domenica 4 gennaio 2009

To Aru Majutsu no INDEX - Episodio 13

L'episodio in pillole: Touma capisce che esiste un modo (non esattamente semplice ^^') per salvare le Misaka-clone e si getta a capofitto nella disperata impresa;

Highlights: moe-moments all'onsen ^^;

Giudizio: 7/10

Avrei giurato che con questo episodio avrebbe chiuso l'arco narrativo di "Accelerator" ma il (complicato, devo dire) discorso di Komoe all'onsen ha rubacchiato un po' di tempo: il necessario per far si che l'episodio termini con un grandissimo climax che sarà la base del mega-scontro di settimana prossima, che mi piacerebbe poter vedere Touma una volta tanto sconfitto di modo da forzarne un po' la crescita ma che sembra destinato a terminare nell'ennesima vittoria (vedasi la mano di "Accelerator" schiaffeggiata). Questa puntata mostra chiaramente come anche Mikoto provi dei sentimenti per Touma, mentre settimana scorsa sembrava un rapporto univoco (benché la ragazza fosse più preoccupata di autoimporsi una certa condotta morale piuttosto che seguire i suoi sentimenti).

Assolutamente ignara di tutto quanto stia accadendo a Touma, Komoe e le ragazze si stanno prendendo una pausa di relax alle terme. La prof. spiega a Index e Himegami come gli esper che vivono in città traggano un grande potere da essa, poiché riescono a separarsi dalla realtà quotidiana ottenendo di fatto la "propria" realtà. L'esistenza di "Level 0" come Touma indica che esistono ancora delle regole non scoperte o non ancora completamente decifrate dell'economia globale di vita all'interno di Academy City , suggerendo come questa "mancanza di conoscenze" possa essere la chiave di comprensione del SYSTEM: in altre parole Komoe sta dicendo che qualora arrivasse/si evolvesse qualcuno con un livello non ancora conosciuto, egli sarebbe in grado di superare il livello umano e comprendere le risposte che Dio da all'umanità. Mentre il trio di ragazze prosegue sull'argomento cullate dalla birra e dalla poltrona dei massaggi, Touma riprende conoscenza fra le braccia di Mikoto (in lacrime) che non capisce perché il ragazzo abbia deciso di sacrificarsi così per lei. Touma si limita a spiegare che ora ha trovato un modo per sconfiggere "Accelerator", ovvero dimostrare che lui, un semplice "Level 0" può sconfiggere un "Level 5" mandando di fatto in fumo l'esperimento. Mikoto cerca di fargli capire che questa decisione è una follia, alla luce del suo status e soprattutto delle condizioni in cui lo dovrebbe affrontare (causate proprio da lei) ma Touma ormai ha preso la sua decisione e dopo essersi fatto spiegare dalla ragazza dove avrà luogo lo scontro tra "Accelerator" e la MISAKA di turno, corre sul posto consigliando a Mikoto di starsene in disparte, in attesa. Consiglio che ovviamente non viene seguito.

All'arrivo di Touma al deposito dei treni sede dello scontro, i 2 hanno già iniziato a darsele di santa ragione, e guardacaso "Accelerator" sta vincendo a mani basse. Touma arriva proprio mentre MISAKA è a terra e sta prendendo dei sonori calci dal "Level 5". Sulle prime il clone non capisce perché Touma sia andato in suo soccorso, poiché anche se lei morisse ci sarebbero molte altre "sister" a prendere il suo posto ma il ragazzo le intima di smettere di dire sciocchezze poiché lei è unica e ha deciso di salvarla dalla brutalità del "Level 5": inutile dire che il cervello di MISAKA sta iniziando a porsi delle concrete domande esistenziali. Vedendosi sfidare da un semplice ed inutile "Level 0", "Accelerator" decide di annientarlo ma prendendosi un po' di tempo per giocare e divertirsi con lui. Chiaramente , lo scontro è impari e Touma se ne rende conto quasi immediatamente quando, tirandogli un pugno, non riesce a colpirlo e si vede il nemico lanciargli addosso i binari delle rotaie, ora quasi vivi come dei serpenti pronti a ferirlo mortalmente. L'agilità di Touma però è invidiabile e, pur con qualche sforzo, riesce ad allontanarsi dall'area colpita da "Accelerator"e pensa di essere al sicuro per almeno qualche secondo ma il nemico ormai si è stufato e decide di chiudere la partita per potersi dedicare all'uccisione di MISAKA. Caricando il pugno per uccidere Touma, "Accelerator" colpisce ma la mano destra del nostro protagonista gli colpisce la mano attivando Imagine Breaker. Fuori di sé dalla rabbia per essere stato sfiorato da un "Level 0", "Accelerator" fa esplodere un container di polvere da sparo che si sparge nell'aria e, grazie ai poteri vettoriali del "Level 5", la polvere si incendia causando una grandissima esplosione dalla quale Touma sembra (si fa per dire...) non riuscire a salvarsi.

Evitando di tornare ancora sul fatto che ormai Index non conta più nulla, devo dire che i combattimenti risultano sempre uno spettacolo da vedere e da vivere: ingegnosa la trovata delle MISAKA che imparano dalle tattiche errate delle "sister" che le hanno preceduto e cercano sempre nuovi punti deboli del nemico: forse a furia di provare e riprovare riusciranno davvero a fregarlo.Ora però è Touma che deve trovare un modo di fregare l'avversario, perché Imagine Breaker l'ha fatto arrabbiare ma non sembra avere molto successo contro i suoi poteri d'azione vettoriale e la battaglia è un "win or die", non si può scappare: con Mikoto pronta ad accorrere in suo soccorso e MISAKA dubbiosa sul perché delle azioni di Touma, qualche supporto esterno nel 13° episodio potrebbe non essere un'ipotesi tanto peregrina.

Tales of the Abyss - Episodio 14

L'episodio in pillole: preoccupati di prevenire la caduta dell'ennesimo Sephiroth, il gruppo raggiunge Belkend per farsi costruire uno strumento per misurare il "Planet Storm", vale a dire la vibrazione del centro del pianeta;

Highlights: la relazione tra Guy e Van;

Giudizio: 7/10

Luci ed ombre in questa puntata dove la trama subisce una discreta accelerazione ma nella quale il principale difetto che affligge la serie dall'inizio, la mancanza di scene interlocutorie fra gli spostamenti, diventa a tratti irritante. Il passato di Guy ci viene a poco a poco rivelato e, per un rapporto decisamente particolare con Van di cui lui era ben consapevole, emerge un ricordo del suo passato ad Hod che nemmeno lui ricordava e che spiega in parte la sua paura delle donne.

Dopo essere fuggiti da Baticul con l'aiuto del popolo, Natalia, Luke e gli altri si riuniscono con Jade e gli altri all'Albiore. La principessa è ancora sconvolta dalle parole del padre al castello, ma Guy, Tear e Luke si preoccupano di rassicurarla e di non preoccuparsi troppo perché il re è semplicemente confuso e sotto l'influenza negativa di Mohs. I piani di Van sono sempre più chiari ma capire dove colpirà non è semplice e, per cercare di prevenirne le mosse, i ragazzi decidono di tornare a Belkend e studiare con gli scienziati del posto un metodo per cercare di prevenire l'affondamento nel mare di Qliphoth delle Terre Esterne cadute e che cadranno. Nella città, il gruppo comprende come la fonte del problema "liquefazione di Qliphoth" risieda nel "Planet Storm", il meccanismo di supporto del pianeta stesso. Poiché fermare il Planet Storm è semplicemente impossibile oltre che controproducente, i ragazzi scoprono che è possibile fermare solo le vibrazioni del pianeta tramite un'apparecchiatura fonica e chiedono a degli scienziati amici di Guy di aiutarli. Per iniziare, gli scienziati forniscono ai ragazzi uno strumento di misurazione delle frequenze di vibrazione: il piano è di piazzare l'apparecchio nel "passage ring" di un Sephiroth, peccato che per piazzarcelo devono sapere la dislocazione dei Sephiroth, quindi decidono di andare alla cattedrale di Daath per saperne di più.

