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giovedì 11 giugno 2009

Mōryō no Hako - Episodio 10

L'episodio in pillole: Kyougokudou , Sekiguchi e gli altri investigatori si recano al santuario di Onbako-sama per metterlo di fronte alla realtà degli omicidi delle giovani donne; la polizia intanto scopre l'abitazione di Kubo Shunkou e tenta l'arresto, scoprendo un'agghiacciante verità;

Highlights: grandissima interpretazione di Kyougokudou;

Giudizio: 9/10

Siamo nel finale della serie e gli sceneggiatori, invece di perdersi come spesso accade nelle parti finali delle serie TV, dimostrano una volta ancora come tutto sia perfettamente chiaro e razionale nelle loro menti, permettendogli di spiegare con cura e dovizia di particolari e approfondimento il grande mistero che avvolge il destino dei protagonisti: in una parola... wow! I due episodi completamente dedicati ai dialoghi sull'etimologia e la storia-mitologica dei Mōryō trovano finalmente la loro completa ragion d'essere in questo episodio, dove l'immenso Kyougokudou prende possesso del palcoscenico e recita l'assolo da protagonista, dominando la scena e facendo crollare in poco più di venti minuti tutta l'aura di finta conoscenza del santone della setta religiosa devota alle sacre scatole. La comunicazione non verbale qui supera, in quantità ed importanza, quella verbale: questo non è l'episodio più difficile da capire anche per chi non mastica (mastica parzialmente) il simpatico idioma giapponese e riesce facile intuire finalmente chi si celi dietro alla vicenda del culto religioso e degli omicidi.

Il preambolo che precede la sigla, solitamente dedicato alla reinterpretazione dei protagonisti nel romanzo "La ragazza nella scatola" lascia il posto a Kubo Shunkou e a Terada-san in un cimitero dove, dalle tombe, emerge il lamento degli spiriti incapaci di evolversi poiché in vita furono credenti del culto di Onbako. La vera puntata inizia con Sekiguchi che sale alla casa-tempio di Kyougokudou mentre gli altri aspettano in macchina: l'accoglienza dell'esorcista è decisamente sinistra poiché chiede al ragazzo se sia consapevole del fatto che quando gli Onmyouji in fase di purificazione di un demone si lasciano corrompere dal fascino oscuro si trasformano anch'essi. Complice l'atmosfera greve della mattina presto ed un vento alzatosi perfettamente a tempo con la rivelazione dell'uomo, Sekiguchi inizia a sudare freddo e l'amico si alza rivelando di aere indosso un kimono cerimoniale da esorcismo. La strada per raggiungere il tempio del culto Onbako è lunga e ci permette di vedere cosa successe il giorno prima a casa di Kyougokudou per spingere tutti ad andare da Terada: la scoperta del cadavere di Yoriko ha permesso all'esorcista di capire che Kubo agiva secondo i dettami de "Il giardino del collezionista", libro sulla dottrina Shugenja in cui si discute del rapporto fra l'uomo e la natura... proprio quest'ultima protagonista dell'infanzia dell'assassino cresciuto in un tempio del Kyushuu. Diventato un Mōryō, Kubo va stanato "attacando" alla radice.

Al tempio di Onbako, i nostri si presentano come esorcista (Akihito), discepolo (Eno) e Mōryō (Sekiguchi) chiedendo di incontrare il fondatore. Sulle prime restia a farli passare, la miko deve cedere il passo a Terada che arriva a chiedere cosa sta succedendo ed accetta di esorcizzare il povero Sekiguchi, costretto a stare al gioco di Akihito che finge di non avere esperienza in quel tipo di esorcismi. Appena prese posizioni, l'anziano Terada capisce immediatamente che il ragazzo che ha di fronte non è posseduto ma Akihito cerca di distrarlo parlando della grande quantità di energia che permea l'edificio, frutto della devozione dei fedeli che quotidianamente frequentano il luogo sacro: Terada indica Onbako, fulcro delle attenzioni di tutti e Akihito ha così la possibilità di togliere definitivamente le castagne dal fuoco per Sekiguchi, che non sapeva più cosa fare per aiutare l'amico. Prendendo in mano la scatola, Akihito si attira le ire di Terada poiché spiega che i Mōryō non entrano nelle scatole per loro natura facendo dare di matto l'anziano che ordina a tutti gli "impostori" di andarsene. Uscendo, Akihito consiglia alla miko di curare il proprio mal di stomaco lasciando di sasso lei e l'uomo, che chiede all'esorcista se non sia anche lui un Mōryō.

La casa-tempio di Terada è in realtà un Kimon, un Porta Demoniaca che non aiuta l'esorcismo degli spiriti ma li fa diventare Mōryō. Akihito, che aveva intuito tutto fin dall'inizio, riprende in mano la scatola di Onbako e afferma che all'interno ci può essere al limite un demone ma di certo non un Mōryō. La faccia stravolta di Terada fa capire al nostro Akihito che il presunto sacerdote non conosce nemmeno la differenza fra le due categorie spiritiche e ancora una volta si trova a spiegargli le basi del suo "lavoro": Mōryō si scrive con l'ideogramma di "Hōryō" e sono sostanzialmente degli Youkai con n forte legame ai punti cardinali mentre gli altri e gli Housoushi sono spiriti si legati alle tombe ed ai morti ma facenti parte dei rituali Tsuima (arrivato in Giappone dalla Cina) ed il Setsubun (rituale di epoca Uda). Dopo la lezione di storia dell'esorcismo, Akihito mette alla prova ancora una volta Terada chiedendogli di esorcizzare usando il rituale Haenbai che dovrebbe essere la base delle sue conoscenze spiritiche ma l'uomo ancora una volta non sa rispondere alla richiesta di Akihito che deve mostrargli la ritualità del rito e ne approfitta per raccontargli gli aneddoti di Hana Matsuri ed altri demoni di tradizione cinese importati in Giappone. Ormai in balìa del "collega", Terada riceve l'umiliazione finale capendo che il legame con i punti cardinali è veramente importante e la cassa di Onbako va esposta a Nord e non Nord-Est.

Prima di focalizzarci su Kubo ed i suoi crimini, la regia indugia nuovamente sui nostri investigatori al tempio di Terada, dove Akihito vuole concludere la disamina storico-religiosa con un ultimo botto: presa la scatola di Onbako ed apertala, il nostro scopre all'interno il cilindro con il foglio dell'ideogramma "Mōryō" usato da Fukari durante gli esperimenti di chiaroveggenza e non i resti della loro divinità che sono invece conservate in una delle scatole alle sue spalle... che ovviamente indovina al primo colpo. I resti all'interno sono delle dita che scopriamo essere quelli di Kubo, che perse per colpa di un incidente negli anni dell'infanzia e che il padre prese come feticci e che anni dopo (e dopo aver messo delle protesi, ecco spiegato il perché dei guanti bianchi) venne a reclamare costringendo Terada a fondare la setta e ad usarlo come marionetta nelle sue mani. A casa di Kyougokudou i nostri scoprono finalmente tutti i segreti dei due fondatori della setta e Akihito aferma che l'arresto di Kubo chiuderà definitivamente il caso: a casa del ragazzo, la polizia tenta di fargli qualche domanda per valutarne il livello di sospetto ma lui, sfruttando la guardia bassa degli agenti li manda K.O e fugge per evitare l'arresto. Poche ore dopo, sempre da Kyougokudou, arriva la notizia che anche i resti del ragazzo sono stati trovati in delle scatole...

