venerdì 3 ottobre 2008

Kuroshitsuji - Episodio 1

L'episodio in pillole: Viene presentato il nostro protagonista, magiordomo di un giovane padroncino molto particolare...;


Highlights:
Oh cielo, mi aspettavo tutt'altro! ^^';

Giudizo: 8/10

Okay, probabilmente con questa serie sono partito con il piede sbagliato. Potrebbe non essere una scemata yaoi come pensavo all'inizio. O perlomeno, a giudicare da questo episodio non sembrerebbe. Chi ha visto "Suteki Tantei Labyrinth" non farà fatica a trovare delle evidenti somiglianze: sia Mayuki che il ragazzino accudito da Sebastian vivono in una grande villa e hanno perso i genitori, lo stesso Sebastian è la controparte di Seiran, Hatsumi è la giovane cameriera, Sanae è la controparte del giardiniere, tanto il bambino quanto il maggiordomo hanno dei poteri... Insomma: ci sono delle evidenti somiglianze ^^. Per non parlare del thé! LOL (questa è per chi ha visto "Labyrinth"). A prescindere da questo gioco dei camei, il problema dell'approccio alla serie di cui parlavo sopra è riferito ai toni della stessa. Prendiamo Sebastian: la sua caratterizzazione è chiaramente forzata verso un glamour pretestuoso e yaoi, che di fatto è una presa in giro di sé e del genere di cui è parodia: questa serie non è una serie che ha come obiettivo far ridere genericamente lo spettatore, bensì porsi in prima persona come elemento risibile: ci sono delle situazioni come l'alligatore versione animale domestico che sono troppo demenziali! C'è ancora da capire cosa vuole diventare questa serie, perché quanto visto in questo episodio cozza troppo esplicitamente col manga. Per ora la versione demenziale è fantastica, e il voto che prende se lo merita tutto.

Shikabane Hime: Aka - Episodio 1

L'episodio in pillole: La protagonista ha il suo bel da fare a gestire un gruppo di Shikabane e relativi "hunters". Azione a go go!;


Highlights:
Mai seiyuu furono più azzeccati!;

Giudizio: 8/10

GAINAX ritorna. E lo fà in grande stile! Com'era prevedibile, la serie parte già con una solidità invidiabile: fantastica colonna sonora, magnifici combattimenti, combattimenti adrenalinici, un'aura di mistero e pericolo opprimente ed un doppiaggio stratosferico. Tanti ottimi riferimenti su cui però svetta il doppiaggio: nessun tentativo di addolcire le voci femminili come si fà molto spesso, ma anzi si ostenta la naturalità della pasta vocale della Akiyami. Il resto delle voci porta avanti un ottimo lavoro, che però rimane confinato negli standard di una serie medio-alta: niente di trascendentale, si può tranquillamente soprassedere. Tornando alla puntata, mi fà piacere come per ora si eviti il triangolo amoroso fra i main characters: ci si può pensare, ma ora è troppo presto. Certo, qualche scena un pochino forzata c'è (lei che cade proprio addosso al protagonista, ad esempio) ma si può chiudere un occhio anche in questa circostanza, a pato che in futuro non si abusi di questi cliché in favore di situazioni più interessanti di interazione. Per questi primi 20 minuti abbondanti di episodio la palma di "più noioso" la vincono i 2 compagni di classe, anche se già alla fine della puntata ci sono i presupposti per uno sviluppo concreto. Una puntata senza dubbio solida e con del gran potenziale, che certamente GAINAX non butterà alle ortiche: era una delle mie più attese, non sono rimasto per nulla deluso! ^^

giovedì 2 ottobre 2008

Himitsu ~The Revelation~ (recensione)

Proprio in tema di recensioni, discutevo qualche giorno fà con qualcuno di voi, credo Izawa se la memoria non mi inganna, su quanto fosse difficile scrivere una recensione imparziale. Beh, vi dico subito che stavolta non credo di riuscirci: ho amato troppo questa serie e credo sarà difficile dare un giudizio obiettivo. Ma ci proverò ^^. Cercherò di approcciare diversamente dal solito, di modo da creare un incipit diverso dal solito e che - chissà - magari porterà ad essere più analitico del solito. Partiamo da una certezza inequivocabile: "Himitsu" è una serie piena di debolezze. Eppure è probabilmente la serie invernale che ho amato di più. Shockati, eh? Ve l'avevo detto che vi avrei sorpresi...