Prima di lasciare la città, però, Guy viene raggiunto da un biglietto portato da 2 bambini che costringe il giovane amico di Luke a lasciare temporaneamente il gruppo, ma assicura che sarà di ritorno all'Albiore a breve. Il messaggio è stato inviato nientemeno che da Van, che chiede al suo maestro Gailardia (!) di unirsi a lui ma Guy rifiuta di tornare ad essere nobile in una Hod riportata alla luce con le tecniche di replica foniche. Poiché i 2 non riescono ad accordarsi, Van da l'addio al suo maestro di spada e Guy gli augura di rinsavire dai suoi folli progetti, entrambi ignari che Jade sta osservando tutto nell'ombra. Raggiunto l'aereo sicuro di non essere stato seguito da nessuno, Guy si scusa ed il gruppo vola alla volta della città portuale dove Ion saluta molti fedeli che lo riconoscono per le vie della città e Anise incontra la madre Pamela, che si presenta a tutto il gruppo. Il momento delle presentazioni è però interrotto da Arietta e i suoi animali che attaccano il gruppo e quasi uccidono Ion che si è gettato per difendere una bambina e sopra al quale si getta a sua volta la stessa Pamela, desiderosa di proteggere l'alto membro dell'ordine di Lorelei. L'attacco non è mortale e la donna si riprende ma la scena spinge Guy a ricordare una scena dell'infanzia in cui, a Hod, la sorella e le sue cameriere lo coprirono durante l'attacco dei soldati di Kimlasca, salvandogli di fatto la vita: da lì nasce - ironicamente - la sua paura delle donne.

Jade approfitta del momento per interrogare Guy davanti a tutti riguardo il meeting con Van, alludendo a come potrebbe essere una spia al soldo del nemico: se sulle prime i ragazzi sono stupiti, subito si schierano a difesa dell'amico costringendo lo stesso Jade a rivelare che anche lui non ha mai seriamente pensato a Guy come ad un traditore. Più all'interno nella cattedrale, Ion conduce il gruppo nella sala dei Closed Scores dove inizia la lettura di una delle pietre per capire dove possa essere il Sephiroth più vicino: mentre il ragazzo legge lo Score, il gruppo nota una stranissima e sorprendente discrepanza fra le profezie di Yuljia e la realtà dei fatti, in particolare la presenza di Luke come replica di Asch non è assolutamente menzionata. Prima di avere un leggero mancamento dovuto allo sforzo di concentrazione, Ion suggerisce al gruppo di dirigersi a Tataroo Valley. Raggiunta l'area in aereo, Anise nota una rara specie di farfalla che vale un sacco di soldi e si mette all'inseguimento dell'animale, salvo finire sull'orlo di un crepaccio che cede a causa di una piccola scossa di terremoto: con un balzo, Guy allunga il braccio e afferra la mano di Anise salvandola da una mortale caduta nel vuoto: con sommo stupore di tutti, ora Guy non teme più il contatto con l'altro sesso. Raggiunto il "passage ring", i ragazzi si rendono conto che non è attivo, cosa che non gli permette di misurare il Planet Storm: nonostante la calma apparente del luogo, Luke si rende conto che Tear ha un problema ma la ragazza non risponde alle sue preoccupazioni...

Ehm... forse mi sono perso qualcosa non avendo giocato il JRPG ma... come diavolo è possibile che Luke & Co. riescano a tornarsene a Daath belli sereni e beati dopo il macello combinato a Baticul e visti i precedenti non esattamente sereni e pacifici con Mohs, che non vede l'ora di catturarli e mandarli al patibolo? Non dico tanto, ma un paio di scene di combattimento o anche solo un minimo tentativo di ingresso furtivo sarebbe bastato a rendere l'idea, invece se ne vanno in giro allegramente alla luce del sole e senza nessuno alle calcagna. Bah, si ritorna sempre al solito problema dei cambi di location troppo affrettati e mal gestiti, in cui bastano pochi secondi per raggiungere i luoghi più disparati. E non dite che è per merito dell'Albiore perché anche prima era così ed il Tartarus non può certo essere meglio di un aereo. E' un peccato che Sunrise si ostini a glissare sulla questione, benché mi rendo conto che un'eccessiva precisione causerebbe la serie ad un passaggio rapido a 50 episodi, cosa decisamente problematica. Mi sa che dobbiamo farci il callo. A parte questo, interessante il rapporto di Van e Guy, che però viene subito chiuso da Luke e gli altri con una dichiarazione di fiducia incontrastata allo spadaccino: dopo il superamento delle sue paure verso le donne, direi che il suo ciclo di caratterizzazione si è definitivamente concluso. Sarà mica un po' presto? ^^'

sabato 3 gennaio 2009

Vampire Knight: Guilty - Episodio 12

L'episodio in pillole: Kaname e Takuma entrano nella residenza della famiglia Ichijou, sede del Consiglio degli Anziani, per compiere la loro missione; alla Cross Academy Rido tenta di uccidere Yuuki;

Highlights: nulla >_> episodio da dimenticare completamente;

Giudizio: 4/10

Ma cosa diavolo è successo?!? Evitando di commentare il fatto che i soldi sono finiti e la pochezza di animazioni che già c'era fino a settimana scorsa ora è completamente sparita (brivido alla visione dell'incendio al cancello: quel fuoco è inguardabile!), è proprio l'episodio in sé a spiazzare: tutto raccontato da Kaname che sembra parlare con noi ma che alla fine rivela di aver fatto tutto quel discorso indirizzandolo virtualmente a Zero (perché?!? mica sei morto!) ed alla sua "missione" da compiere per non fargli crollare il piano così ingegnosamente orchestrato. La trama fa acqua da tutte le parti, i ragazzi della Night Class sono ridotte a delle piatte comparse e Yuuki, che per una volta sembra intraprendente ed in grado di schierarsi in prima fila finisce prima preda dei tentacoli di sangue (indecente momento pseudo-erotico...) dello zio e poi taglia un braccio (più o meno) a Zero... perché lui le dice che non morirà. Ma che ragionamenti sono!?!?!?

Yuuki è in missione nel tentativo di raggiungere l'edificio dove Rido si è arroccato in attesa del suo arrivo, ma la strada per il dormitorio è piena di "Level E" che le ostacolano il cammino e lei, ora incapace di usare Artemis, è senza difese. Potrebbe sparare con l'arma che le ha dato Zero, ma sarebbe troppo intelligente e allora meglio farsi salvare dai ragazzi della Night Class, ora al suo servizio in quanto purosangue. Tutti (tranne Aidou) invitano la ragazza a raggiungere un luogo leggermente più sicuro ma lei, testarda, insiste nel voler portare avanti la sua missione di salvataggio del mondo tramite l'uccisione dello zio. Tuttavia la questione e complessa e Rido sta ancora banchettando con le sue vampire di infimo livello che elimina dopo essersi divertito un po' quando decide di aspettare l'arrivo della nipote in cima all'edificio. Yuuki e la Night Class nel frattempo arrivano in tempo per dare una mano a Yagari nell'eliminazione di altri "Level E" radunati all'ingresso della scuola. L'eroe del momento è però Kaien che, distrutto il cancello, si lancia (da solo ovviamente) all'attacco di un numero imprecisato di vampiri che lo aspettano sul lungo viale d'accesso all'edificio, facilitando così il compito di Yuuki / Juri di eliminare lo zio.

Alla residenza degli Ichijou, il nonno di Takuma è a colloquio con il capo della gilda degli hunters, il quale è alle prese con dei seri problemi di make-up dopo lo scontro con Kaien. Supplicando il vampiro di fargli bere un po' del suo sangue puro, l'uomo si avvicina ad Asatoo che si è ferito di proposito al collo, ma in realtà è tutta una messa in scena per poter rompere l'osso del collo a colui che ormai è diventato un peso inutile per il Consiglio. Poco dopo l'omicidio, Kaname irrompe nella sala di Asatoo dopo che ha allegramente eliminato tutti i servitori nell'edificio ma, compresa la gravità della situazione, l'Anziano abbaglia Kaname con un attacco luminoso e si da alla fuga in un tunnel sotterraneo: prima che il purosangue si possa gettare all'inseguimento, nella sala arriva anche Takuma armato di katana che implora Kaname di dargli il permesso di dimostrargli la sua devozione eliminando il nonno. Mentre Asatoo raggiunge l'uscita sotterranea, dall'altra parte c'è il nipote che, estratta la lama al chiaro di luna, si prepara al duello col nonno. Mentre Kaname si allontana, la grande villa degli Ichijou crolla al suolo.

Negli stessi minuti la Night Class capitanata da Yuuki raggiunge il tetto del dormitorio dove ad attenderli c'è Rido su un trono di cadaveri. Lo zio di Yuuki continua a scambiarla per la madre Juuri ma decide comunque di divertirsi un po' con chiunque lei sia veramente prima di ucciderla. Immobilizzati i vampiri con i suoi poteri incontrastabili, l'uomo immobilizza Yuuki e le lecca il collo preparandosi a morderla ma pochi istanti prima del fatale momento Yuuki afferra Artemis e incurante del dolore la estrae colpendo Rido alla spalla: non solo è in grado di controllarne gli effetti anti-vampiro, ma è riuscita a mutarne la forma in una falce degna del miglior Shinigami, con la quale libera i sottoposti della Night Class che però non riescono ad impedire che Rido la immobilizzi con dei tentacoli di sangue.