La morte di Kubo non mette fine al mistero degli omicidi a sfondo spiritico che avolge la serie dall'inizio e la domanda principale rimane esattamente al suo posto, in prima fila: cosa diavolo è successo a Kanako? Niente da dire sulla vicenda Kubo, che però non dobbiamo mai dimenticare essere solo un diversivo rispetto alla sparizione di Kanako ed il misterioso ospedale nella foresta: Kubo conosce tutto quanto legato alla morte della ragazza che nasconde, di suo, molti più misteri di quanto non si potesse immaginare nelle poche scene in cui l'abbiamo vista viva. Gli episodi come questo, però, giustificano l'attesa spasmodica di sottotitoli all'altezza e premiano i fan devoti che, come i fedeli del culto Onbako, aspettano le rivelazioni nascoste in ogni frase, ogni gesto, ogni aspetto solo in apparenza inutile.

giovedì 14 maggio 2009

Mōryō no Hako - Episodio 9

L'episodio in pillole: l'identità dell'assassino viene finalmente confermata, la madre di Yoriko impazzisce e tenta un gesto sconsiderato mentre la figlia... no, se ve lo dico adesso vi uccido la suspence...;

Highlights: quando si dice "cambiare le prospettive"...;

Giudizio: 9,5/10

Sono commosso: avevo praticamente perso ogni speranza di poter continuare le recensioni di questo meraviglioso anime ed invece l'altra sera, girovagando come al solito alla ricerca delle ultime puntate, mi imbatto nei fansub del 9° episodio... e rimango letteralmente a bocca aperta! E' da febbraio che i lavori di traduzione erano fermi e dato che solo un gruppo ci lavorava, le speranze di vedere una nuova release diminuivano col passare dei giorni. Ora invece un nuovo gruppo di lavoro ha preso in mano le redini e forse potremo gustarci al meglio l'intensissimo finale di stagione che io ho già visto ma del quale confesso senza vergogna di averci capito proprio poco: le mie conoscenze linguistiche svaniscono di fronte alla complessità di questo noir d'altri tempi che è senza dubbio la serie più originale degli ultimi anni, che non brilla per la carica emozionale che ogni episodio porta con sé (alla "Casshern SINS", tanto per intenderci) ma piuttosto per la subdola gestione dell'enorme dramma che monta piano piano, senza fretta, da dietro le quinte e che con questa puntata si prepara a conquistare il palcoscenico.

Consiglio spassionato: ricominciate la serie dall'inizio se eravate rimasti in pausa dalla scorsa puntata, potreste aver perso importanti passaggi logici di trama fondamentali per capire cosa succede ad un certo punto della puntata... ;)

La puntata si apre come al solito con uno spezzone prima della OP in cui vediamo Sekiguchi con un coltello insanguinato in mano riflettere su come i metodi usati finora non abbiano prodotto risultati soddisfacenti. Il ragazzo è in un ambiente vago, indefinito... illuminato solo da una fioca luce di candela alla luce della quale la sua espressione solitamente serena e tranquilla assume contorni oscuri, inquietanti, disturbanti: quando la telecamera entra in un'urna funeraria simile a quella del primo episodio in cui si vedeva la testa di Kanako, la scena si sposta su un altro ambiente identico a questo in cui però troviamo Kubo Shunkou al posto di Sekiguchi. La vera puntata inizia sempre dopo la sigla e vediamo Kiba-san andare a casa di Yoko, la quale è intenta a scrivere una lettera nel momento in cui lui le compare di fronte, scusandosi per essere entrato dal retro. Sulla strada sterrata che passa attraverso i campi e porta dritta a casa di Yoriko, Eno-san e Sekiguchi stanno sfrecciando a tutta velocità per raggiungere in fretta la loro destinazione... peccato che al loro arrivo non trovino nessuno in casa e quindi entrambi decidono di fermarsi un attimo a prendere un caffè aspettando novità. Oltre a loro, nel locale c'è un solo cliente seduto in un angolo e vestito con un lungo cappotto nero ed un paio di guanti bianchi decisamente inadatti ad una torrida giornata estiva come quella: Reijiro si ferma qualche secondo ad osservare l'uomo salvo dirigersi immediatamente da lui... chiedendogli dove sia Kanako! L'uomo dice di non sapere chi sia questa Kanako e Reijiro gli risponde dandogli del bugiardo, portando la discussione ad infervorarsi e spingendo Sekiguchi ad intromettersi per placare l'amico salvo riconoscere ed essere a sua volta riconosciuto dall'uomo misterioso: costui è Kubo Shunkou, una conoscenza di vecchia data del nostro scrittore che riconosce finalmente Kanako in una foto che i due gli mostrano e gli causa un'improvvisa sudorazione fredda.

Di nuovo a casa di Kimie e Yoriko, la ragazza ritorna da scuola (dopo aver incontrato Kubo ed essersi fatta abbindolare dalla storia del pittore ritrattista vista nell'8° episodio, NdiMu) ma trova la porta d'ingresso sprangata e quella del retro chiusa a chiave: Eno-san e Sekiguchi-san arrivano proprio in quel momento e chiedono alla ragazza un paio di informazioni su di lei e sulla madre, tranquillizzandola che non sono lì per interrogarla formalmente e soprattutto sono amici di Kiba-san quindi non deve preoccuparsi. Sulle prime perplessa, Yoriko finisce per rispondere di buon grado a tutte le domande ma siccome ha un appuntamento chiede di poter andare per non fare tardi e benché Sekiguchi volesse fermarla per avvertirla del pericolo Kubo, Reijiro la lascia andare senza problemi per poter prendere a calci l'ingresso posteriore e sfondare la porta (LOL!): una volta dentro (e dopo aver chiesto permesso ^^'), lui e Sekiguchi trovano Kimie vestita in kimono cerimoniale in piedi sopra ad un tavolo con una corda appena fissata ad una trave del soffitto preparata appositamente per impiccarsi. Sekiguchi ferma il folle gesto della madre di Yoriko e Reijiro spalanca porte e finestre per far entrare luce ed aria nella stanza satura dell'odore della morte. Dopo aver impedito il tentativo di suicidio, è tempo di spiegazioni e la donna racconta parte della sua vita e di come la casa sia ormai l'unica cosa rimastale dopo anni d'inferno con due separazioni alle spalle: il discorso prende presto una piega strana che Sekiguchi non segue assolutamente ma che Reijiro e la donna portano avanti a colpi di botta e risposta ed al termine della quale Kimie spiega che aveva sprangato la casa perché convinta che Yoriko si fosse trasformata in un Mōryō anche se ora si rende conto che forse è lei stessa ad essere diventata tale e suicidandosi potrebbe liberare la casa della sua presenza rendendo finalmente felice la figlia, la quale da tempo non le vuole più bene. Informata della presenza di un assassino in città, Kimie sembra impazzire ancora di più ed esce di casa urlando il nome di Yoriko finché non ferma un poliziotto che passava di lì per caso supplicandolo di salvare la vita della figlia.