Diversamente dal solito, partiamo dalle debolezze di cui sopra. "Himitsu" è una serie poliziesca, ma molto affascinante poiché unica nel suo genere. La "Sezione 9" - che nulla ha a che vedere con la bella Kusanagi Motoko di "Ghost in the Shell" ^^ - è una ramificazione speciale della polizia giapponese che utilizza un metodo... come dire... "alternativo" per risolvere i casi più complessi: utilizzando l'ultimo ritrovato della scienza - un computer che può interfacciarsi con il cervello delle vittime - la sezione riesce a "riprodurre" su monitor un filmato con tutte le memorie della vittima, cercando di ottenere l'identikit dell'assassino. Affascinante, peccato che a volte gli autori si specchino troppo nella loro vena iper drammatica, diventando obiettivamente un po' pesanti. Un'azzeccatissima colonna sonora contribuisce ad enfatizzare le scene madri, ma anche in questo caso troppo spesso si crogiola nella propria bellezza, diventando stucchevole a tratti. La cosa peggiore, tuttavia, sono le pose vagamente fanservice yaoi del caposquadra. Altra nota negativa e che poteva davvero essere sfruttata a dovere è la mancanza di dibattito etico. Una serie che presenta allo spettatore un team che analizza il cervello di una vittima doveva proporre una scissione del cast fra chi era d'accordo e chi no, invece ci vengono mostrati una serie di tabù che neanche "Sayonara Zetsubo-sensei" si sogna e che tuttavia vengono lasciati lì, in sospeso, preda dell'analisi privata dello spettatore. Peccato...

Quindi? Tutti questi difetti e nonostante tutto quel voto? (lo sò che andate sempre a sbirciare in fondo...^^). Starete aspettando di sapere i molteplici aspetti positivi: prima di tutto, "Himitsu" è una eccellente serie poliziesca. Ma di quelle vecchia scuola, che sanno come mantenere lo spettatore col fiato sospeso. Ogni caso incolla al monitor, spingendoci a domandarci cosa stia per accadere. A tratti è davvero magnetica questa serie. E poi, nella sua fantascienza investigativa riesce ad essere molto concreta e realistica: poiché il supercomputer è una tecnologia molto avanzata, molto spesso per caricare pochi minuti di immagine registrate nel cervello ci vogliono ore e qui "Himitsu" sfoggia il meglio delle proprie capacità, poiché qui come mai altrove c'è una gestione sapiente ed oculata del tempo. Le rivelazioni arrivano con grande tempismo narrativo, dando però tempo ai protagonisti di investigare alla vecchia maniera, cioè interrogando e analizzando gli indizi. Non è tutto focalizzato attorno al filmato cerebrale, ma anche alla classica analisi poliziesca degna del miglior C.S.I.

Proprio come nella miglior tradizione di C.S.I, la natura episodica ma che contemporaneamente sviluppa una trama sottopelle è croce e delizia della serie. Se avete amato un caso in particolare, potate stare certi che il prossimo sarà completamente diverso: non sarà il massimo per mantenere alte le aspettative, ma se da un lato è un male perché si vuole sempre di più di ciò che si è apprezzato, sull'altra faccia della medaglia giace uno dei punti cardine di un poliziesco, ovvero l'imprevedibilità. Il non sapere mai a cosa ci metterà di fronte l'episodio successivo è una grandissima molla alla visione: Madhouse lo sà e ha sfruttato incredibilmente questa caratteristica, dando vita ad una serie che per tutti i 26 episodi non potrà far altro che tenervi con il fiato sospeso.

Benché molto realistica nel suo "futurismo latente", la serie non si fà troppi problemi a sfociare in qualche deriva horror. Alcune puntate sono per stomaci particolarmente resistenti, vi avviso. Del resto, Madhouse non è certo uno studio di animazione che bada molto alle censure ("Shigurui" anyone? ^^) e neanche "Himitsu" poteva allontanarsi da questi presupposti. Alla luce dell'imprevedibilità di cui parlavo poc'anzi, i momenti horror sbucano così all'improvviso da non lasciare tempo allo spettatore di riprendersi. Scariche di adrenalina incontrollata in arrivo!