Incapaci di contrastare il potere di un grande purosangue come Rido, i ragazzi non sanno cosa fare per aiutare Yuuki dal fare una brutta fine ma prima che Rido possa morderla arriva sul tetto Zero, che non esita ad usare "Bloody Rose" per ferire Rido alla spalla e permettere a Yuuki di liberarsi. Lo sforzo del ragazzo gli ha causato una malformazione alla spalle frutto dell'immenso potere che ora vive nel suo corpo e, per lenire il dolore, il ragazzo supplica l'amica di ferirlo di modo che la pressione sanguigna possa scendere e rendere sopportabile la pena: sulle prime titubante, Yuuki accetta infine di ferirlo e, come pronosticato dallo stesso Zero, il dolore ora è sopportabile: avvolto da un'accecante luce visibile anche da fuori la scuola, Zero si prepara ad affrontare Rido.

Penso che il mio disappunto sia già discretamente evidente sia dalla premessa che dal tono tendenzialmente sarcastico di alcune frasi del post. Di fatto sono più deluso che arrabbiato perché ultimamente la serie era riuscita a proporre degli spunti interessante nonostante la realizzazione tecnica ma qui oltre ad avere un livello qualitativo medio semplicemente indecente, siamo di fronte ad una pochezza di trama che ha del ridicolo. Kaname si limita ad eliminare i vampiretti scarsi con delle sottospecie di fuochi d'artificio e quando arriva al bersaglio grosso se lo fa scappare allegramente, delegando poi a Ichijou di compiere ciò che lui non è riuscito a fare in nome dell'amicizia che proprio lui è stato sul punto di rompere. Yuuki poi è tornata ad essere inutile ma, cosa incredibile, i vampiri della Night Class sono dieci volte peggio di lei, pronti a farsi coinvolgere nell'orgia di Rido senza muovere un dito: e la scusa dei poteri del purosangue non sta in piedi, gli ha lanciato addosso una nuvoletta nera, mica un incantesimo di alto livello! Zero è l'unica cosa vagamente non sacrificabile della puntata, benché la richiesta di "ferirlo ma non troppo" sia quantomeno bizzarra. Il peggio, però, è che Yuuki la esegue senza troppe remore... Speriamo in un 13° episodio che possa mettere la parola fine in maniera almeno sufficiente.

Shikabane Hime: Aka (recensione)

Innanzitutto, delle doverose scuse a tutti. Avevo promesso di rimettermi in pari con il blogging di questa bellissima serie ma per una serie di sfortunati eventi occorsi tra novembre e dicembre mi sono totalmente dimenticato di recuperare questi episodi e anche una volta rimessomi in pari con la visione, mi sono reso conto che la mole di lavoro giornaliero per l'aggiornamento delle altre serie unita ai miei quotidiani impegni lavorativi e privati non mi avrebbe mai permesso di rimettermi in pari con i commenti ai singoli episodi e così mi sono deciso a tagliare (purtroppo) la testa al toro e saltare a piè pari alla recensione. Prometto (stavolta sul serio!) che con "Shikabane Hime: Kuro" non sgarrerò di neanche mezza puntata. Conclusa questa necessaria premessa, veniamo a noi ed alla recensione vera e propria

L'ultima serie di una certa Gainax, studio di animazione che per il vostro Mu significa solo e soltanto (l'avreste mai detto? ^^) una cosa: "Neon Genesis Evangelion". "Shikabane Hime: Aka" non è e non vuole neanche avvicinarsi agli standard di Evangelion, né tantomeno - è bene precisarlo - a quel "Tengen Toppa Gurren Lagann" che molti credevano sarebbe stato il faro guida per la narrazione di questa serie: "Shikabane Hime: Aka" NON E' il Gurren, nonostante Keisei ed un certo personaggio del Gurren abbiano più di qualcosa in comune ^^. Benché entrambe le serie condividano la stessa cospicua dose di azione adrenalinica, qui andiamo ben oltre il sopracitato roboanime scarso e anche un po' brainless che strizza l'occhio al periodo da molti (girellari) considerato d'oro delle mecha-series e chiunque sia alla ricerca solo di quel tipo di azione e situazioni... beh, non deve certo cercarle qui.

Cocktail esplosivo. Il lungo lavoro gomito a gomito di Gainax, uno degli studi di animazioni migliori del Sol Levante, e Murata Masahiko (regista di "Gilgamesh", mica pizza e fichi) ci regala questa particolarissima serie in equilibrio fra molti momenti morti e quasi stucchevoli nella loro inconsistenza e inespressività da una parte, e scene action degne di "The Matrix" in cui l'espressività dei personaggi buca il "quarto muro" di brechtiana memoria. Il tutto in una Tokyo onirica e quasi evanescente, avvolta in un pesante manto horror. Ma restiamo sui personaggi, ed in particolare il protagonista maschile: Ouri, ovvero non esattamente il 14enne-tipo di questo genere di serie. Murata cerca di ingannarci, facendoci credere di essere di fronte al tipico ragazzino sfigato che poi diventa forte ed invincibile di ogni indegna trama shounen, ma ben presto anche il più novizio degli appassionati di animazione si renderà facilmente conto che "Shikabane Hime: Aka" agisce esattamente all'opposto facendoci ragionare e capire perché un ragazzo normale riesca ad arrivare ad avere i superpoteri, che non gli cascano certo dal cielo come negli esponenti di punta del genere (biondi ninja che imparano al volo tecniche proibite e/o impossibili da apprendere anyone? ^^). Tutto questo "Aka", infatti, serve a preparargli il terreno (eloquente in questo senso il finale) per quello che dovrà (presumibilmente) affrontare nel "Kuro". Makina, mi riservo di giudicarla al termine di tutta la vicenda.

Tutto qui il lavoro di Murata? Beh, è anche fin troppo ma siccome oltre a lui c'è tutta Gainax dietro, parlando di animazioni e comparto tecnico, non si può non sottolineare come ancora una volta ci si trovi in presenza di un altro capolavoro. Come da tradizione, poche ed isolate sequenze in CG circondate da grandissime sequenze animate senza aiuti esterni che contribuiscono alla vivacità ed al realismo delle espressioni di tutto il cast, che in certe sequenze ed inquadrature (merito del regista) toccano vette di rara bellezza, supportate da una colonna sonora "pump up the volume" che è seconda solo a quella di "Bounen no Xamdou" in questo 2008 appena concluso: non ci sono le sequenze "larga scala" del Gurren ma anche i combattimenti urbani e le evoluzioni stilistiche di Makina non sfigurano per niente nel paragone con la "concorrente" animata estiva.

In buona sostanza una serie che mi ha positivamente impressionato, soprattutto perché riesce ad essere narrativamente solida nonostante soffra della sindrome del miniboss a fine puntate e, ad un certo punto, si autodichiari preparazione per quello che sarà nella seconda stagione, ormai ai blocchi di partenza (o forse già partita, devo controllare il palinsesto televisivo). Ottimo comparto tecnico ed una storia affascinante in cui si avvicenda un cast solido e motivato contribuiscono all'affermazione delle avventure della principessa Makina come trama più interessante del 2008: viste le premesse, questo giudizio può solo migliorare con il "Kuro".

GIUDIZIO: 89/100

NARRAZIONE: 9/10

PERSONAGGI: 8,5/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 8,5/10

MOMENTO MIGLIORE: 11° episodio: la consapevolezza di Keisei sulla propria fine ormai prossima e la maturità di Ouri nel proteggere Makina "no matter what"

MOMENTO PEGGIORE: i compagni di classe allupati di Ouri ^^''

Ga Rei Zero (recensione)

Terminata anche la più sorprendente serie di fine anno, non posso che mettermi alla tastiera con grande voglia di scrivere una recensione che possa contribuire ancora di più alla diffusione su larga scala di questo gioiellino action/thriller. Le premesse non erano esattamente esaltanti, se andate a rivedervi le mie "prime impressioni" non erano molto positive ma c'era un misunderstanding di fondo: tutti credevamo ci saremmo trovati di fronte alla versione animata del manga, cosa non esattamente degna di festa in piazza del paese... E qui arriva la genialata: evidentemente consapevoli dei limiti del manga, AIC Spirits ha ben pensato di cestinare il copione originale creando un prequel ex-novo che facesse luce sull'ambiguo passato delle protagoniste. Il risultato? Beh, innanzitutto un primo episodio decisamente epico. Poi, continuate a leggere... ^^

Inizio scoppiettante. E' probabilmente questo il punto di forza che sostiene tutto l'arco narrativo dei 12 episodi: la suspence e la tensione narrativa che si crea con il primo ma soprattutto con il secondo episodio (in particolare la parte finale) contribuisce in maniera determinante a far aumentare la voglia dello spettatore di conoscere, capire e valutare le azioni dei protagonisti (quelli veri, non quelli della prima puntata che vengono mandati al macero prima ancora di entrare nel vivo della storia) di modo da comprendere le motivazioni che si celano dietro ai terribili eventi che stanno avendo luogo nei primi - in realtà conclusivi - episodi. Si perché come da miglior tradizione di cinematografia americana, i meravigliosi primi 2 episodi sono in realtà l'anticamera dell'epilogo della storia, come si è reso immediatamente conto chi (come me), correndo avidamente con lo sguardo alla ricerca di ogni singolo fotogramma che potesse chiarire cosa fosse successo alla fine del secondo episodio, si trova di fronte ad un episodio totalmente incoerente. In realtà è solo che la storia inizia dal 3° episodio ^^.