A casa di Yoko, lei e Kiba-san pare abbiano parlato per diverse ore dato che lui era arrivato nel primo pomeriggio e quando la scena torna su di loro è già il tramonto. Il detective le chiede quali siano i suoi rapporti con Mimasaka e la donna spiega che lui visitò il medico dal quale era in cura anche sua madre, affetta da una grave malattia che distrugge tutti i muscoli portando alla morte, cercando di fare di tutto per alleviarle i dolori e restando al suo fianco fino alla fine. Cambiando radicalmente argomento, Kiba chiede se abbia mentito a Kanagawa e gli altri poliziotti riguardo all'uomo coi guanti bianchi poiché forse lei non ne era a conoscenza ma la sera degli omicidi all'ospedale, lui era in zona anche se non visto e poteva chiaramente vedere il sentiero che portava nel bosco che la donna testimoniò di aver percorso per entrarci ma che lui non vide mai passare. Messa alle strette, Yoko deve confessare di aver mentito per non far cadere i sospetti né su di lei né su Amemiya che però non poteva essere accusato di nulla dato che c'erano le prove che non era sul posto: il risultato di quella testimonianza è stato solamente quello di rendere ancora più complesse le indagini. Prima che Kiba se ne vada, Yoko gli domanda se abbia ancora intenzione di continuare le indagini ed il detective - dopo un attimo di riflessione - spiega che non può lasciare un caso a metà.

A casa di Kyougokudou, lui e Sekiguchi parlano del suo racconto autobiografico pronto per la pubblicazione ma l'amico libraio non è convinto dell'ordine usato per la narrazione degli eventi ed ha scritto quella che secondo lui sarebbe la miglior scaletta narrativa per permettere al lettore di capire al meglio la trama: dopo un attimo di esitazione, Sekiguchi si rende conto che l'amico ha avuto l'ennesima idea geniale e lo ringrazia sinceramente. Poco dopo la casa è nuovamente diventata il ritrovo dei 4 detective e scoprire che Kubo indossava i guanti al momento dell'incontro con Sekiguchi e Reijiro allarma Akihiko che però non ha tempo di rispondere alle perplessità dei ragazzi poiché l'ispettore Aoki è arrivato per prendere parte alle discussioni, purtroppo senza novità sulla sparizione di Yoriko che ormai manca da casa da ben due giorni. Prima di potersi sedere con loro, Atsuko informa l'ospite della polizia che c'è una telefonata per lui e dopo pochi minuti i passi svelti dell'uomo nel corridoio - di ritorno dal colloquio - mettono tutti in agitazione. La notizia è quella che nessuno avrebbe mai voluto sentire: la polizia ha trovato le braccia di Yoriko in due scatole di legno...

Ve l'ho tenuto nascosto fino alla fine per farvi vivere il climax della scoperta, ma ovviamente alla voce "Highlights" avrei dovuto mettere "La morte di Yoriko", anche se ancora non abbiamo prove concrete e la sua presenza sembra dominare comunque la scena, come un fantasma impossibilitato a raggiungere la pace dell'oltretomba: considerando i toni della serie, direi che ho pescato un bel paragone ^^. Il destino di Yoriko sembra aver seguito le orme di quello dell'amica: entrambe vittime di un assassinio ed entrambe destinate a perseguitare i vivi molto più di come interagivano con loro quando ancora facevano parte di questo mondo. Le spiegazioni sul killer arriveranno più avanti ma per ora abbiamo la conferma che il misterioso omicida è Kubo Shunkou, un amico di Sekiguchi al quale Eno-san ha subito letto nella mente, fiutando la conoscenza con Kanako ma non riuscendo a prevedere che di lì ad un'ora sarebbe andato a prendere Yoriko per accompagnarla nell'ultimo viaggio della sua giovane esistenza. Due parole sulla tecnica narrativa dell'episodio, speculare rispetto all'ottavo solo che prende in considerazione i due detective invece che Yoriko: vedere la stessa scena conoscendo i pensieri gli uni dell'altra amplia enormemente le possibilità di comprendere il successivo dialogo con Kimie, che ora sembra un personaggio molto più complesso dell'allucinata donna in cerca ossessiva di un compagno che la sostenga: il rapporto con Onbako-sama e le sue disastrose perdite finanziare hanno giocato un ruolo primario nella sua discesa agli inferi ma c'è altro dietro la tenda...

martedì 27 gennaio 2009

Mōryō no Hako - Episodio 8

L'episodio in pillole: Kiba continua a cercare indizi su Kanako e la sua presunta morte, riuscendo finalmente a riunirsi con tutti gli altri "detective" della storia;

Highlights: finalmente si torna alla storia vera e propria;

Giudizio: 9/10

Il motivo principale per cui questa serie si giocherà fino alla fine le sue chances di vincere il premio come miglior serie autunnale risiede nel semplice fatto che benché la storia sia volutamente complessa ed intricata, gli sceneggiatori non hanno usato questa prepotenza narrativa per mascherare le lacune di caratterizzazione. Unire due elementi così antitetici non è esattamente la cosa più semplice del mondo, ma i ragazzi di Madhouse stanno ottenendo un risultato veramente degno di lode.

Dopo le due complesse precedenti puntate in cui non si è fatto altro che parlare, oggi ritorniamo sui personaggi e sul loro ruolo nella vicenda. Partiamo con Yoriko sulla via della scuola, circondata dalle sue compagne di classe che continua a considerare feccia indegna della loro compagna Kanako, con la quale loro non hanno nulla da spartire e lei altrettanto da condividere. Contemporaneamente vediamo Sekiguchi a casa, intento a riflettere sul romanzo di Kubo Shunko che tanto l'ha portato ad interessarsi alla vicenda degli omicidi delle ragazze inscatolate. Proprio per questo il giovane scrittore si sta recando in visita ad un dottore, che anche Kiba incontrerà di lì a poco: in uno dei tanti salti temporali che caratterizzano la serie, assistiamo proprio all'incontro.

Il ruolo del medico nella vicenda non mi è ancora totalmente chiaro ma Kiba ha collegato la sparizione (non è convinto che sia morta) di Kanako con gli omicidi delle studentesse messe in scatola e ne parla con il dottore per sentire la sua opinione a riguardo. Il dottore (incaricato delle autopsie) non vuole sbilanciarsi sul perché degli omicidi, trincerandosi dietro un eloquente "é compito dei detective scoprire la verità" ma spiega che le ragazze non sono state fatte a pezzi dopo l'omicidio ma prima, quando erano ancora probabilmente coscienti: la supposizione del medico è che ci sia una precisa motivazione dietro, ben più logica del volersi separare meglio del cadavere (che poi non è vero, perché gli arti sono stati esposti in bella vista ma lui non può saperlo perché la polizia non ha rivelato la cosa alla stampa). L'ipotesi più probabile e concreta, comunque, è che dietro ci siano delle speculazioni mediche o dei militari e Kiba si ricorda di un colloquio avuto in precedenza con un militare, riguardo al progetto di un soldato immortale: i flashback che seguono suggeriscono la disturbante idea che Kanako possa veramente essere ancora in qualche modo viva. Quando il dottore racconta a Kiba che anche Sekiguchi gli ha fatto visita in mattinata per parlare della vicenda e gli ha lasciato addirittura un quaderno, la notizia lo mette in agitazione spingendosi a chiedersi quali siano i motivi che spingono il giovane scrittore ad indagare: è il momento di andare a trovarlo.