E poi, file a parte nell'archivio della serie, il cast di personaggi. Veramente un caso a parte, se mi concedente la metafora poliziesca. Per più di metà serie mi sono chiesto dove diavolo volessero portare la "Sezione 9". Proprio quando pensai che fino all'ultimo arco narrativo non ci sarebbe stato spiegato nulla, ecco l'illuminazione sulla via di Damasco. A seguito dell'episodicità intrinseca nel genere la serie concentra l'attenzione in particolare su chi è coinvolto direttamente nelle varie indagini. All'inizio non me ne sono accorto, poiché pensavo che i vari amici/familiari/conoscenti delle vittime sarebbero stati di volta in volta in protagonisti, coadiuvati da Aoki & Co. ad interagire con la "Sezione 9". Quando però mi sono reso conto che non era questo il piano di Madhouse, sono andato alla ricerca di qualche nozione più dettagliata del manga omonimo da cui la serie è tratta. E lì la rivelazione: poiché fin da subito il regista ha dato un taglio molto netto con la serie cartacea di base, tutto lo staff tecnico ha orchestrato un'armonico giro di valzer che fosse completo, armonioso e coerente con i ballerini sul palco di modo da farli risaltare al massimo nei 26 episodi concessi all'anime. Una scelta azzardata? Sicuramente. Vince il banco o il giocatore Madhouse? Sicuramente Madhouse, capace di confezionare 26 puntate memorabili e avvincenti completate da un quintetto di episodi finali che non poteva essere migliore di com'è. Riagganciandomi alla metafora musicale di prima, la sinfonia finale cala il sipario proprio con i ballerini in posa. E il pubblico inizia la standing ovation.

Due parole sulla grafica e sulle animazioni, naturalmente ad altissimi livelli. In particolare il charades che non stona mai, anche se una revisione del caposezione sarebbe stata auspicabile, non per l'acume nelle indagini ma per certi atteggiamenti/pose vagamente allusive. In ogni caso il comparto grafico Madhouse è come sempre invidiabile e ai livelli di "Shigurui" a mio avviso. La decisione che condivido di più è stata quella di non puntare su un bishounen marcato nei protagonisti, che così realizzati guadagnano tantissimo in credibilità.

Nota dolente in chiusura, non esistono i sottotitoli per la serie. O perlomeno, non oltre l'episodio 7. Un grandissimo peccato poiché la serie è senza dubbio una delle migliori della scorsa stagione invernale, che pochi hanno seguito dall'inizio ma che si è piano piano imposta all'attenzione generale. Passa da momenti violentemente intensi ad altri di toccante vita familiare con una naturalezza che ha del disarmante ma che è in linea con il tema del "prendere in giro lo spettatore" di cui ho già accennato in "Nijuu-Mensou no Musume" ma che tornerà in altre recensioni. C'è poco da consigliare se non escono i sottotitoli, e per quanto possa parlarne bene mi rendo conto che non è facile seguire una serie andando "a naso" nei dialoghi. Almeno un tentativo però si può fare.

VOTO: 93/100

NARRAZIONE: 10/10

PERSONAGGI: 9/10

PRODUZIONE: 10/10

AMBIENTAZIONE: 9/10

MOMENTO MIGLIORE: non sò se è il migliore, ma è quello che mi è piaciuto di più: quando Aoki brucia i diari del padre;

MOMENTO PEGGIORE: il gore in certe puntate, un po' fuori luogo;

Bounen no Xamdou - Episodio 12

L'episodio in pillole: Puntata di intermezzo dopo il giro di boa della presentazione complessiva dei personaggi. Due grandi momenti emotivi e tante piccole perle sparse per questo bell'episodio introduttivo della 2^ parte;

Highlights: Furuichi e il suo "nuovo ruolo" nella storia;

Giudizio: 8,5/10

Potevo scriverlo già ieri notte questo post, ma la puntata era uscita a risoluzione pessima e ho preferito aspettare la versione HD per postare degli ottimi screenshot ^^ A cosa assistiamo in questa puntata? Sostanzialmente a 2 grandi sviluppi, circondati da informazioni più o meno importanti gettate come esche dagli autori per farci arrovellare il cervello e cercare di prevedere dove si andrà a parare. Sottolineo in particolare 2 di questi momenti: in primis la rivelazione di Raigyo sulla presunta love story di Benikawa con il custode della Diamond Tower, ovvero la torre degli Xam'd comparsa misteriosamente negli scorsi episodi e sulle cui origini e funzioni non si conosce ancora pressocché nulla; secondariamente, Nakiami viene "assorbita" (benché in originale dica "violata"...) da una sostanza nera fuoriuscita dai cadaveri degli Xam'd uccisi durante l'assalto alla Zanbani e ora diventati pietre rosse. La giovane parla di "non riuscire più a capire lo Spirito Nero", che ora ha paura di lei e ne teme le azioni. Da cui nasce la scissione del cast, che stavolta credo andrà fino in fondo alla serie: Nakiami decide che è ora di tornare a Tessik dopo anni di lontananza e Akiyuki decide di seguirla, assecondando il desiderio di Tenshin-sama di cercare di capire a cosa stia anelando lo Xam'd dentro al giovane ragazzo. Se a Tsumebara si poteva intuire che la separazione dall'equipaggio sarebbe stata solo temporanea, il lungo addio di tutti i membri della Zanbani ai due ragazzi fa capire come ora i reciproci destini prenderanno sentieri diversi ma equamente tortuosi. Gli autori sembrano avere le idee ben chiare su dove voler andare a parare: evidentemente hanno deciso di tenersi gli assi nella manica per il finale. Speriamo non stiano bluffando...

