince ad accettare uno dei suoi palloncini che la strozza, uccidendola. Risorta come Shikabane, la ragazza arriva a scuola con un look decisamente provocatorio che fa girare molte delle teste dei ragazzi: uno di essi, che ha avuto il coraggio di approcciarla riesce addirittura ad avere un "momento privato con lei" durante il quale i due si scambiano delle effusioni che sono in realtà il test dei nuovi poteri di lei, in grado di eliminare chiunque emanando degli "effluvi" dal naso e dalla bocca. L'ultimo che entrerà in contatto con la ragazza sarà proprio Ouri, che se la ritrova a casa: dopo essergli saltata addosso con dichiarati intenti sessuali, Kasuga lo supplica di ucciderla...

Altro giro, altro morto: oggi è toccato ad Ena, probabilmente nei prossimi due episodi ci lasceranno sia Kasuga che Touya, il cui nuovo "rapporto" mi ha particolarmente colpito: è proprio la dimostrazione che essere troppo attaccati alle cose terrene risulta essere una calamita per gli Shichisei. Il nuovo setting di horror-scolastico ammetto che mi ispira tantissimo, così come gli atteggiamenti provocatori di Nozomi ^^. Tutto considerato, il tasso di horror della serie rimane sempre alto senza mai scadere nel volgare o nello splatter da una parte né andando troppo sullo psicologico dall'altra: GAINAX ha trovato un buon equilibrio sia all'interno degli "stili" horror sia a livello di paragone con gli altri aspetti della trama, a volte comica ed altre - come già detto - puramente fanservice: chi fra di voi si limita a leggere questi commenti probabilmente non riesce a farsi un'idea precisa di come questo amalgama funzioni terribilmente bene ma giuro che è la verità!

lunedì 16 febbraio 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 5

L'episodio in pillole: mentre Takamasa, Itsuki ed Ouri combattono contro lo Shikabane Tomoharu, Makina sta cercando di fronteggiare un terribile e subdolo attacco degli Schichisei...;

Highlights: anche Makina ha delle debolezze;

Giudizio: 8,5/10

Alla fine dello scorso episodio, un terribile dilemma ci veniva presentato dagli sceneggiatori, ovvero Keisei vivo e vegeto che saluta Makina e la invita ad andare con lui. La domanda ovviamente é: "ma sarà quello vero?" oppure "sarà uno Shikabane?". Prima di ottenere una risposta soddisfacente, la regia ci riporta nel vivo dell'azione con Takamasa & Co. contro l'ex amico Tomoharu, ora diventato un famelico Shikabane in cerca di vendetta: lo scopo di Takamasa è dimostrare al giovane Ouri le difficoltà di essere un Prete Contraente e la necessità di seppellire nelle profondità del proprio cuore dei sentimenti che, per quanto sinceri, potrebbero rivelarsi fatali nell'analisi obiettiva del mondo che ci circonda. Ne sa qualcosa Makina, nella foresta...

Nel parcheggio dove si sta svolgendo lo scontro, Tomoharu riesce a catturare Itsuki dopo essersi trasformato in un enorme ragno. Takamasa estrae l'arco e mira all'ex amico, che però gli chiede perché la bella Itsuki sia diventata una Shikabane Hime mentre lui sia rimasto un povero e brutto Shikabane senza possibilità di redenzione. Tomoharu suggerisce ironicamente di creare gli Shikabane Ouji (la versione maschile delle Hime NdiMu) ma Takamasa taglia corto spiegando che solo le ragazze facenti parte di una precisa fascia di età possono evolvere in Hime e quindi la sua soluzione è inattuabile. Dopo aver scagliato la freccia e averlo centrato in pieno volto, Tomoharu si sbatte dal dolore e allenta la presa su Itsuki, che si svincola e lo attacca senza pietà gettandosi con lui dal parapetto e spaccandogli la faccia una volta a terra, uccidendolo. Takamasa ed Ouri accorrono sul posto in tempo per vedere il lato oscuro delle Hime di cui parlava poco prima il master di Itsuki e che Ouri sembra finalmente vedere, dopo tanto parlare.