Nella seconda parte della puntata vediamo che Enokizu è in qualche modo riuscito ad incontrare Akihiko, ovviamente in compagnia di Toriguchi e Sekiguchi. Il giovane editore ha indagato su Onbako e relativi misteri secondo le direttive fornite dal nostro libraio antiquario, scoprendo che un individuo abbastanza sospetto, che pare avere lo stesso tipo di depressione di Sekiguchi (mai notata, perlomeno io...) ha ordinato un ingente quantitativo di scatole dall'Onbako-sama. A riprova delle sue affermazioni, Toriguchi mostra un registratore prestato dal suo capo in cui il gruppo ascolta una preghiera rituale dell'Onbako-sama, giudicata però non attendibile. Decisamente pieno di risorse, il nostro se ne esce anche con una piantina del dojo in cui vive l'Onbako-sama. Enokizu dichiara che lui e Sekiguchi andranno in cerca di una ragazza di nome Kusumoto Yoriko, figlia di Kusumoto Kimie la quale è iscritta nel registro dei cultori della setta: la notizia non sembra sorprendere Akihiko, il quale però deve capitolare al successivo scoop del giovane detective: sempre stando ad alcune indagini fatte incrociando i dati del registro degli adepti e le indagini sul campo ha appreso che Yuuko non è la zia di Kanako, bensì la madre. Quando si dice "notizia bomba"...

Arrivando dal nulla (penso sia andato a casa di Sekiguchi senza tuttavia trovarlo), Kiba raggiunge il gruppo da Akihiko. Il poliziotto è parecchio nervoso per l'aura di mistero che aleggia sul gruppetto di piccoli investigatori ma Akihiko gli taglia le gambe, invitandolo a raccontare cosa ha appreso recentemente di modo da mettere a disposizione di tutti la maggior parte dei dati e giungere ad una conclusione che possa aiutarli a capire cosa sia realmente successo a Kanako. La scena salta nuovamente su Yoriko, la quale ha incontrato il famoso "uomo misterioso" del grande quantitativo di scatole, il quale la avvicina parlandole dell'importanza della vita eterna, dissipando i dubbi della giovane che sente di potersi fidare di chi parla senza paura di quello che le raccontava anche Kanako. Dopo un fugace incontro in un bar, l'uomo è riuscito a convincere la giovane ad andare da lui: dopo averla invitata in una stanza piena di scatole... beh, è facile intuire il destino che attende la giovane...

OK, ora finalmente il colpevole di tutto si è presentato. O meglio, se ne è sentita la voce (tralaltro, è doppiato da un impegnatissimo Tohru Furuya ^^). Ora la domanda - scontata - è: chi è questo "uomo misterioso"? E ovviamente cosa ha a che fare con Onbako e tutto il giro di discorsi sull'immortalità e l'ascensione che tanto ammaliavano Kanako e Yoriko. Sono contento che dietro tutto questo grandissimo alone di mistero ci sia effettivamente una persona vera e non un cattivo astratto e simbolico che avrebbe potuto essere interpretato in diversi modi a seconda dello spettatore: ora mi auguro che si riesca a portare una soluzione definitiva e "reale" anche della vicenda di Kanako.

lunedì 12 gennaio 2009

Mōryō no Hako - Episodio 7

L'episodio in pillole: Sekiguchi, Toriguchi e Akihiko continuano a parlare delle implicazioni folkloristico - religiose nei casi di scomparsa delle studentesse;

Highlights: 2 episodi in fila in cui non si fa altro che parlare!!! Spettacolo puro!!!;

Giudizio: 10/10

Volevo scrivere questo post l'altra sera, subito dopo la release della puntata ma confesso di aver perso un'ora a cercare la mascella in giro per lo studio, quindi alla fine ho posticipato la stesura della recensione ^^ Scherzi a parte, siamo probabilmente di fronte ad un record nella storia degli anime, perlomeno da quando li seguo con interesse e cognizione di causa: due episodi di fila in cui ci sono 3 personaggi chiusi in una stanza di pochi tatami dove non si fa altro che parlare è un record meritevole di applausi. Complimenti ai redattori dei testi, veramente complicati e affascinanti ed alla regia, che svolge un ottimo lavoro proponendo inquadrature sempre interessanti e "vive": quando sei in uno spazio ristretto per così tanto tempo, il rischio soporifero era davvero quasi inevitabile.

Le teorie accennate alla fine della 6^ puntata vengono completamente analizzate da Akihiko, con grande competenza e calma, mentre Toriguchi e Sekiguchi ascoltano la sua ammaliante oratoria. Ad onor del vero, la storia si apre come sempre con un racconto tratto dal romanzo di Sekiguchi in cui si vede una bambina che legge un manga in edicola, salvo saltare immediatamente ad una visione del passato (probabilmente) del protagonista del racconto: dopo la morte di qualcuno non identificato, il ragazzo si è ritrovato da solo nella grande casa padronale. Evento che, unito alla perdita della persona cara l'ha condotto per via preferenziale alla pazzia. Come sempre, non è chiaro il perché di questi flash sui racconti di Sekiguchi, ma tant'è...

Dall'inizio "vero" dell'episodio, possiamo ricavare due grandi tronconi narrativi: il primo, legato alle spiegazioni con varianti annesse e connesse degli ideogrammi componenti la parola "Mōryō" ed il secondo, in cui Akihiko inizia a dare un senso a queste 2 puntate di dialoghi associando la diversificazioni del concetto di prete/esorcista/ecc... con le traduzioni di "Mōryō" e, soprattutto con gli omicidi delle ragazze e della sparizione di Kanako. Meraviglioso, per chi come me ama la scrittura giapponese, la lunga ed analitica dissertazioni sui Kanji: Akihiko è un grandissimo! La lunga e complessa analisi inizia da un concetto molto semplice: "Mōryō" non è sinonimo di mostro. O meglio, dietro a quegli ideogrammi c'è un amplissimo ventaglio di traduzioni che cambiano in base all'accezione che si vuole dare al termine ed al contesto storico-letterario che ne giace alla base: senza entrare nella complessa analisi di Akihiko, che vi lascio gustare durante la visione della puntata, vi spiego solo che il Kanji "Mou" (魍) significa "mostro" ma il Kanji "Ryou" (魎) da più un'idea di spirito, come la tradizione cinese impone: facile intuire che la discussione sia destinata ad innalzarsi spaventosamente di livello, soprattutto quando Akihiko inizia a mettere sul tavolo le prime varianti calligrafiche... ^^

La seconda parte ci riporta in linea con il mistero di Kanako e delle ragazze sparite, anche se partiamo da molto lontano prima di avvicinarci. Toriguchi se ne esce con la storia di Onbaku di cui hanno parlato in precedenza (episodio 6, NdiMu) ovvero il leader della setta di veneratori delle scatole che pare essere il principale indiziato dell'intera vicenda. A riprova di queste affermazioni, il giovane editore getta sul tavolo un rapporto assolutamente top secret della polizia in cui si dice che "Onbaku" fosse padre di una ragazza, ora deceduta. La folle teoria del ragazzo è che la credenza religiosa (o presunta tale) di cui è vittima Onbaku possa essere alla base delle sparizioni in virtù del fatto che l'uomo sia persuaso della necessità di uccidere tante ragazze per salvare l'anima della propria figlia. Akihiko è chiaramente sorpreso dalla spiegazione ma non la cassa a priori, anzi domanda al ragazzo di continuare le sue ricerche sull'uomo, in particolare come pratica gli esorcismi dei "Mōryō" e quali strumenti utilizza. L'ultima richiesta del libraio è rivolta a Sekiguchi, al quale chiede di analizzare i nomi indicati nel registro fornito dal mastro scatolaio a Toriguchi (sempre nello scorso episodio, NdiMu) e riferire alla polizia i più importanti: mentre lo sfoglia il ragazzo nota il nome di Kubo Shunkou, un giovane scrittore in ascesa con il quale il nostro ha evidentemente avuto dei rapporti in passato.