L'addio che i ragazzi dell'equipaggio della Zanbani riservano ai due è particolarmente commovente, ma il vero punto cardine è rappresentato dalla riapacificazione fra Nakiami e Benikawa, sottolineata da un bellissimo dialogo dalle sfumature madre-figlia sulla spiaggia, al chiaro di luna. "Senza di te non avrei neanche il mio nome, Ishu" è la frase di Nakiami che mi ha fatto pensare che forse per lei la giovane capitano della nave postale è più di una donna che l'ha salvata da piccola. Anche l'abbraccio della donna a Nakiami lascia trasparire evidenti sentimenti d'affetto che trascendono il semplice affetto ("Prima hai chiesto scusa per essere stata un peso in questi anni: voglio che tu sappia che non ti ho mai vista sotto questa luce..."). Il vostro Mu ha versato qualche lacrimuccia, sappiatelo ^^. Oltre ad essere un momento chiave nell'episodio e anche in chiave futura, l'addio di Nakiami riporta in auge la figura di Benikawa che rischiava di passare in secondo piano dopo la sconfitta della Zanbani. Assieme alla storia della Diamond Tower, la donna continuerà certamente ad essere fra i protagonisti. E la cosa non può che farmi piacere!

Parlavo di due sviluppi fondamentali all'inizio. Uno è quello Nakiami/Benkawa, il secondo riguarda Furuichi. O meglio... lo Xam'd che si è risvegliato dentro di lui! Eh si perché pare che durante l'attacco a Sentan anche lui sia stato "colpito" dall'Hiruko e che le lunghe sessioni di allenamento con le armature da combattimento l'abbiano risvegliato dal suo sonno. Epica la scena con l'immensa Haru, che prima lo schiaffeggia e poi lo riabbraccia invitandolo a combattere ed affrontare il suo destino. Destino che, fortunatamente non dovrebbe più stare sulla strada di Akiyuki: quello che si poteva facilmente ipotizzare come un duello fra alci per la bella del branco (Haru) rischia seriamente di diventare una grande prova di carattere del neo-promosso Tenente Furuichi, prova che rischia di stravolgere la sua concezione del mondo e degli Xam'd.

Si prospetta una seconda parte di stagione epica. E non vedo l'ora che sia settimana prossima!

martedì 30 settembre 2008

Natsume Yuujinchou (recensione)

"Natsume Yuujinchou è la summa delle serie estive per ritmo narrativo, ambientazione e creazione/evoluzione del cast. Ultima nata in casa Brains Base, la serie segue le vicende di un giovane ragazzo di nome Natsume, nel suo vivere quotidiano a contatto con il mondo degli Ayakashi. Con tutte le conseguenze del caso ^^. Ovviamente non è la prima e non sarà certo l'ultima serie a trattare l'argomento, ma il modo in cui lo fà è unico e geniale. Sicuramente misterioso.

Pur essendo altresì vero, per contro, che il modo in cui è affrontato il "mistero" in "Natsu no Sora" è impareggiabile, "Natsume Yuujinchou" brilla di luce propria nel mondo che ha creato, dove l'atmosfera bucolica e quasi onirica che sono alla base delle avventure del giovane Natsume combaciano perfettamente con il periodo estivo in cui la serie è stata trasmessa. Questa è una serie da amare e godere in pace con sé stessi, amando i personaggi che ci vengono via via presentati e le loro avventure, capaci di toccare le corde più profonde dell'animo degli spettatori. Nel suo viaggio dal primo al tredicesimo episodio, la serie tenta con successo di costruire un ambientazione in cui Youkai ed esseri umani siano in contrapposizione, puntando i riflettori della narrazione sulla bontà d'animo. Il risultato è di sicuro impatto: gli Youkai sono esseri fondamentalmente soli, non aituati a manifestazione d'affetto né da parte dei loro simili né da parte degli umani, poiché la maggior parte non può interagire con loro. Proprio in quest'ottica, ecco che i creatori della serie ci mostrano come un piccolissimo gesto di benevolenza, che agli occhi di un umano passerebbe addirittura inosservato assume una valenza simbolica e affettiva enorme per questi spiriti.