Fresh e le altre arrivano sul luogo dell'esorcismo poco dopo il completamento del rituale ed informano Ouri che Makina è stata portata nuovamente al Tempio a causa della maledizione che le impedisce di abbandonare i ricordi di Keisei: la situazione è addirittura peggiorata perché uno Shikabane con le sembianze del fratello di Ouri è apparso nella foresta e potrebbe creare seri problemi alla Hime, incapace di attaccarlo. Saliti in macchina e ripartiti a tutto gas, i nostri si dirigono verso la foresta dove Makina purtroppo è già entrata in contatto con il falso Keisei. Lo Shikabane tenta di sedurre la Hime dicendole che la ama da quando si conobbero la prima volta ma Makina, pur essendo incapace di colpire fisicamente un nemico con le sembianze del "suo" Keisei, scappa nel disperato tentativo di seminarlo ma viene raggiunta sul bordo di una piccola scarpata. Cercando una via di fuga, la ragazza scivola e si accascia a terra priva di conoscenza.

Sulla via per la posizione di Makina, Ouri & Co. incrociano Sadahiro e la sua Hime. Rika sospetta qualcosa di strano ricordando che loro due liberarono Makina ed Ouri dal kekkai degli Schichisei (episodio 2, NdiMu) ed essendo convinta che loro non le stiano raccontando tutta la verità attacca Sadahiro mentre le due giovani Hime se le suonano tra di loro, dando il tempo ad Ouri di scappare ed andare a cercare Makina che nel frattempo ha ripreso i sensi e si sta nascondendo dallo Shikabane Keisei che la sta cercando. L'essere però la trova in poco tempo ed è quasi sul punto di farle vacillare completamente ogni certezza quando arriva Ouri che gli si lancia addosso e lo atterra senza pensarci due volte: Makina è sorpresa dalla determinazione del ragazzo ma prima che possa riattaccare il finto Keisei è lei stessa a metterlo al tappeto poiché non riesce a vedere che qualcuno possa far male al "suo" Keisei. Ouri spiega che è un'illusione degli Schichisei e Makina urla di esserne ben consapevole ma i suoi sentimenti per l'uomo non le permettono di agire liberamente, cosa che la fa stare ancora più male ma prima che i due ragazzi se ne rendendo conto, lo Shikabane si allontana poiché ferito gravemente dall'attacco di Ouri e dopo aver abbandonato il cadavere si getta nel laghetto adiacente alla foresta e crea un piccolo esercito di Keisei-clone con i quali attaccare i nostri protagonisti.

Ah, Makina Makina... così bella ma anche così umana in fondo... Il discorso di Takamasa sulla natura demoniaca delle Hime è senz'altro vero e condivisibile ma oggi, finalmente, ci viene mostrata non come la macchina da sterminio che è stata finora ma come una normalissima ragazza con dei sentimenti e degli affetti importanti ai quali non vuole rinunciare, messi a nudo da uno Shikabane tanto subdolo da attaccarla con l'aspetto della persona a lei più cara. Fortunatamente (e sorprendentemente) per lei, Ouri non sembra avere alcun timore reverenziale nei confronti dello Shikabane e la ferita che gli causa lo costringe a battere in ritirata e creare tanti cloni per poter avere qualche chance di vittoria contro il gruppo al gran completo. Fa piacere vedere che dopo qualche episodio un po' interlocutorio, la serie si sia assestata sul duo Makina/Ouri, ben consapevole dei limiti e dei pregi l'uno dell'altra: questo "Shikabane Hime: Kuro" sa dove vuole andare a parare...

sabato 7 febbraio 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 4

L'episodio in pillole: sulla via per raggiungere lo Shikabane comparso al termine dello scorso episodio, Takamasa (ci) racconta un po' del suo passato...;

Highlights: sidestories: non sempre sono inutili;

Giudizio: 8/10

In un momento totalmente inaspettato, dove la serie aveva preso un'interessante piega action dopo un inizio scoppiettante ma più all'insegna del fanservice che delle sparatorie (non che sia un male ^^), ecco che i ragazzi di GAINAX ci regalano un episodio digressivo, che a livello di narrazione interna dura lo spazio di una corsa in auto dal tempio al parcheggio in città ma che prende di fatto tutti i 24 minuti dell'episodio. Dopo che avevo aspettato tutta settimana di vedere lo scontro con lo Shikabane... ecco che mi tocca aspettare ancora: credo, però, che il racconto della simbiosi nata fra Takamasa e Itsuki potrà essere utile per la crescita di Ouri.