Ogni puntata mi lascia sempre più sconvolto, davvero! Anche con i sottotitoli non è per niente facile capire e seguire il complesso intreccio narrativo proposto da Madhouse, ma le sfide sono il mio pane e non ho certo intenzione di mollare ora che siamo al giro di boa e si sta per ritornare sull'indagine vera e propria: evidentemente questa complessa disamina linguistica era fondamentale per capire meglio gli eventi che accadranno in futuro. Certo è che serie così particolari e controverse sono una gioia per chi, come me, rifugge l'anima commerciale di molti prodotti che puntano esclusivamente alla forma e non badano assolutamente alla sostanza. "Mōryō no Hako" è una serie che non ha la minima intenzione di condurci passo dopo passo verso la spiegazione del mistero semplicemente fornendoci uno dopo l'altro gli indizi necessari, bensì vuole mettere noi spettatori nella posizione in cui possiamo ragionare indipendentemente per mettere a fuoco le diverse prospettive e sfaccettature della storia, giungendo da soli alla verità. Raccontare una storia da diverse angolazioni e lasciare a noi il compito di capire cosa è utile e cosa no: ecco in cosa eccelle questo anime.

giovedì 18 dicembre 2008

Mōryō no Hako - Episodio 6

L'episodio in pillole: Toriguchi, Sekiguchi e Kyougokudou (vero nome Chuzenji Akihito) discutono le loro teorie;



Highlights:
è tutto ambientato in una stanza!;

Giudizio: 10/10

Prima o poi doveva capitare, e quel giorno è oggi. "Mōryō no Hako" si aggiudica il primo 10 nelle valutazioni singole di un episodio. L'ho appena scritto, ma non ci credevo molto fino a poco fa e onestamente non pensavo ci sarebbe mai stata la seria possibilità di dare un 10 netto, un po' perché la perfezione non esiste (in teoria) e un po' perché mi piace scovare sempre e comunque qualcosa che non va ^^. Non stavolta. Qui siamo di fronte ad un episodio la cui sceneggiatura e dialoghi sono più vicini ad un libretto teatrale piuttosto che ad un anime, e benché a molti possa far storcere il naso personalmente ammiro il coraggio di Madhouse che dimostra ancora una volta come l'audacia dia spesso risultati sorprendenti. C'è chi sostiene che troppo dialogo in un anime sia solo il maldestro tentativo di risparmiare sul budget: beh, basta vedere la puntata per capire come non ci sia niente di più falso come questa teoria ^^.

Descrivere il contenuto di ogni singola puntata è la cosa più affascinante ma anche più complessa per un anime come questo, che pone il suo appeal sui binari di una trama molto pesante ed invasiva unita al turbinio di sensazioni, emozioni e folklore che solo un'ambientazione come quella disillusa ed in cerca delle vecchie radici del Giappone del secondo dopoguerra poteva offrire. Vediamo di procedere con un certo ordine. L'episodio parte con Akihito (il vero nome di Kyougokudou) seduto al tavolo della veranda con Sekiguchi e Toriguchi ancora sorpresi di come lui fosse lì ad aspettare proprio loro benché non avessero deciso di porgergli visita se non pochi minuti prima. Il bel libraio però è maestro nell'arte della conversazione e senza che i 2 giovani interlocutori possano accorgersene, la conversazione viene veicolata sull'infanzia di Toriguchi al tempio protetto dai 4 torii, che Akihito sa già essere disposti in corrispondenza dei punti cardinali e dei colori rosso, nero, bianco e blu: questo perché è la disposizione usata nei templi per la celebrazione del rituale del Taizankufun e perché ad ogni punto cardinale una delle 4 bestie sacre della tradizione cinese (Akihito è stato prete supremo del santuario che c'è vicino alla sua casa/libreria ma è anche un Onmyoji, ovvero una specie di capo spirituale dell'arte dell'Onmyoudou su cui si basa molto dell'esoterismo tradizionale sino-giapponese... per tutte le informazioni consultate l'esaustiva pagina di wikipedia). Ancora sorpresi dalle incredibili conoscenze di Akihito ma soprattutto insicuri di cosa sia veramente, l'Onmyouji spiega la distinzione fra santoni, monaci, indovini e medium: ben attento a non identificarsi con nessuna di queste categorie, Akihito porta la conversazione a livelli così alti che i 2 ragazzi faticano a seguirne tutti i passaggi logici. Finché Toriguchi chiede il perché di questa dissertazione filosofica, domanda alla quale Akihito apaticamente risponde che era esattamente il motivo per cui i ragazzi si erano recato da lui: non essendo nient'altro che la verità, i ragazzi non possono che trasalire di fronte alle facoltà del giovane.

Ovviamente Sekiguchi e Toriguchi sono lì anche per discutere dei casi di omicidio delle giovani ragazze trovate smembrate e con i pezzi conservate in meravigliose scatole di legno, tema principale della trama. Dopo l'eyecatch, i 3 sono sempre al tavolo ma stavolta è Toriguchi a raccontare ad Akihito gli ultimi dettagli: il giovane editore spiega come - tramite una telefonata sospetta seguita da un incontro ancora più sospetto con un certo Kiyono - sia entrato in possesso del registro contenente l'elenco completo degli adepti di una nuova piccola setta chiamata "Onbako-sama" (letteralmente "Oh, divina scatola"), i quali non parlano assolutamente del loro leader ma solo delle divine scatole create dalle sue nobili mani e di come esse abbiano il potere di allontanare la sfortuna da chi abbia la fortuna di possederne una. Usando la complessa distinzione fatta in precedenza proprio da Akihito, Toriguchi arriva a dire che questo leader è da considerare come un medium più che a qualsiasi altra categoria. Il libraio osserva la lista mentre l'editore spiega che fra gli oltre 300 nomi ci sono anche alcuni famosi cantanti, scrittori e membri del Parlamento cosa che lascia indifferente l'Onmyouji, il cui unico commento è che il registro sembra essere stato compilato da una donna. Toriguchi racconta come, spacciandosi per un rappresentante, sia riuscito ad entrare nel dojo del mastro scatolaio e farsi ricevere dallo stesso, salvo subire la sua ira (l'ha smascherato subito) e scappare con la coda fra le gambe.