Forse che, quindi, la storia sta in piedi solo per uno sterile desiderio di rivelazione? Oh no, assolutamente! Il rischio di collassare la trama sotto il peso dell'inizio c'era (ed era abbastanza concreto, ci voleva poco sparare flashback in sequenza) ma i ragazzi in cabina di regia dimostrano subito di avere le idee ben chiare, per quanto semplici fossero, e di non voler sprecare nessuno di 12 episodi a disposizione: ogni puntata ha una sua ragion d'essere e la solidità narrativa generale contribuisce a far crescere i personaggi e ad aumentarne il peso narrativo nell'economia generale dell'opera, scongiurando il rischio di una semplice caccia al mostro collettiva ma puntando i riflettori soprattutto (ed era più che doveroso) sul rapporto Yomi/Kagura, che nasce per caso, cresce per necessità, si compatta per volontà di entrambe ma si disintegra sotto il peso delle verità nascoste: questa è una serie che non vuole sconvolgere con della "semplice" azione spettacolare, ma desidera far riflettere lo spettatore sull'importanza - e la fragilità - dei rapporti umani, che non sono mai l'idilliaco quadro che ci mostrano molti anime ma nascondono dietro ogni angolo insidie e tensioni che possono far saltare anche l'amicizia più sincera.

Troppo perfetto? No, anche in questa serie ci sono delle leggere sbavature. Innanzitutto, alcuni membri del cast con cui non nasce la simbiosi che dovrebbe esistere con i protagonisti, e mi riferisco in particolare alla Kagura dei primi episodi, troppo asettica per risultare amabile dalla stragrande maggioranza del pubblico: fortunatamente la parte di crescita scorre bene e il supporto di un personaggio da subito carismatico come Yomi riesce a far salire le quotazioni della "sorellina" portandola ad essere semplicemente superlativa nel drammatico e struggente finale di serie. L'altra parziale delusione, che però non ha fisicamente tempo narrativo per riprendersi è Mei, che parte come incognita e finisce senza troppi problemi serva del Male: benché determinante alla discesa negli abissi della perdizione di Yomi con una battaglia magnificamente realizzata, rimane la sensazione abbastanza netta che si poteva e doveva fare qualcosina in più con lei. Ciononostante, la narrazione non ha mai momenti morti e la serie porta a casa il risultato pieno, soddisfando pienamente le premesse con cui si è posta all'attenzione del pubblico. Viste certe delusioni (totali o parziali) che spesso si vedono, direi che è un valore aggiunto non da poco.

VOTO: 89/100

NARRAZIONE: 9/10

PERSONAGGI: 8/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 9/10

MOMENTO MIGLIORE: i momenti "yuri" delle sorelline ^^

MOMENTO PEGGIORE: nel flashforward finale, la caduta scenica di Noriyuki...

venerdì 2 gennaio 2009

Ga Rei: Zero - Episodio 12

L'episodio in pillole: Yomi e Kagura allo showdown finale: epico, violento e commovente;




Highlights:
"ora che ha ucciso colei alla quale teneva maggiormente, non esiste più nulla che Kagura non possa uccidere";

Giudizio: 9/10

Ah, che spettacolo! La risoluzione della vicenda è sempre stato un problema fra sorelle ed alla fine sono loro che lo risolveranno nella maniera più giusta ma anche più triste. Tutti i nodi sono venuti al pettine e ora che spade e bestie sacre non pronte alla battaglia finale, la forza di volontà e la capacità di credere nelle proprie forze è l'unica cosa che conta.

In fuga nella foresta con i soldati ministeriali alle costole, Yomi non esita ad evocare Ranguren e fargli lanciare la "Houkouha", eliminando praticamente tutte le unità belliche sul posto. Sull'elicottero della squadra di supporto, Hanabusa (che non era morto nella puntata scorsa), uno dei gemelli Nabu e Kagura stanno cercando di capire dove si trova Yomi sfruttando la Pietra della Morte che possiede ora Kagura. Raggiunta l'area dove approssimativamente si trova Yomi, i 3 si calano dall'elicottero ed iniziano le ricerche ma in quel momento la ragazza è temporaneamente cosciente di sé senza l'influenza della sua Pietra della Morte e si rende conto che il mix di sensazioni che sta provando non sono ciò che si auspicava veramente di provare quando accettò la consegna della "Sesshoseki": ormai è tardi per recriminare sul passato e anche lo Shinigami arriva "in soccorso" di Yomi, aumentando l'intensità dell'aura della Pietra e riportando la ragazza sotto il suo controllo. Yomi però sembra conservare un barlume di coscienza...

Circondati da un gruppo di "Category: D" evocati dalla Pietra di Yomi, Hanabusa e Nabu iniziano a sparare contro le entità spirituali dando la possibilità a Kagura di raggiungere l'esatta ubicazione di Yomi e fermarla una volta per tutte prima che acquisisca troppo potere. Seguendo l'aura crescente della Pietra, Kagura trova Yomi in cima ad una rupe: nel porgerle i suoi saluti, la ragazza rimprovera alla sorellina di essere in ritardo e chiede come sta Garaku (ben consapevole che sia morto). Sorprendentemente, Kagura risponde che per la prima volta è stata in grado di parlare col padre in maniera naturale e libera dai soliti discorsi sul maturare in fretta ed acquisisre la conoscenza necessaria a governare Byakuei, discorsi che erano sempre stati naturali ma infinitamente tristi per lei. Sorpresa, anche Yomi racconta di come abbia sofferto per la morte dei suoi veri genitori e l'adozione degli Isayama ma in quel momento Kagura la ferma, chiedendo scusa per non essere stata in grado di starle vicina proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno (in ospedale, quando scoprì che fu proprio Yomi ad uccidere Mei, NdiMu). Ora però è Yomi a fermare Kagura, intimandole come sia troppo tardi per questi discorsi: evocando Ranguren, invita la sorella a prepararsi per lo scontro. Evocando Byakuei, Kagura si prepara a combattere.

Mentre le bestie sacre svolazzano in cielo dandosele di santa ragione, le rispettive proprietarie non sono da meno e, sguainate le lame, iniziano il loro combattimento. La foga dell'inizio permette a Kagura di mettere la lama a pochi millimentri dal collo della sorella ma esita, causando la risposta di Yomi, che invece non ha dubbi a prendere la catena di controllo di Byakuei e stringerla ferocemente al collo di Kagura, che però sfrutta la possibilità di sparare della sua nuova spada per liberarsi dalla presa, distrarre Yomi e salvare Byakuei dalla "Houkouha" di Ranguren. Nella foga Yomi perde la katana ma raccoglie un rametto caduto a terra e con quello si lancia sul corpo della sorella, che sorpresa non riesce a capire come quel piccolo pezzo di legno sia in realtà un'arma decisamente tagliente che Yomi le pianta nella spalla facendola urlare di dolore. Yomi chiede a Kagura di supplicare per avere salva la vita, cosa che non la salverà di certo ma almeno farà si che possa morire senza soffrire ulteriormente come invece hanno fatto Mei, Kazuki, Yuu e tutte le altre vittime della furia omicida di Yomi. Punta sul vivo dalla cattiveria incalzante di Yomi che insinuava come la morte di Garaku potesse essere stata motivo di felicità per Kagura poiché avrebbe avuto in eredità Byakuei, la ragazza scoppia in lacrime e raccolta una pietra sul sentiero colpisce Yomi alla testa, sicura di averla fatta svenire. I poteri della Pietra però riabilitano subito Yomi che raccoglie la katana ed attacca una sorpresa Kagura, che quasi priva di difese rischia di soccombere ma viene aiutata da Noriyuki e le sue volpi, che creano un diversivo che permette al loro padrone di aiutare la sorella di Yomi.