Protagonisti di tutta la puntata sono, come ho già detto, la coppia più bella della serie (dopo i protagonisti, of course) ovvero Sougi Takamasa e la sua Hime, Itsuki. Mentre viaggiano per raggiungere i monaci intrappolati dallo Shikabane, Takamasa insiste nel tentativo di convincerlo che le Hime sono dei mostri in forma umana, con i quali non deve condividere alcun sentimento ma solo un freddo rapporto di cooperazione per eliminare la minaccia rappresentata dagli Shikabane. Al tempio, Makina viene addormentata da Honda e gli altri monaci con un incantesimo e messa in quarantena: mentre la ragazza viene portata via, tutti si chiedono dove diavolo siano andati Takamasa, Itsuki ed Ouri ora che c'era bisogno di loro.

In macchina, Sougi inizia a raccontare la storia di come lui e Itsuki iniziarono a lavorare assieme: mentre lei non riusciva a capacitarsi di aver stretto un Patto con un Genpaku che ignorava completamente tutto quanto inerente gli Shikabane, le Hime e la lotta contro gli Schichisei. Si apre così un lungo flashback intervallato da sequenze in auto in cui Sougi ci racconta il suo passato recente: vediamo Itsuki alle prese con uno Shikabane durante la sua prima missione di esorcizzazione di demoni, e le difficoltà abbondano sia perché non ha idea di come uccidere l'essere sia perché il suo Prete Contraente non ha la più pallida idea di come darle una mano. Dopo un paio di colpi di pistola, lo Shikabane sembra fuori dai giochi ed i due raggiungono a fatica il tempio/abitazione di Takamasa dove Itsuki lo cura alla meno peggio: vedendo le ferite di lei, ben più gravi delle proprie, il ragazzo suggerisce alla Hime di curarsi se non vuole avere delle brutte infezioni ma lei gli ricorda che essendo già morta non corre alcun pericolo. Sorpreso dalla notizia (lei gliene aveva già parlato ma lui non ci aveva creduto) Takamsa chiede informazioni facendo arrabbiare Itsuki, la quale si sente accusata di avergli mentito: il battibecco viene interrotto dallo Shikabane di poco prima che li ha seguiti fin lì con il preciso scopo di ucciderli ora che hanno abbassato la guardia. Mentre Sougi segue la situazione da terra, la Hime e lo Shikabane combattono sul tetto del tempio dove lei continua a sparare ma lui non ne vuole sapere di morire finché lo stesso Sougi, sfruttando le sue abilità di tiro con l'arco tradizionale centra con millimetrica precisione il cuore del mostro, mandandolo all'altro mondo: in quel mentre, Itsuki spiega che quando lei avrà ucciso 108 Shikabane potrà anch'ella ascendere al paradiso.

La mattina dopo, il povero Takamsa si trova la bella Itsuki in classe, come studentessa appena trasferitasi ^^''. Dietro a tutto c'è ovviamente il Kougonshuu, che ha stabilito per lei la frequenza scolastica come metodo di apprendimento per future missioni da infiltrata: Sougi da una parte è felice di averla accanto tutto il giorno ma dall'altra teme che a scuola possano diffondersi strane voci su di loro, dato che Itsuki non ha nessuna intenzioni di staccarsi dal fianco del suo Prete Contraente. Dopo un po' di tempo, tutti pensano di aver capito che ci sia del tenero fra i due e Tomoharu, l'amico più intimo di Sougi, lo rimprovera di non essersi ancora dichiarato ma il nostro si trincera dietro un classico "è difficile...", bocciato dall'amico come la classica paura da rifiuto. Mentre Sougi borbotta delle improbabili scuse, la bella Itsuki fa capolino sul tetto della scuola, sicura che lì avrebbe trovato i due inseparabili amici: deciso a dare una mano all'amico, Tomoharu saluta lasciando soli i ragazzi, spiegando che deve andare a casa a preparare la valigia poiché andrà con la famiglia a trovare i nonni defunti al cimitero nel piccolo paesino originario del padre: nessuno sa che quel saluto sarà l'ultimo del povero Tomoharu, che morirà con tutta la famiglia in un incidente d'auto.