Con lo spirito del buon giornalista sempre in agguato, però, Toriguchi si è fatto un giretto nella zona ed ha potuto incontrare e parlare con il direttore dell'Onsen che ha sede proprio di fianco alla villa del maestro. L'uomo spiega che è un amico di vecchia di Hyouei e che da quando si conoscono si è sempre occupato di scatole poiché erede della famiglia Miyadaiku. Finché Chuu-san (il padre) era vivo, l'azienda ha sempre prodotto solo scatole di legno, ma alla sua morte nel 1933 Hyouei comprese che con la guerra alle porte c'era bisogno di lavorare anche sul metallo, cosa che portò a contratti coi militari e ad incassi molto maggiori. Ma paradossalmente, la legge sul sequestro dei metalli tranciò di netto l'attività dell'azienda, e Hyouei divenne "posseduto dallo spirito delle scatole", per usare le stesse parole del direttore dell'Onsen. Benché sposato e con un figlio, pare che questi l'abbiano abbandonato a sé stesso a seguito della pazzia e Toriguchi non ha trovato informazioni su di loro. La fine dell'episodio è molto interessante, poiché è l'ultima parte del racconto del direttore a Toriguchi. Due anni prima, pulendo l'attico delle terme assieme a Hyouei, i 2 trovarono un vaso contenente una lettera, che Hyouei riconobbe immediatamente come scritta di pugno da sua nonna. Inizialmente non la vollero aprire ma il direttore pensò che potesse trattarsi di qualche sorta di eredità e allora decise di restituirla all'amico. Decisi ad aprirla assieme, i 2 trovarono solo un foglio con scritto "Mōryō" (spirito) in kanji. Ovviamente, Akihito lo sapeva già prima che Toriguchi lo dicesse, cosa che fa ancora una volta trasalire i ragazzi.

Episodi così belli ed intensi, in cui i personaggi vivono la storia oltre che essere semplici attori della stessa non credo di averne mai apprezzati. A memoria posso ricordare solo qualcosa da "Seirei no Moribito", tipo quando Balsa si fa riparare la lancia oppure le puntate alla Caverna del Cacciatore ma anche lì è un dialogo diverso, infarcito da flashback molto più lunghi ed in generale strutturato semplicemente in un altro modo. Qui siamo di fronte a qualcosa di diverso, che trascende il voler essere dimostrazione di tradizione giapponese unita a misticismo di quart'ordine messo lì per fare un po' di colore, questa serie richiede una buona conoscenza di un certo tipo di background tradizionalistico e culturale oltre che linguistico per poter comprendere al meglio la complicata sequenza degli eventi. Lo stesso ruolo di Akihito è complesso e affascinante, per questo mi sono sentito in dovere di fornirvi tutto il supporto necessario per poter apprezzare appieno le meraviglie di questa fantastica seria le cui release sono (purtroppo) molto random ma sempre sorprendenti. Forza con i commenti, gente!

domenica 30 novembre 2008

Mōryō no Hako - Episodio 5

L'episodio in pillole: le indagini sulla scomparsa di Kanako entrano nel vivo con l'assunzione di Reijiro Enokizu, un chiaroveggente che sembra avere le carte in regola per risolvere il caso.

Highlights: tutti i personaggi visti nella sigla fanno finalmente il loro ingresso in scena;

Giudizio: 8,5/10

Ho fatto bene ad aspettare i sottotitoli per questa serie, poiché la visione della puntata "RAW" mi aveva dato la sensazione di essermi perso qualcosa... la realtà è che mi ero perso molto di più di quanto credessi ^^' Tutti i personaggi visti finora non compaiono in questa puntata, che glissa sull'aspetto principale della trama (salvo collegamento verso metà) per fornirci una visione globale sul fenomeno chiaroveggenza nel Giappone degli anni '50, ovviamente in chiave di esigenze di trama. Il risultato è interessante, poiché presto Kiba potrebbe essere affiancato da "detectives" con metodi decisamente alternativi ^^.

Una cosa che forse ho capito è che quello che vediamo prima della OP è in realtà parte del romanzo stesso di Sekiguchi: non avrebbe senso altrimenti, poiché sono tutti eventi troppo differenti da quanto vediamo nel resto della puntata. Avrebbe ancora più senso dato che leverebbe il povero scrittore dal ruolo di possibile assassino delle ragazze: mi rimane però il dubbio della prima puntata, ovvero se la scena con la testa nella scatola sia stata l'ispirazione per la storia o se facesse anch'essa parte del romanzo. La scena delle gemelle con la porta che si apre sulla spiaggia portandoci nel nulla e la ragazza davanti alla finestra spalancata dall'ingresso dei corvi è degna del miglior Resident Evil. Dell'episodio "vero", la parte dedicata alla chiaroveggenza di Chizuko Mifune è senza dubbio la più criptica da inserire nel puzzle degli eventi: ci vengono presentati la ragazza e Tomokichi Fukurai, professore dell'Università di Tokyo il cui compito pare essere quello di dimostrare scientificamente l'esistenza della chiaroveggenza. La prima prova sembra essere già decisiva visto che la ragazza indovina 3 parole su 3 di quelle scritte su un foglio e messe in una scatola, ma lo scienziato non ci crede del tutto e vuole riprovare alla presenza di alte cariche universitarie. Stabilito che l'incarico di occuparsi del contenuto della scatola spetta a Fuji-san, la commissione inizia l'esperimento, ma la chiaroveggente non legge nulla, dichiarando che la scatola è vuota: fra lo stupore generale la scatola viene aperta rivelando che il contenuto è assente e che Fuji si è dileguato. Considerato nullo l'esperimento, la stampa da addosso a Fukurai, la cui credibilità e studi sono irrimediabilmente compressi. Un complotto? Forse. Di sicuro c'è il suicidio della giovane Chizuko, incapace di sopportare l'umiliazione di una gogna mediatica.

L'ultima parte dell'episodio mostra le "new entries": Reijiro Enokizu, chiaroveggente autonominatosi tale e Kyougokudou, amico d'infanzia di Sekiguchi nonché gestore di una libreria famigliare specializzata di testi antichi. Ah, è chiaroveggente pure lui ^^. Il primo è gestore di un agenzia investigativa e viene assunto da Noriyuki Masuoka, avvocato della famiglia del padre di Kanako, morto da poco ma nel cui testamento c'è una clausola relativa al fatto che qualora egli fosse morto prima della figlia, tutti i suoi averi (una cospicua quantità di denaro) sarebbero stati ereditati interamente dalla giovane. Fatto salvo conferma medica dell' autenticità del vincolo di sangue fra di loro, cosa di cui la famiglia dubita. Il secondo è legato al passato di Sekiguchi, anche se i modi ed i perché sono tutt'altro che chiari. Sta di fatto che il libraio in questione snocciola vita morte e miracoli dell'amico giornalista con cui Sekiguchi è andato a fargli visita, lasciando basiti entrambi per la precisione dei dettagli forniti. Bellissima la scena finale in cui Sekiguchi domanda se sia diventato chiaroveggente e Kyougokudou risponda semplicemente che al mondo non ci sono segreti, basta sapere come guardare le cose.