Curata e riposata, Kagura ringrazia Noriyuki per l'aiuto e si scusa per non essere stata in grado di uccidere Yomi quando ne ha avuto l'occasione ma il ragazzo la incita a non vedere Yomi come la sorella che amava poiché ormai della ragazza che conoscevano non è rimasto nulla se non il corpo. Raccontando come nel tunnel anche lui abbia avuto l'occasione di ucciderla fallendo miseramente, Naoriyuki lascia un pugnale a Kagura e la sprona a riuscire dove anche lui ha fallito: con l'arrivo della notte, le ragazze si ritrovano nella foresta per l'epilogo della loro storia. Sulle note di "Reincarnation - Last Harmony" e dei ricordi dei momenti felici trascorsi assieme, si consuma l'aspro duello nel quale nessuna delle due sembra prevalere sulle abilità dell'altra finché, dopo averle dichiarato di averla amata come mai nessuna, Kagura viene disarmata da Yomi. Quella che sembra essere la vittoria del male è in realtà una strategia ben precisa di contrattacco col pugnale lasciatole da Noriyuki. Prima di vedere la fine di Yomi, un flashback ci mostra i momenti di lucidità del pomeriggio in cui Yomi supplica la Pietra di assecondare il suo più grande desiderio: rendere felice Kagura eliminando la fonte dei suoi dispiaceri, ovvero proprio la Yomi che non è più in grado di amarla come merita. Di nuovo sulla scena al chiaro di luna, con le lacrime agli occhi Kagura trafigge Yomi al cuore. Prima di spirare, la ragazza si scusa per il male che le ha fatto e per non essere stata in grado di essere la sorella maggiore che Kagura avrebbe voluto ma le ricorda che anche lei l'ha sempre amata.

Raggiunta da un gruppo di "Category: D", Kagura intima loro di starle alla larga ed il suo grido evoca Byakuei, che per proteggere la nuova padrona attacca il gruppo e divora tutte le entità presenti nella foresta: osservata da Hanabusa e Nabu, Kagura viene riconosciuta come una vera esorcista senza remore che non avrà problemi in futuro essendo riuscita ad uccidere la persona che le era più cara. Và così in pezzi il piano dello Shinigami, il quale però non se ne rammarica più di tanto sapendo che ha una vita intera davanti per portare avanti il suo desiderio di conquista e distruzione del mondo: un flashforward di 2 anni avanti ci mostra Kagura con un apprendista, ormai diventata serenamente un'esorcista, Noriyuki che caduto in disgrazia si è messo a fare il cartomante e il duo Kiri/Ayame in casa di riposo, soprattutto la prima che pare aver avuto seri danni cerebrali poiché parla e si comporta come una bambina.

Cala il sipario sulla serie sicuramente più sottovalutata e che invece ha dato più soddisfazioni del 2008. Che finale! Il tasso emotivo del duello fra Kagura e Yomi trascende tutto quanto visto fino a quel momento, anche l'altro grande scontro fra la stessa Yomi e la cugina Mei. Qui c'è più dramma e più passione, vuoi per il rapporto che intercorre fra di loro, vuoi per la volontà di risolvere la questione una volta per tutte. La maturazione di Yomi è ormai completa e lo capiamo da come si inventi la finta che le permette di aprire la guardia della sorella ma anche da come non esiti a trafiggerla, come invee era capitato solo poche ore prima. Quando poi Yomi si congratula e si dichiara orgogliosa di essere sua sorella, cancellando quanto detto fuori dal tunnel sotterraneo, confesso di aver avuto un attimo di pelle d'oca e la lacrimuccia pronta a scendere. Mi è invece piaciuto meno il finale con il flashforward di 2 anni, che toglie un po' di possibilità alla realizzazione di un eventuale sequel. Rimaniamo in attesa di (improbabile) buone notizie: la migliore sorpresa del 2008 merita una serie di 26 puntate.

Kurozuka (recensione)

Che Madhouse abbia totalmente dominato la produzione animata di alto livello nell'anno 2008 penso sia una verità talmente lapalissiana che sarebbe inutile tesserne nuovamente le lodi in questa sede. Rimane il fatto che questo "Kurozuka" è riuscito ad imporsi alla mia attenzione nonostante delle premesse buone ma non così intriganti come poi questa serie si è rivelata essere. Ambigua come il fascino dello Zen, questa mini serie ci porta in una spirale perversa popolata di vampiri, sesso, violenza: tutti elementi che contribuiscono alla creazione di una storia semplice ma che pone - paradossalmente - le sue fondamenta nel precario equilibrio tutto giapponese che deve coesistere fra gli opposti quali ragione e follia, amore puro e desiderio selvaggio, comprensione e oblio.

Horror tutto giapponese quindi, senza derive troppo splatter ma più sottilmente psicologico e disturbante, a tratti decisamente fuori dagli schemi e soprattutto simbolico: una simbologia che attinge ad un registro, quello del teatro Noh, la cui complessità certo non contribuisce a semplificare la visione degli episodi. Potremmo parafrasare il sommo Nietzche con un "Così parlò Araki Tetsuro", regista e sceneggiatore di "Kurozuka" ma anche di un certo "Death Note" con cui la serie condivide alcuni aspetti, per spiegare come un solo regista abbia avuto la volontà ferrea di proporre una serie dichiaratamente difficile e sicuramente non per un pubblico casuale: anche la mia scelta di parafrasare proprio il filosofo del Superuomo non è un caso, ma un preciso input volto a sottolineare l'importanza di uno dei tanti punti cardine del suo pensiero, ripreso e trasposto qui come summa di un finale probabilmente alienante, certamente nichilistico.

Poca azione e molto concetto, verrebbe da dire. Bah, in realtà è forse il contrario. La serie riesce a coniugare superbamente i due aspetti opposti proponendo una frenetica azione a video che però è supportata da un insieme di rivelazioni thought provoking che risultano troppo affascinanti per non essere amate. In buona sostanza non c'è mai un momento di respiro, e anche i momenti di "pausa" (che non sono pochi) sono in realtà impossibili da vivere come tali poiché rimane sempre quella latente sensazione di pericolo imminente che permea un'atmosfera generale di per sé già disillusa e greve, che pone le sue radici in un mondo post-apocalittico che si sta faticosamente rialzando da un bombardamento nucleare su scala mondiale. Rimanendo nel gioco dei paradossi, che "Kurozuka" ha elevato a credo, tutto quanto abbiamo descritto finora è il pregio ma anche l'enorme limite della serie, che non riesce a proporre quel qualcosa in più capace di portarla nell'Olimpo delle serie assolutamente imperdibili: la trama è intrigante e pesantemente action, tuttavia anche alla luce della spiegazione finale non si può certo definirla complessa, con buona pace di un paio di sorprese verso metà trasmissione che hanno impattato la trama ma non in maniera così critica. Non sto assolutamente dicendo che siamo di fronte ad uno show banale, anzi!, ma rimane il fatto che la regia e le influenze Noh mascherano qualche mancanza oggettiva soprattutto nelle spiegazioni finali che non sono esaustive e lasciano qualche domanda di troppo senza la sua giusta risposta.

Come definirla quindi? Domanda difficile. Sicuramente non una serie che punta sulla potenza dei personaggi, perché le caratterizzazioni latitano anche nel duo Kuro - Kuromitsu: se pensate di trovare un cast di peso, quindi, rivolgete le vostre attenzioni altrove. "Kurozuka" ha l'enorme vantaggio di essere totalmente consapevole di quello che è: un frenetico flipper d'azione sanguinaria supportata da una base filosofico simbolica che non è lì per fare scena ma per proporre allo spettatore delle riflessioni di un certo tipo. Tra un arto mutilato e l'altro ^^. Il lato tecnico non meriterebbe neanche queste poche righe che gli voglio dedicare, visto chi c'è dietro, ma per dovere di cronaca non si può non segnalare gli ottimi disegni e l'alto livello medio delle animazioni, che però raggiungono picchi notevoli sono nella prima e nell'ultima puntata. Con un finale più esaustivo avrebbe potuto finire molto in alto: sempre parafrasando Nietzche, "Kurozuka" non è riuscita a liberarsi del nano che si porta in spalla.

VOTO: 87/100

NARRAZIONE: 8/10

PERSONAGGI: 7/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 9/10

MOMENTO MIGLIORE: Lo scontro psicologico con l'uomo-tartaruga: da pelle d'oca!