Arrivati finalmente sul luogo dove i Preti sono "imprigionati" dai poteri dello Shikabane, capace di muovere i veicoli a suo piacimento, Ouri e Sougi con la sua Hime raggiungono i compagni per dargli una mano. Sougi riconosce immediatamente queste particolari abilità poiché già in passato ha combattuto e perso contro questo stesso Shikabane... che altri non è se non Tomoharu! Il ragazzo in passato aveva già attaccato un gruppo di ragazzi che gareggiava in strada con le loro auto sportive e li aveva uccisi scagliandogli contro le stesse auto poiché responsabili della sua morte con quella della famiglia. Itsuki non aspettava altro che l'ordine di uccidere lo Shikabane ma Takamasa non ebbe la forza di far uccidere da colei di cui era innamorato ciò che era rimasto del suo più caro amico: a causa della sua negligenza pagò tutto a caro prezzo, poiché Itsuki attaccò di sua iniziativa ma Takamasa si mise in mezzo e venne ferito lui al posto di Tomoharu, che si diede alla fuga. Ora Sougi ha superato le sue insicurezze ed è pronto a dare la pace eterna al suo amico.

Oh, si! Questo è ciò che mi piace di "Shikabane Hime": intrattenimento. Si certo, c'è la storia strappalacrime di Sougi e Itsuki condita dal triste destino di Tomoharu, così come la tormentata relazione a tre Makina-Ouri-Keisei ma ciò che rende grande questa serie è il magnetismo che trascende il monitor e tiene lo spettatore incollato alla poltrona fino alla fine. Nonostante questo episodio rasenti l'etichetta "filler", stranamente non è inutile ma anzi da un po' di profondità alla coppia del momento, che finora appariva come il tipico duo protagonista di uno shounenata di quart'ordine in cui lei è la fighetta innamorata e lui l'idiota timido e impacciato, cosa che era all'inizio ma dopo lunghi allenamenti e meditazioni ora non è più (per fortuna ^^). Interessante il diverso taglio narrativo dato a Makina e Itsuki: accecata dalla vendetta tanto da non distinguere più realtà e desideri la prima, ossessionata da un dramma più subdolo la seconda, che non riesce ad urlare in faccia a Sougi quanto creda si stia sbagliando sul vedere le Hime come oggetti e non come persone. Il prossimo episodio è a rischio: la "riapparizione" di Keisei può fare grossi danni...

venerdì 30 gennaio 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 3

L'episodio in pillole: Ouri e Makina continuano il loro addestramento per diventare reciprocamente utili;



Highlights:
Makina che sbarella!;

Giudizio: 9,5/10

I primi segnali c'erano già dall'inizio, qui ne abbiamo solo una conferma: questo "Kuro" è totalmente nuovo rispetto ad "Aka". Dalla regia al focus narrativo passando per la crescita psicologica dei personaggi, pur essendo un sequel non c'è quella - per certi aspetti rassicurante - sensazione di déjà vu tipica delle serie che si sviluppano su tante puntate di sostegno. La solidità mentale di Makina, punto cardine di "Aka" è totalmente sparita lasciando spazio ad una Hime insicura, fredda, quasi irritante nella sua totale apatia verso il povero Ouri che si sta facendo in quattro per proteggerla secondo i desideri del defunto fratello.

Mentre Makina ed Ouri si cambiano (nella stessa stanza ^^) indossando la nuova divisa da allenamento, gli alti prelati dell'ordine decidono il destino della giovane Hoshimura, la quale potrà essere nuovamente impiegata in battaglia solo e soltanto se si sottoporrà al rito della purificazione Enkiri, secondo il quale i suoi ricordi di Keisei "si affievoliranno" permettendo così al nuovo legame con Ouri di rinsaldarsi e beneficiare di lui come nuovo Prete Contraente. Dopo che Makina si è già avviata al Santuario per la purificazione, Ouri viene salutato da Aragami Rika e dalla sua Hime, Saki, le quali attenderanno Makina fuori dal luogo della purificazione in attesa del completamento del rito. Altrove, in un tempio, gli Schichisei non se ne stanno certo con le mani in mano ma anzi preparano un piano per il contrattacco: Ena viene nominata come prima attaccante del gruppo, scelta che tutti approvano tranne Akasha il quale suggerisce un approccio più cauto alla Hime, fermamente decisa ad eliminare tutto il gruppo. Le parole di tutti sulla crudeltà fine solo alla bellezza estetica della giovane pittrice rassicurano in parte Akasha, anche se qualche remora sull'esito dello scontro gli rimane: su richiesta dell'uomo che ha già combattutto nella scorsa puntata contro Makina, Akasha dichiara che porterà la Hime allo scoperto usando uno Shikabane che conservava proprio per questo genere di situazioni.