Come al solito una gran puntata, che finalmente fornisce qualche indicazione sul passato attorno a Kanako e che riesce a tenere incollato lo spettatore senza far avanzare di una virgola la trama. I nuovi personaggi trasudano CLAMP-style da ogni fotogramma, tant'è che Reijiro mi ricorda spaventosamente Fay D. Flourite sia a livello estetico che di atteggiamento (mi viene in mente la sigla in cui coccola un micio). Bellissimi anche i molteplici riferimenti alle "scatole", sia fisiche che metaforiche, che compaiono puntuali in ogni singola puntata. Sarebbe utile fare una disamina complessiva e comparativa per trovare analogie e differenze: conoscendo Madhouse potrebbero esserci molte dietrologie interessanti...

lunedì 3 novembre 2008

Mōryō no Hako - Episodio 4

L'episodio in pillole: tra allucinazioni e nuovi sconvolgenti casi di ragazze assassinate - forse legate alla scomparsa di Kanako, si comincia a delineare un filo conduttore dietro alla vicenda...;

Highlights: Amemiya, e l'inaspettato ruolo che sembra attenderlo;

Giudizio: 9,5/10

Altra grande puntata carica di simbolismo e suspence. Rimanere ancorati a questa trama diventa sempre più difficile, uno sforzo degno di un naufrago aggrappato allo scafo divelto di una scialuppa sbattuta dalla corrente. I salti temporali non aiutano certo a sciogliere la già intricata matassa di questo giallo avvincente e crudo, sempre più vicino ad un genere - il noir d'autore - che da anni non regala più bestseller. Ma la ruota gira, e stavolta tocca a questa scatola degli spiriti essere al centro dell'attenzione.

La puntata parte da dove eravamo rimasti settimana scorsa, ovvero con tutti i protagonisti al capezzale del letto, ormai vuoto, di Kanako. Yoriko sembra quasi felice della scomparsa dell'amica: tuttavia è una felicità irreale, figlia della disperata convinzione che la giovane si sia davvero reincarnata in lei, diventando così la sua vera nuova esistenza. Kiba sembra richiamare alla memoria qualcosa che la giovane disse la notte dell'incidente riguardo ad un ulteriore piano dell'esistenza, ma non vi aveva prestato attenzione e così decide di lasciar perdere. Yoko non riesce a darsi pace nel sentire le allegre parole di Yoriko e Kiba la incalza nel disperato tentativo di farle confessare ciò che riguardo al mittente della lettera minatoria: la risposta della donna al "chi è il tuo nemico?" domandato da Kiba è però raggelante ed inappellabile. Segue un inciso molto lungo e surreale, dire quasi onirico soprattutto alla luce dei dialoghi e della regia, in cui Kanako è in un letto e vede delle braccia e delle gambe muoversi sulle pareti: sulle prime è spaventata all'idea che possano essere le sue (specie quando cadono nel vuoto) ma poi si tranquillizza sentendo il proprio corpo al suo posto. Quando scopre il lenzuolo dalle braccia, però, la realtà è ben diversa da ciò che credeva... Sul finale vediamo una retata della polizia in un quartiere a luci rosse con arresto di una prostituta mentre in un vicolo cieco una ragazzina, da poco "nel giro" cade nelle mani di quello che molto probabilmente è il killer delle studentesse. Colui che a pezzi i cadaveri e racchiude gli arti in scatole di legno... Kiba viene aggiornato da un collega sulla vicenda e Yoko lo supplica di ritrovare la sorella ad ogni costo.

Considerando che molti siti schedano questa serie con 13 episodi, rimango dubbioso sul fatto che a quasi metà serie mancano all'appello ben 2 personaggi. Importanti, a giudicare dalla sigla. Alla luce dei recenti sviluppi, anche il cast principale necessita di molto supporto scenico per non perdere tutto il grande potenziale che vi ruota attorno: Yoriko come specchio di Kanako è tutta da costruire, Yoko ed il suo passato che la tormenta è tutto da svelare, la stessa Kanako deve ancora dirci se è viva o se è davvero ascesa... Kiba, perché è tormentato dai fantasmi della guerra? Amemiya è scomparso e il dottor Mimasaka nasconde qualcosa, la morte di Suzuki di certo non è casuale. E poi c'è da capire chi è il killer delle studentesse e che rapporto ha con il fantomatico fidanzato di Kanako, ammesso che ci sia e sia stato lui a gettarla sotto il treno in corsa. 9 episodi alla fine potrebbero essere un po' pochi. La loro attesa sicuramente non lo è: per noi, ancorati ad una zattera frustata dalle onde, la cosa difficile è non cedere agli spoiler romanzati...

lunedì 27 ottobre 2008

Mōryō no Hako - Episodio 3

L'episodio in pillole: Tutti sono al capezzale di Kanako nel nuovo ospedale (o quello che è...); mentre Kiba continua le indagini spinto dai ricordi di Yoriko sulla notte dell'incidente: qualcuno spinse Kanako;

Highlights: Troppi! ^^ Puntata meravigliosa;

Giudizio:
9,5/10

Sempre più convinto che questa sia la serie dell'autunno 2008. Molte serie si avvicinano ma nessuna riesce a superare la bontà di questo piccolo capolavoro di animazione. Capolavoro che deve questo titolo a tutte le sue componenti: personaggi fantastici, storia ammaliante, ambientazione surreale, musiche d'atmosfera ed una realizzazione tecnica impeccabile, unita ad una criptica ma funzionale gestione della timeline portano "Mōryō no Hako" all'altissimo livello qualitativo a cui siamo giunti.

Vediamo di ricostruire gli eventi dell'episodio: la notte dell'incidente, dopo le discussioni fra Kiba e l'avvocato di famiglia di Kanako, Yoko decide che la sorellina sia da trasferire nell'ospedale dove lavora il suo amico chirurgo. Caricata la giovane in ambulanza Kiba, Yoko e Fukumoku (il poliziotto) fanno da scorta durante il trasferimento fino all'ospedale, che si rivelerà essere un edificio a forma di cubo che assomiglia a tutto fuorché ad un ospedale. La giovane studentessa rimane in terapia intensiva per alcuni giorni mentre l'ospedale risulta presidiato da un gran numero di poliziotti: Yoko ha ricevuto una lettera minatoria in cui le intimano di pagare 10 milioni di Yen se non vuole avere altri lutti in famiglia. Kiba scopre la lettera e predispone il cordone di sicurezza. Contemporaneamente al ricovero di Kanako, Yoriko si rende conto (durante un'allucinazione o comunque, credo, un sogno) che la sera dell'incidente un uomo vestito di nero è sbucato dal nulla sulla banchina spingendo Kanako sui binari e urtando Yoriko durante la fuga: dato che Kanako le aveva accennato qualcosa su un fidanzato, Yoriko associa le due figure (e potrebbe essere stato lui ad inviare la lettera). Ovviamente la notizia impone un drastico cambio di rotta per Kiba e le sue indagini, che cominciavano a convergere verso lo strano comportamento dei membri dell'entourage della famiglia Yuzuki. Dopo alcune inistenze, Yoriko ottiene il permesso di vedere Kanako: il loro incontro è fugace e sotto controllo medico per evitare stress alla paziente, che però riesce a comunicare un messaggio alla giovane amica/amante che trasale alla lettura del labiale di Kanako. Tuttavia, come con la bambola regalata da Sasagawa, non ci è dato sapere l'oggetto del dialogo >_<>

Succedono molte altre cose in questa puntata, fra le quali un augurio di morte di Yoriko ad indirizzo della madre, Kimie, la quale inizia a vedere spiriti e malvagità ovunque in casa. Tant'è che assume un prete per esorcizzare la casa. Ci sono anche i flashback di Kiba inerenti la guerra, che lo tormentano dal primo episodio con i soldati morti sul treno. E le bambole continuano ad essere una presenza sinistra...