MOMENTO PEGGIORE: Le censure rispetto al manga, dove Kuro e Kurozuka... hanno una relazione molto più intima (e non si perde occasione per farlo vedere^^)

giovedì 1 gennaio 2009

Rosario + Vampire / Capu 2 (recensione)

Rieccomi finalmente a postare sul blog dopo tempo immemore, partendo con delle scuse per non aver scritto praticamente nulla da mesi. Siti, mail, orde di zombie assassini e quant'altro mi hanno tenuto lontano, e purtroppo dubito che migliorerà a breve, ma per fortuna vi ho lasciati nelle sapienti mani del Grande Mu (*schiva i pugnali di Mu*) che ha provveduto a mandare avanti la baracca. Come dire, se devi partire per un viaggio, la cosa più importante è scegliere bene con chi farlo ^^ Arigatou gozaimasu Gureito Mu! ^_^


Prima o poi prometto che riuscirò a scrivere qualche recensione alle puntate di Naruto e Bleach (*schiva i pugnali di Mu E Flare*), ma ora, approfittando delle vacanze di Natale, e della recente conclusione della seconda serie di Rosario + Vampire, ho pensato opportuno un bel post a riguardo.


Cominciamo con le basi: cos'è Rosario + Vampire? E' un anime, finore in due stagioni, basato sul manga mensile di Akihisa Ikeda (non chiedetemi se è un uomo o una donna ^^). Riassumendo molto, racconta le avventure del giovane Tsukune Aono, un ragazzo normale che, per puro caso, finisce iscritto ad un'accademia di mostri. Scopo di quest'accademia, separata dal resto del mondo da una barriera magica, è insegnare ai giovani mostri come vivere integrandosi nella società umana, e per far questo devono mantenere sembianze umane 24 ore su 24, senza mai rivelare il loro vero aspetto a nessuno (cosa che semplifica un pò la vita del povero Tsukune). A nessun umano è concesso entrare, pena la morte. Dopo aver scoperto la verità, Tsukune decide di restare nell'accademia, rischiando la vita per proteggere se stesso ed i suoi amici (anzi, le sue amichE) da una serie di pericoli sempre maggiori.


Su questa premessa, parte la prima serie dell'anime. I 13 episodi, vedono Tsukune conoscere prima di tutte Akashiya Moka, il vampiro del titolo, i cui poteri sono sigillati da un rosario. Quando il rosario viene rimosso, la personalità della dolcissima e timida Moka cambia in una fredda e combattiva, e la sua forza cresce a dismisura. Tsukune e Moka sono subito attratti l'un l'altro, lui dalla sua bellezza e dolcezza, lei dal suo coraggio... e dal sapore del suo sangue (^^) che il buon Tsukune le farà quotidianamente bere dopo aver rivelato di essere un umano. Dopo Moka, Tsukune conosce (e fa involontariamente innamorare di se) Kurumu, una Succubus che decide di accoppiarsi con lui per garantire il futuro alla propria specie (^^), Yukari, una giovane strega prodigio, Mizore, una donna delle nevi, e Ruby, un'altra strega. Tutte loro esordiscono inizialmente come nemiche, venendo poi sconfitte (solitamente da Moka) e salvate da Tsukune, di cui si innamorano. E, pur essendo una serie shounen, si tratta di amori molto fisici, visto che non esitano ad alzare la gonna davanti a lui o a spingere sul petto la sua faccia, con conseguenti copiose emorragie nasali del sempre più anemico ragazzo, e scenate di gelosia di Moka.


Il fan service e la commedia sono certamente due elementi alla base di questa serie, che ha un'infinità di shots da sotto la gonna, e gioca con le situazioni sempre più assurde in cui Tsukune si trova a causa delle sue numerose amanti, che pur diventando amiche tra loro, sono disposte a tutto tranne che a dividerlo. Andando avanti nella prima serie però, tra le risate si fa strada un elemento più serio, quello dell'integrazione razziale e della possibilità di andare amichevolmente d'accordo persino tra razze nemiche. Inizialmente, questo subtext emerge solo tramite gli accorati discorsi di Tsukune ed il suo essere pronto a rischiare la vita (in quasi ogni episodio) per proteggere le amiche, nonostante, essendo umano, sia più debole di chiunque altro e non abbia alcun potere speciale. Nella seconda parte della prima serie, questi elementi vengono accentuati, raggiungendo il loro apice quando il capo della corrotta polizia scolastica scopre la vera identità del ragazzo e lo condanna pubblicamente a morte. Kurumu, Mizore, Yukari e Ruby, dopo l'iniziale delusione per il non essere state messe a parte del suo segreto, corrono al salvataggio insieme a Moka, nonostante ciò le renda peggio che reiette agli occhi degli altri mostri dell'accademia, e metta la loro vita altrettanto in pericolo.


Fin qui quindi la prima serie, che pur distaccandosi occasionalmente dal manga, ne segue fedelmente lo spirito e la maggior parte delle trame. Purtroppo, altrettanto non si può dire della seconda, intitolata Capu 2 (ovvero Cappuciù, la parola che Moka dice sempre prima di "cenare" dal collo di Tsukune ^^). La casa di realizzazione, Studio Gonzo, ha infatti deciso di stravolgere completamente le tematiche della serie, saltando in toto oltre 25 capitoli di manga, e soprattutto tagliando le tematiche più adulte che nel fumetto hanno preso man mano piede. Il tentativo di suicidio di Mizore dopo un parziale stupro, la guerra con i mostri "ibridi", a loro volta vittime di disprezzo e discriminazione cui reagiscono con odio e violenza, il dramma del passato di Hokuto, o l'evoluzione di Tsukune in vampiro, e poi nel terribile ghoul, sono solo alcune delle trame che su carta si estendono per capitoli e capitoli, e che la versione animata ha totalmente ignorato, a favore di episodi largamente ex novo (solo 4 su 13 hanno un parziale corrispondente manga nella seconda serie) ed incentrati sulla commedia, il fan service e scene un pò ecchi, che fanno si sorridere, ma da soli non bastano a tenere in piedi la baracca.


Ignote, per ora, le ragioni di tale scelta da parte di Gonzo, anche considerando il crescente riscontro del fumetto, che secondo il sito specializzato BookScan nel 2008 ha iniziato a far capolino nelle parti medio-alte delle classifiche di vendita, ed è 30° su oltre 760 nella classifica online di onemanga.com. Che sia una scelta legata ai problemi economici dello studio? Considerando lo scarso riscontro di Capu 2, se così fosse la cura sarebbe peggio del male.


Dal punto di vista tecnico, è una serie senza infamia e senza lode. Indubbiamente non raggiunge, o nemmeno si avvicina, al livello di produzioni alla Madhouse, ma conta comunque su buoni effetti speciali in CGI, animazioni discrete, ed un'apprezzabile colorazione e colonna sonora. A onor del vero, tutti questi elementi mostrano un calo, leggero ma evidente, in Capu 2, che potrebbe davvero ricollegarsi ai problemi di budget di Studio Gonzo, e non fanno ben sperare per un'eventuale terza stagione. Anche se, a meno di non prendere il coraggio a due mani e riavvicinarsi al manga, questa non sarebbe necessariamente una cosa negativa...


VOTO: 1° serie: 75/100; 2° serie: 50/100


NARRAZIONE: 1° serie 8/10; 2° serie 6/10


PERSONAGGI: 1° serie 8/10; 2° serie 4/10


PRODUZIONE: 1° serie 7/10; 2° serie 6/10


AMBIENTAZIONE: 7.5/10 per entrambe


MOMENTO MIGLIORE: Il salvataggio di Tsukune nel 13° episodio della 1° serie


MOMENTO PEGGIORE: L'intero 13° episodio della 2° serie. O anche l'intera 2° serie se preferite ^^

Kurozuka - Episodio 12

L'episodio in pillole: Kuro affronta il suo nietzchiano destino segnato dall'eterno ritorno...;




Highlights:
la spiegazione del perverso ed egoistico gioco di Kuromitsu;

Giudizio: 9/10

La fine di una serie così particolare non poteva essere niente di meno shocking. Che grandissima rivelazione, soprattutto totalmente inattesa! Il personaggio che credevamo solido e fermo nelle sue convinzioni non è altro che un agile burattino nelle mani della conturbante Kuromitsu, che sfruttando il suo fascino è riuscita ad imbrigliare nelle maglie del tempo il povero Kuro, ridotto a poco più che un giocattolo nelle sue mani: un' ignara farfalla caduta vittima della inespugnabile rete del ragno.