Al santuario, Ouri continua il suo allenamento fisico mentre Makina, Rika e la piccola Saki raggiungono la grotta dove deve avvenire il rito. Prima di lasciarla entrare per l'Enkiri, Rika spiega a Makina che il suo grande potere è in realtà la maledizione per essere stata troppo affezionata al suo Prete Contraente, con il risultato che ora deve "dimenticare" un po' della solidità di quel legame per far si che la nuova alleanza con Ouri dia grandi risultati. Nella profondità della grotta Makina trova un altare dove deve appoggiare la propria mano ed un turbinio di luci inonda la stanza, causando l'apparizione di molti ideogrammi proprio sulla mano usata per attivare la "magia". Ancora indecisa se sia davvero giusto perdere i ricordi di Keisei, Makina viene avvicinata da un'altra sé stessa (probabilmente il fantasma delle sue paure ed incertezze) che le insinua altri dubbi, confondendo ancora di più la Hime e mandandola in tilt. Mentre la Makina cattiva insiste sull'importanza di mantenere i legami con Keisei in favore del nuovo contratto con Ouri, la vera Makina si rende più o meno volontariamente conto che lei non è diventata una Shikabane Hime per combattere gli Schichisei o per ripulire il mondo, ma solo perché odiava sé stessa per com'era prima di morire.

All'uscita della grotta (ormai è sera), Rika e Saki capiscono immediatamente che qualcosa non va in Makina e le intimano di fermarsi, salvo vedersi attaccate pesantemente dalla Hime totalmente fuori controllo che asfalta Saki senza remore e scappa nelle montagne adiacenti il luogo di purificazione. Alle terme, intanto, Takamasa ed Ouri stanno facendo il bagno e il giovane istruttore gli rammenta che i sentimenti che prova per Makina sono sbagliati poiché tende a dimenticare in continuazione la verità dei fatti, ovvero che la Hime è comunque una Shikabane morta da tempo ed una relazione con lei è folle, oltre che impossibile. Nel raccontarlo, vediamo che anche lo stesso Takamasa si è trovato nella stessa situazione con Itsuki, la sua Hime, quindi parla per esperienza e non per sentito dire. Ouri si trova per la prima volta a riflettere su queste parole solo nella vasca quando Makina compare dal nulla e gli intima di non diventare più il suo Prete Contraente, poiché lei ha ancora Keisei.

Attaccato dalla ragazza ed incapace di reagire, Ouri viene salvato all'ultimo secondo da Rika, che ferma Makina con Kousou-ishou, una tecnica Zadan grazie alla quale i nervi del Contraente si estendono fuori dal corpo e bloccano come una solidissima corda i movimenti del nemico. Paralizzata, la Hime non può evitare l'attacco col martello di Saki sul quale la regia glissa per riportare l'attenzione, qualche ora più tardi, su Makina imprigionata e legata ad una colonna in attesa di essere completamente purificata. Raggiunta da una telefonata di un gruppo di monaci in perlustrazione, Takamasa viene avvertito della presenza di un grosso Shikabane nel parcheggio di un grattacielo: riunitosi con la sua Hime e Ouri, il gruppo si dirige sul luogo dello scontro.

Oltre all'ottima evoluzione della storia (direttamente proporzionale all'aumento del fanservice ^^), questo episodio mi è piaciuto soprattutto per un altro aspetto: l'analisi del rapporto fra il Prete Contraente e la Shikabane Hime. Se avessimo avuto in scena solo la coppia Ouri - Makina probabilmente non si sarebbe notato - infatti è un aspetto che in "Aka" non avevo preso in considerazione - ma avendo addirittura altre due coppie in azione non si può non notare come l'accento sia posto diversamente nelle varie relazioni, contribuendo a migliorare la caratterizzazione sia del singolo che dell'impressione generale regalata dal lavoro di squadra. Senza nulla togliere alla vera Hime protagonista, Makina, che è arrivata ad un punto che personalmente non avrei mai immaginato, stante quanto visto in "Aka": ora che ha perso il suo sostegno, è totalmente senza riferimenti e anche l'affetto sincero di Ouri non basta a mantenerla in equilibrio, tant'è che durante la cerimonia dell'Enkiri si trasforma nella versione malvagia di sé stessa arrivando a confondere l'obiettivo di vendicare Keisei con quello di vendicare la morte degli Hoshimura per mano deli Schichisei. Risultato? Non riesce più a distuinguere cosa è meglio per lei: qui dovrebbe entrare in scena Ouri fornendole tutto l'affetto e la protezione necessaria, ma le parole di Takamasa sono state abbastanza eloquenti...