Due parole le spendo volentieri sull'ambientazione, determinante nella psicologia dei personaggi e nell'economia della serie. Partiamo dal titolo della serie, "La scatola degli spiriti". In questa puntata ci sono continui rimandi a quest'idea: l'ospedale è un edificio cubico come una scatola (è il primo pensiero di Kiba una volta giunto sul posto) al cui interno non c'è quasi nulla se non un'aura vagamente onirica, qusi spirituale. La madre di Yoriko è ossessionata con gli spiriti (Mōryō) dopo che la figlia le ha augurato di morire e quando arriva il prete per l'esorcismo parla direttamente di una casa diventata "scatola di spiriti". La paura di Kimie è stato "il primo muro di una casa per gli spiriti"... insomma, i riferimenti sono molteplici ma di difficile interpretazione, data la presentazione vagamente allucinata e surreale. Come la camera di Kanako, in cui il suo letto è al centro di un reticolato di tubi e scatole (ancora questo concetto...) che sembra appena uscito da "Serial Experiments Lain". Avrei da dire ancora qualcosa ma riguarda il gran finale, quindi taccio ^^

giovedì 16 ottobre 2008

Mōryō no Hako - Episodio 2

L'episodio in pillole: La famiglia di Kanako accorre per verificare le condizioni della figlia dopo il tentato suicidio;

Highlights: un nuovo tipo di horror stà prendendo corpo con questa serie!;

Giudizio: 8/10

Ci sono tantissime cose da amare in "Mōryō no Hako" e, come ho già scritto nella preview dello scorso episodio, probabilmente sarà la serie che mi appassionerà di più quest'autunno. Rappresenta una di quelle rare, rarissime perle che incontri solo una o forse due volte all'anno quando sei proprio fortunato: serie che trascendono i canoni classici e restrittivi di generi predefiniti e "scontati" e che tentano di imporsi all'attenzione del pubblico come prodotto nuovo e dalle grandi ambizioni. Questa primavera abbiamo avuto "Real Drive", che ci ha stupito con la sua trama inesistente eppure avvincente, ora abbiamo la fortuna di vivere questa grandissima serie a base di misteri insondabili. Benché tecnicamente sia inquadrabile come serie drammatica a tema horror, si discosta parecchio da qualunque altro titolo del genere. C'è un po' di shoujo-ai ma anche delle parti umoristiche, così come ci sono dei flash che non sembrano avere una logica apparente: nonostante gli assi siano gelosamente conservati nella proverbiale manica, Madhouse sembra aver già tutto pianificato nei minimi dettagli, non volendo forzare la mano in nessun aspetto della serie. Del resto "Non siamo in un mondo fantasy", come disse Kanako a Yoriko nella scorsa puntata, danzando al chiaro di luna nella pioggia di petali di ciliegio.

Questo secondo episodio lascia la drammaticità del precedente (complice anche il cambiamento del focus narrativo, passato dalle ragazze agli adulti), concedendosi una completa puntata di ampliamento del cast ed un po' di approfondimento psicologico e del background di quest'ultimo: in particolare facciamo la conoscenza di una giovane attrice, accorsa presso il luogo dell'incidente nonostante il fitto numero di appuntamenti in agenda... Vengono anche aggiunti pezzi al puzzle del tentato suicidio, poiché sembrano avanzare ipotesi riguardo motivazioni più profonde e "motivate", se mi concedete l'aggettivo riferito ad una morte volontaria. Rimangono ancora senza risposta le domande "Cosa successe fra le 2 ragazze in barca al lago?", "Quanti giorni sono passati fra la gita al mare e la notte del 15 agosto?" e soprattutto "Perché l'ispettore Kiba vedeva i suoi commilitoni in guerra?". Difficile avere risposte concrete in tempi brevi.

Due caratteristiche a mio avviso distintive della serie: la sottile caratterizzazione psicologica e le teste in scatola. La prima geniale e coerente con la complessità della serie: complice anche il linguaggio non verbale, passivamente perfetto per dare spessore al cast di protagonisti principali ma anche quelli secondari come il poliziotto incompetente che dà fastidio a Kiba ^^ Poi ci sono le teste, sulle quali già nello scorso episodio il signor Sasagawa ci aveva svelato qualcosa inerente al "conservare l'anima": anima di cui si fà grandissima menzione in tutta la vicenda di Kanako e Yoriko e delle rispettive reincarnazioni una nel corpo dell'altra: che ci sia un grande caso di omicidi seriali legato al traffico di scatole delle anime dietro a tutta la vicenda delle nostre due studentesse lesbiche? Se si, dov'è la connessione? E poi, perché cominciare puntando sulle ragazze senza dare quasi nessun indizio sulla trama generale?

Passando al lato tecnico ma sempre parlando dei personaggi, non si può non ammirare la loro resa video. Cosa si ottiene quando si unisce il talentuoso charades del magico quartetto di Osaka (le CLAMP, per chi non lo sapesse ^^') alle capacità tecniche dei ragazzi di Madhouse? Tutto funziona a dovere! ^^ Dopo le cadute di stile dei personaggi di "Code Geass", le mie amate disegnatrici ritornano sulla Terra con personaggi credibili e perfettamente aderenti allo stile del 27° anno dell'era Showa: grandissime!

mercoledì 8 ottobre 2008

Mōryō no Hako - Episodio 1

L'episodio in pillole: La storia ruota attorno a degi misteriosi omicidi di studentesse liceali che vengono successivamente fatte a pezzi e conservate in delle scatole. L'investigatore privato che viene assunto dalla madre di una delle ragazze scomparse tenta di risolvere il caso con l'aiuto della donna e di un misterioso bibliotecario di testi antichi;

Highlights: shoujo - ai a profusione, horror ed efferati omicidi. Il tutto made in CLAMP. Posso volere di più dalla vita? ^^;

Giudizio: 9/10

Posso già dire con molte puntate d'anticipo che la mia obiettività andrà serenamente a farsi un giro durante la visione di questa serie ^^. Ragazzine all'apparenza innocenti che però condividono scabrose pulsioni sessuali, un misterioso assassino che fà della ritualità il suo credo, bambole misteriose molto inquietanti, un investigatore assolutamente ignaro di quale viaggio lo aspetta e un bibliotecario che sembra sapere ben più di quello che dice: io sbarello, ma tanto! ^^ Poi è tutto disegnato dalle mia amatissime CLAMP! E animato da Madhouse! Un grande connubio che darà sicuramente vita ad una grandissima serie!

Questo primo episodio sarebbe stato perfetto anche solo come standalone visto che nasce, cresce e muore in maniera armonica presentandoci i personaggi all'inizio, portandoli al climax narrativo a metà serie e chiudendo con il morto, indispensabile in un giallo. Le 2 ragazzine presentate poi sono fantastiche: problematiche, in crisi con la società e la scuola, insicure di loro stesse e dichiaratamente lesbiche ^^ Memorabile la scena sulla barca alla deriva del fiume, in cui è lasciato allo spettatore decidere cosa stiano facendo al chiaro di luna ^^

Sempre collegato alle ragazze, gli ambienti che le circondano hanno delle evidenti carateristiche CLAMP: molti fiori, ricerca dei dettagli, una velata aura di tristezza... Perfetto, semplicemente perfetto! Non gli ho dato 10 perché ai primi episodi è controproducente per le aspettative sul resto della serie ma se lo meriterebbe tutto: candidato ad essere la serie dell'autunno 2008.