L'episodio si apre nella sala dell' Imperatore dove Kuro avanza a passo fermo, fermato solo dagli Hayashi (i musicisti delle rappresentazioni Noh) che lo attaccano con il suono amplificato degli ōtsuzumi (i tamburi) e i fue (i flauti) delle rappresentazioni Noh, qui modificati per essere armi. Dopo lo stupore iniziale, Kuro non si fa problemi ad attaccare i musicanti ed a gettarne i cadaveri nelle acque che costeggiano il lungo corridoio della sala, al termine del quale lo aspetta l'Imperatore in abito da Tsure. L'uomo attacca con un ventaglio affilato che Kuro taglia senza problemi e, sfruttando la mancanza di armi da lancio del nemico, si avventa con la katana sguainata sfruttando i suoi poteri di distorsione temporale e trafiggendo la maschera dell'Imperatore in mezzo agli occhi, causandone la caduta in pezzi: dietro di essa però, non c'è nulla.

Nel momento stesso della "morte" dell'Imperatore, il castello comincia a crollare e da un punto non ben precisato inizia a cadere una incessante pioggia di sangue che finisce per tingere di rosso l'immensa struttura ma anche allagare ogni corridoio ed anfratto rimasto libero. Totalmente in trance, Kuro si avvia verso la porta che stava alle spalle dell'Imperatore e, oltrepassandola, si ritrova davanti all'ingresso della villa di Kuromitsu. Il luogo dove iniziò la sua nuova vita. Resosi conto di essere in un posto fuori dal normale scorrere del tempo, il vampiro si avvicina alla porta scorrevole della stanza e ascolta il dialogo che intercorre fra Kuromitsu e... Benkei! La sua ex guardia del corpo che scopriamo essere diventato anch'egli immortale. A seguito della scoperta dell'esistenza di un uomo vissuto più di 800 anni in un tempio sacro alla corte di Heian, il monaco vi si è recato in cerca di risposte alle domande esistenziali della vita e lì apprese di Kuromitsu e della sua vita solo sfiorata dallo scorrere del tempo: dopo aver subìto un drastico lavaggio del cervello, Benkei fu convinto ad assassinare il suo padrone per verificare i metodi curativi di Kuromitsu ma durante la decapitazione l'uomo bevve accidentalmente qualche schizzo di sangue che si era già mischiato con quello di Kuromitsu. Il risultato fu il dono della vita quasi eterna, poiché pur avendo vissuto 1000 anni, il corpo di Benkei è invecchiato.

Entrato in scena sorprendendo sia Kuromitsu che Benkei, Kuro reclama vendetta e sfida il vecchio mentore a duello. Su di un ponte sospeso sopra un baratro ha luogo lo scontro all'ultimo sangue dei 2 sfidanti, osservati dallo sguardo vitreo di Kuromitsu. Nessuno attacca per prima ma Kuro sfrutta il movimento di una farfalla appoggiata sulla fodera della katana di Benkei per capire l'esatto momento per attaccare ed uccidere con un solo fendente l'avversario, che si accascia al suolo in un lago di sangue. Abbracciato dalla sua amante che lo ringrazia per essere riuscito ad arrivare fino a lei, Kuro si abbandona fra le sue braccia ignaro del fatto che di lì a poco verrà decapitato proprio da colei che ama. Mentre la testa cade verso terra, Kuro sente la voce della sua "assassina" sussurrargli che non c'è niente di cui preoccuparsi.

Dopo un tempo imprecisato, Kuromitsu è seduta nuda sul tatami e stringe al petto la testa viva di Kuro, che ora ricorda tutto e finalmente ci spiega come stanno le cose: quello che lui e lei stanno vivendo è in realtà un "nascondino" ideato dalla stessa Kuromitsu tale per cui la vita eterna di entrambi gli permette di perpetrare. L'immensa solitudine della donna è colmata nei lunghissimi anni in cui Kuro la cerca, vagando per le vie della città e rivivendo in eterno la stessa vita e le stesse sensazioni, salvo ricordarsi tutto solo quando è alla fine del "gioco", decapitato e stretto al seno di lei. Il giovane la supplica di ucciderlo ora e per sempre ma Kuromitsu lo abbraccia e gli sussurra che il giuramento di seguirla fino alla fine del tempo è sempre valido: Riattaccata la testa ad un cadavere decapitato, Kuro si sveglia nella foresta antistante la città in rovina. Ed il gioco ricomincia.

Whoa. Questo è stato il mio intelligentissimo commento alla fine della puntata ^^. Beh, mi aspettavo qualcosa di particolare dal finale e qualcosa di molto particolare è arrivato per davvero. Grazie mille Madhouse. Un finale così cinico e nichilistico s'è visto forse solo in "Death Note", decisamente non un caso che il regista di entrambe le serie sia lo stesso. Che Kuromitsu non fosse una santa si era ampiamente intuito, che avesse più di un secondo fine anche... ma che fosse lei l'artefice di un così complesso ed autoreferenziale gioco degli specchi in cui tutti giocano secondo le sue regole in eterno... beh, applausi. Strameritati. C'è da dire che non tutto viene spiegato, e benché questa serie faccia dell'ambiguità il suo credo mi sarebbe piaciuto avere qualche risposta in più dalla trama. L'enfasi posta sulla simbologia Noh tendenzialmente dovrebbe aiutare, in realtà forse solo in Giappone si sono colti tutti i riferimenti lasciati in giro dagli sceneggiatori, ma non ne sono così convinto visto l'interesse dei giovani verso uno stile teatrale molto più particolare e decisamente più complesso del più noto e visto kabuki. Nel mio piccolo ho cercato di fornire tutte le spiegazioni possibili quando sono riuscito a coglierle: in tutti gli altri casi mi scuso ed invito chi ne sa di più ad illuminarci tutti. La serie rimane una gioia per gli occhi.

Chaos; Head (recensione)

E' finito "Chaos; Head", serie di cui devo lodare soprattutto il titolo, sicuramente indovinato e calzante con quanto visionato in questi mesi. Innanzitutto voglio indirizzare la recensione sui binari della positività di giudizio, poiché questa è una mini-serie sicuramente godibile e ben fatta che consiglierei senza remore a chiunque sia anche solo vagamente attratto dal genere thriller/horror psicologico. All'inizio pensai che questa sarebbe una stata molto particolare e che potesse prendere tanto la piega del capolavoro quanto quella della schifezza, destino che purtroppo non è nuovo nel settore. Dopo aver visto il finale si deve constatare come - per l'ennesima volta - nessuno consideri mai la via di mezzo fra due estremi ed infatti questo "Chaos; Head" decide di piazzarsi in quel limbo di titoli molto buoni sia come trame che come realizzazione tecnica complessiva che però, per i motivi più disparati non riescono ad imporre completamente le ottime premesse che ne avevano caratterizzato l'apertura di trasmissione.

Sensazioni contrastanti. Ecco cosa rimane alla fine del 12° episodio, quello dei titoli di coda che scorrono a video mentre gli spettatori lasciano la sala. Fortunatamente non dobbiamo valutare se i soldi del biglietto sono stati ben investiti o meno, ma rimane da appagare il giudizio critico: senza rientrare nuovamente nei particolari della trama che abbiamo già totalmente sviscerato in sede di analisi settimanale, credo che uno dei punti su cui concentrare l'analisi di questa recensione sia il finale "politically correct" che Madhouse (mica uno studio qualunque) ha scelto per chiudere il sipario sulle allucinate avventure di Takumi e delle sue donne. Lui e Rimi alla fine si salvano, e con loro tutte le Dark Knight e anche Tokyo che ritorna alla normalità dopo il terremoto scatenato dal "Third Melt": all'apparenza tutto bene, giusto? Però a pensarci bene c'è più di un velo di tristezza ad aleggiare sopra la scena finale, nella quale manca forse il vero protagonista di tutta la serie, quello Shogun/Takumi che muore per i postumi della malattia degenerativa che l'ha colpito da bambino. Deve far male sapere che nonostante i poteri che ti sono stati concessi, il solo utilizzo non fa che peggiorare la malattia. Quando il ricordo dell'equazione sembra ridare speranza al "giovane", ecco che avviene anche la scoperta di "Noah II" e gli utilizzi non esattamente a fin di bene per cui viene utilizzato: la perfetta situazione di stress tale per cui Shogun crea il "finto" Taku da usare come carne da cannone ma verso il quale alla fine prova una così profonda empatia che gli permette di affidargli Rimi e la "parte mancante" del suo io alla "copia" illusoria che però ora non lo è più. Almeno, non del tutto. Ecco che in quest'ottica la figura di Shogun e le sue azioni non sono più così da happy ending e benché la sua coscienza possa dormire sonni tranquilli in virtù del fatto che ha salvato il mondo e coloro che ama, alla fine lui rimane inequivocabilmente morto. Triste, eh?