venerdì 23 gennaio 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 2

L'episodio in pillole: Makina è combattuta fra il voler rimanere legata a Keisei ed il non voler vedere Ouri intraprendere la stessa strada, irta di ostacoli, che scelse suo fratello;

Highlights: Shichisei all'attacco!;

Giudizio: 8,5/10

Il primo episodio di "Shikabane Hime: Kuro" terminava con la riunione/riapacificazione fra la bella Makina ed il giovane Ouri, per un attimo "in pausa" dall'addestramento per diventare Prete Contraente ma neanche troppo visto che il detour nasce dalla sua volontà di salvare la Principessa dal destino al quale lei stessa si stava abbandonando. Peccato che anche lei non sappia bene cosa fare, equamente divisa fra l'"amore" per il defunto Keisei e la volontà di non riservare al suo giovane fratello la stessa impervia strada che sembra aver intrapreso no matter what.

Dopo un momento di tenerezza in cui Makina trova finalmente il coraggio di chiedere scusa ad Ouri per non essere riuscita a salvare la vita di Keise, la Hime prende la situazione di petto ultimando al giovane neo-contraente perché abbia deciso di rischiare la vita per lei quando il desiderio più grande di Keisei è sempre stato quello di tenerlo il più possibile lontano dai guai. Sentendosi rispondere che la sua ragione per combattere è proprio perché il fratello glielo chiese, Makina da di matto e tenta di far ritornare sui propri passi Ouri ma 3 monaci raggiungono la sala e trovano il cadavere di Kurai, ucciso da Makina in quanto diventato uno Shikabane. I monaci non credono alla versione della ragazza e la immobilizzano dopo aver atterrato Ouri: l'arrivo dell'ispettore Honda sembra salvare la situazione... per poco, visto che una volta fuori ne decreta l'immediata uccisione. Ouri prova a spiegare che Kurai si era trasformato in uno Shikabane ma ovviamente i monaci non ci credono e vogliono eliminare la radice del problema. Il vero risolutore di tutto è - a sorpresa - Genpaku con la sua Hime, che costringono Honda ed i suoi a rilasciare il giovane apprendista.

All'esterno, Sadahiro e la sua Hime assistono all'emersione degli Schichisei al gran completo, pronti a dare battaglia. Sadahiro tenta di usare la Zadan Technique ma gli Schichisei sono assolutamente determinati a compiere il loro piano e dopo aver evocato uno scudo che ferma senza problemi il proiettile, scompaiono dalla scena. Lo scudo evocato è in realtà un kekkai che mette in comunicazione gli Schichisei ed il gruppo di monaci assieme a Ouri e Makina in una dimensione alternativa dove potersi dare battaglia senza esclusione di colpi. Akasha, pronto a fare le presentazioni del caso, si rende conto che i monaci non erano desiderati, ma ormai sono lì e tantovale tenerseli: l'unico consapevole di ciò che sta accadendo è Honda, ma a presentare gli Schichisei ai protagonisti è lo stesso Akasha, definendoli "i nemici di tutto ciò che vive". La reazione di Makina è parecchio preoccupante...

Spronata dal racconto del capo degli Schichisei, che ci spiega come loro e Makina siano collegati da tempo, la Hime si lancia all'attacco ma viene subito intrappolata nei tentacoli dell'uomo, ai quali non sembra avere la forza per districarsi. Mentre apprendiamo che la famiglia Hoshimura venne uccisa proprio dagli Schichisei, Makina dichiara tutto il suo odio e volontà di vendetta innescando un lungo e complicato discorso degli stessi Schichisei sulla vera essenza della natura umana (da loro rappresentata), basata sull'essere mossi dall'istinto naturale piuttosto che dai sentimenti (l'ho fatta facile ma in realtà il discorso è più filosofico ed interessante, invito tutti ad ascoltarlo con attenzione ^^). Vedendo Makina in pericolo, Ouri atterra Akasha e si lancia all'attacco del capo degli Schichisei, che lo trafigge senza fatica: vedendolo a terra Makina ricorda cosa fece Keisei per lei e per Ouri e si divincola dalla morsa del nemico, schivandone i successivi attacchi e portandosi praticamente faccia a faccia, svuotandogli ile mitragliette addosso. A salvarlo è la vera mente degli Schichisei, la bambina Hokuto dello "specchio rotto", che si rivela essere abbastanza psicopatica nonché fortissima. Makina non sembra essere in grado di reagire ma il kekkai degli Schichisei viene distrutto da Sadahiro e Genpaku, che costringono il gruppo di nemici alla fuga: la battaglia è appena iniziata.

Dopo un primo episodio "di assestamento", le cose prendono subito una piega decisamente intrigante con tutto il cast nel vivo dell'azione ed il nemico già determinato ad agire al peggio della sua crudeltà: ottimo ed abbondante, così ci piace questa serie! Ancora lungi dal solidificarsi, ma le premesse per cui Makina combatte e Ouri decide di aiutarla sono molto interessanti e motivate, nonché accomunate dal desiderio di vendicare la dolorosa morte di un fratello e di un caro amico. Se poi si innamoreranno non è dato sapere, certo che perdere la testa per una morta, per quanto bellissima... @_@ Meglio non dire gatto finché non è nel proverbiale sacco... ^^

domenica 18 gennaio 2009

Shikabane Hime: Kuro - Episodio 1

L'episodio in pillole: legata nelle profondità del tempio di montagna, Makina insiste nel non voler reagire alla morte di Keisei diventando preda inerme della fame di carne viva di alcuni Shikabane;

Highlights: più fanservice qui che in tutta la prima stagione!;

Giudizio: 8/10



Ed eccoci qui, a commentare la prima puntata di "Shikabane Hime" che da Aka è diventata Kuro, la nuova serie di episodi che ci accompagnerà per i prossimi 3 mesi e poco più in cui Cadaveri, Princepesse e Sacerdoti la faranno da padrone nella guerra contro il culto Kougon. Ovviamente, si riparte esattamente da dove terminava Aka (beh, in realtà sono passati 6 mesi), ovvero con la morte di Keisei.



Quindi in questi 6 mesi cosa è cambiato? Beh, come ormai si era capito dalle ultime battute della scorsa serie, tutto quanto visto in Aka è in realtà il preludio ai veri eventi della guerra contro gli Shichisei, infatti Ouri si sta addestrando - con scarsi risultati, diciamolo - per diventare il nuovo Sacerdote Contraente per Makina... che però è rimasta legata al palo nella caverna sotterranea del Tempio, ormai decisa a lasciarsi morire consumata dal dolore e dalla fame degli Shikabane che popolano l'area a causa della scomparsa di Keisei. Scopriamo perà che gli stessi Schichisei sembrano avere delle mire particolari sulla Principessa, in qualche modo legate al suo passato che pare essere in relazione con loro.


Se in Aka il focus narrativo era incentrato su protagonisti VS. Schichisei, in Kuro sembrano esserci tutti i presupposti per vedere coinvolti nell'azione anche i membri di Kougon e relativi risvolti religiosi in aggiunta a quella che - a mio modestissimo avviso - è la miglior new entry della serie: una Shikabane Hime tettona e dichiaratamente otaku fangirl che regala più centimetri di pelle scoperta lei nei pochi minuti in cui appare che Makina in tutte le 13 precedenti puntate: awesome! Al di là della nuova ragazza, l'episodio cerca di portare l'attenzione sull'impegno di Ouri per diventare come il fratello maggiore per essere utile a Makina durante le sue missioni di esorcismo, benché lei non sia minimamente interessata causa dramma psicologico in corso... le donne non capiscono mai quando un uomo soffre per loro >_>. Leggevo in molti blog appelli accorati a GAINAX di non far diventare questa serie un covo di pervertiti alla ricerca della tettona disinibita di turno, ma onestamente mi pare abbastanza stupido pensare che dopo 13 episodi di sola costruzione degli equilibri del cast uno studio delle capacità di GAINAX possa mandare in vacca la serie per qualche gonnellina svolazzante (che, detto fra di noi, male non fa ^^). Vediamo se della prossima puntata ricompaiono gli Uzi di Makina ^^.