Ecco che allora viene da chiedersi se non fosse stato meglio che entrambi i Takumi (benché di fatto siano la stessa persona) morissero alla fine. Forse per sottolinearne la valenza eroica, forse solo per non rendere triste agli occhi di chi non avesse ancora compreso il vero dramma di Shogun, "mousou no Takumi" rimane lì disteso a terra e si prende l'amore della sua Rimi e quello di Nanami, che nonostante abbia ricordato la verità sull'identità di suo fratello decide di voler bene al Takumi che si trova di fronte. Fortunato il ragazzo, che si trova in una confortevole situazione senza aver fatto praticamente nulla e usufruisce dei benefici, non perdendo tempo con Rimi la quale però non credo avesse molto altro da fare in quel momento: transeat... Non ce l'ho con Taku, solo non vedo completamente giustificato il sacrificio di Shogun che porta l'uno a non avere nulla e l'altro tutto: OK che sono due facce della stessa medaglia, ma rimane il fatto che uno dei due è definitivamente morto.

Anche a livello di gestione della trama ci sono un paio di appunti abbastanza rilevanti: la puntata 7 (decisamente troppo complessa) e la 11 in cui le rivelazioni vengono snocciolate una dietro l'altra senza apparente logica: per una serie che fa del mistero e della suspence il suo punto di forza, non è esattamente una scelta condivisibile, del resto la gestione del tempo e delle scene madri è un problema di molte mini-serie e che difficilmente si può risolvere. Tecnicamente parlando siamo di fronte ad un prodotto generalmente buono a livello di animazioni con però qualche caduta di stile (niente di eclatante) sempre però sorretta da una solida regia. Chiudendo, un prodotto sicuramente consigliabile e godibile ma che non riesce a rimanere all'altezza delle difficili premesse nonostante ce la metta tutta per far si che ogni episodio attiri lo spettatore nella rete della complessa trama horror.

Molto buono ma non eccellente. Credo che lo ricorderò così, questo "Chaos; Head".

VOTO: 82/100

NARRAZIONE: 8/10

PERSONAGGI: 8/10

PRODUZIONE: 8,5/10

AMBIENTAZIONE: 8/10

MOMENTO MIGLIORE: La rivelazione dell'identità di Shogun;

MOMENTO PEGGIORE: Se non si è capito, non ho apprezzato il finale;

Chaos; Head - Episodio 12

L'episodio in pillole: Takumi entra in azione e salva Rimi distruggendo "Noah II" e liberando il "vero" Takumi dalla sofferenza degli ultimi momenti;

Highlights: la battaglia delle allucinazioni;

Giudizio: 8/10

Nel bene e nel male, terminano qui le avventure di "Chaos; Head" e del suo gruppo di protagonisti. Il finale, come previsto, era ampiamente pronosticabile ed infatti nell'analisi dell'undicesimo episodio avevo indovinato praticamente tutta la sequenza finale, salvo poi vedere le ragazze dare un aiuto più concreto di quello chi mi aspettavo all'inizio pur senza togliere a Taku la gloria del finale da protagonista.

Nella stanza del "Noah II", gli alti vertici della N.O.Z.O.M.I Technology si congratulano con Genichi per la riuscita del progetto ma il creatore dell'apparecchio per le allucinazioni rivela ai suoi capi le sue vere ambizioni, ovvero superare i poteri delle stesse divinità grazie all'aiuto della sua stessa creatura. Compresa la verità dell'imminente tradimento dello scienziato, i 2 cercano di ucciderlo ma grazie a delle allucinazioni, Genichi fa si che i 2 si eliminino a vicenda e rimasto solo con "Noah II", si prepara ad uccidere Rimi di fronte al suo Taku, a cui manca poco per raggiungerli nella sala.

Il ragazzo si sta dirigendo nell'edificio ma è ancora nel passaggio sotterraneo di Shibuya e non esattamente vicino alla sua meta. Proprio qui viene avvicinato da moltissime allucinazioni di Sena che lo invitano a dimenticarsi di Rimi ed "andare a divertirsi" con loro invece di perdere tempo dietro ad una ragazza "vera" che non lo potrebbe mai capire. Sicuro di sé e fermo nelle proprie intenzioni, Taku scaccia tutte le allucinazioni e si dirige verso l'edificio dove Genichi tiene prigioniera la ragazza che ama, ignaro che 2 occhi indiscreti lo stanno osservando da molto vicino. Nell'edificio, Taku evoca la Di - Sword e comincia ad attaccare lo scienziato, che però in breve tempo ha la meglio sulle sue scarse abilità di spadaccino e gli distrugge addirittura la Di - Sword. Inizia così una lunga sequenza di allucinazioni lanciate tramite "Noah II" in cui Taku si vede in un mondo immaginario, in una Tokyo nuovamente splendida dove lui e Rimi sono fidanzati e le sue manie da hikikomori sono sparite, sostituite da un inesauribile fascino che fa si che tutte le "sue donne" lo desiderino follemente. In un lungo ed estenuante scontro psicologico, Taku riesce ad uscirne sorprendentemente vincitore e si prepara ad affrontare seriamente il suo avversario.

Nel centro di Shibuya, Ayase e Yua sterminano definitivamente le ultime resistenze mandate dalla N.O.Z.O.M.I e si ricongiungono con le altre ragazze Gigalomaniax, pronte ad andare tutte in soccorso del loro eroe, Takumi. Ayase però spiega che uno solo di loro può sconfiggere il nemico "Gladior" e quel qualcuno è proprio Taku: impossibilitate dalla profezia a dargli una mano concretamente, le ragazze evocano lo spirito del fiume di Shibuya che risale dal sottosuolo e si addentra nell'edificio dove sta avendo luogo lo scontro fra bene e male: con Taku pronto a sferrare l'attacco decisivo e Genichi ormai alle corde, l'aiuto definitivo dello spirito trasformato in drago che si avvolge attorno a Taku ed alla sua spada fa si che la lama della stessa trafigga in un colpo solo sia Genichi (che muore immediatamente) che il "Noah II", il quale esplode in mille pezzi. Rimi è salva e la macchina delle allucinazioni è distrutta: la missione di Takumi è terminata.

Inutile dire che la parte migliore della puntata è il duello psicologico con Genichi durante il quale Taku "ne prende" tante e sembra subire una sconfitta dopo l'altra, causandone la discesa libera negli abissi della pazzia. L'ancora di salvataggio gliela gettano le sue donne, grazie alle quali riesce a mantenere un labile contatto con la vera realtà che gli permette di risalire la corrente, riprendere coscienza di sé e sconfiggere il Gladior facendo avverare la profezia. In considerazione del ruolo di "debole" che ha sempre avuto la connotazione del suo personaggio fin dalla prima puntata, vedere un Takumi così "figo" e sicuro di sé nel suo ardente desiderio di salvare Rimi (ma anche nella sicurezza con cui si dichiara apertamente alla ragazza) lascia un po' spiazzati, benché facciano salire le sue "quotazioni" in vista del giudizio finale sulla serie: è un ascesa un po' forzata che però lo riabilita in larga parte. Mi ha invece sorpreso in negativo Genichi, che di fatto è il classico signorotto cattivo senza né capo né coda sconfitta più dalla massa del proprio ego che non dalle effettive credenziali del nemico/protagonista: rispetto a come si era presentato al gruppo fa proprio una figura barbina... ^^'. Bello anche il "teamwork" delle ragazze, utile ma che non toglie spazio al gran finale di Rimi e Taku finalmente salvi e liberi di amarsi senza la presenza ingombrante del vero Takumi, che da la sua benedizione ai ragazzi e li esorta a vivere al meglio la vita che li aspetta: un happy ending forse un po' troppo mieloso visto il tono generale della serie portato avanti per una decina di episodi ma che alla fine non lascia nessuna parte della trama irrisolta e che risponde alle (a dir la verità poche) domande insolute della trama. Rimane la sensazione di agrodolce tipica di una premessa altisonante il cui epilogo non è all'altezza delle premesse.

Buon 2009 a tutti!

A tutti coloro, pochi o tanti che siano, che amano approdare saltuariamente in questo piccolo porto informatico, fonte di scambio ed intrattenimento sul tema della sempreverde animazione giapponese contemporanea, un sincero augurio di buon 2009 da parte del vostro Mu! Possa questo essere l'anno della consacrazione definitiva di questa piccola comunità sulla Rete, nel segno di serie televisive e produzioni cinematografiche animate degne di nota. Prima di lanciarci sul nuovo però, in questa settimana di transizione troverete ancora qualche post relativo alle serie da poco terminate e che non sono riuscito a commentare in tempo: vogliate perdonare questa mia mancanza...

Sinceri auguri a tutti!

Grande Mu