In aggiunta a quest'aspetto c'è la perfetta caratterizzazione del cast. Menzione speciale per Nyanko-sensei: un personaggio fantastico, ingegnosamente utilizzato col contagocce dagli autori per i momenti "seri" ma che anche in versione "spalla comica" di Natsume non è mai banale e riesce sia a far sorridere che a far riflettere. Anche il resto del cast è all'altezza del compito: poliedrici e mai banali, sia Natsume che la maggior parte degli Youkai hanno qualcosa da dire e lo fanno nel modo migliore, specialmente l'evoluzione di Natsume colpisce per come avviene armoniosamente ma ad un livello molto profondo. Tutti però sono avvolti da un'aura di naturalezza e tranquillità che li rende veramente umani.

Il risultato di queste componenti è una serie episodica che però porta avanti una catena di episodi toccanti, alcuni più di altri. A momenti inarrivabili di commozione se ne alternano altri di inarrivabile comicità e su questo dualismo la serie nasce, cresce e ci consegna la speranza di avere un proseguimento all'altezza. Un po' come i falò degli o-matsuri delle feste di paese, alla cui mitologia e folklorismo questa serie deve le proprie radici.

VOTO: 90/100

NARRAZIONE: 9/10

PERSONAGGI: 9/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 9/10

MOMENTO MIGLIORE: il cielo invaso dalle lucciole, episodio 8 nel finale;

MOMENTO PEGGIORE: direi l'episodio 11, non perché sia brutto ma perché si allontana dai cliché della serie;

Natsume Yuujinchou - Episodio 13

L'episodio in pillole: Sul finire dell'estate arriva il giorno del o-matsuri del tempietto locale. Tempo di raduno per gli abitanti ma anche per gli Ayakashi... e Ponta viene rapito!;

Highlights: Finalmente Kaname e Natsume entrano in sintonia!;

Giudizio: 8,5/10

Che splendida, splendida puntata conclusiva di questa prima stagione! Splendida ma allo stesso tempo malinconica, per gli amici ritrovati ma a cui dobbiamo già dire arrivederci a quest'inverno... Ad ogni modo, perché è così calzante questo finale di stagione? Perché le avventure delle precedenti puntate, pur essendo completamente slegate fra di loro ci hanno presentato dei personaggi memorabili a cui chiunque abbia seguito la serie deve molto. Invece di presentare nuovi personaggi e proseguire sulle linee guida degli scorsi episodi, ecco ricomparire tutti gli Ayakashi più importanti della serie in una storia toccante ed agrodolce, in perfetta armonia con lo spirito estivo di questa serie. Mi viene in mente lo splendido finale di "XXX Holic: Kei" e la cena all'aperto di Yuuko, Watanuki, Doumeki, Himawari e tutti gli spiriti che li hanno aiutati. Tornando alla puntata, oltre a quanto detto l'episodio contribuisce ad un'ulteriore crescita del cast, a dispetto della già massiccia caratterizzazione ricevuta: a mio modesto parere riconciliare lo spettatore con tutto il cast allargato - che non fosse solo la coppia Natsume/Nyanko - è geniale e dà la giusta conclusione a questa prima parte della serie, introducendo anche qualche indizio per le avventure autunnali, che da quel poco che si intuisce saranno totalmente diverse da quanto visto finora.

Il più grosso sviluppo è dato dal fatto che Kaname e Natsume finalmente interagiscono a dovere e il primo capisce (non senza l'intervento più o meno voluto di Nyanko-sensei ^^) che l'altro vede gli spiriti e riesce ad interagirci. Non stò neanche a sottolineare come, in previsione futura, il cast probabilmente si allargherà a 3... A dispetto del modo un po' comico in cui i 2 finalmente relazionano, è proprio il fatto che finalmente interagiscono a dare spinta alla serie poiché finora erano 2 compagni di classe semi-sconosciuti che occasionalmente si trovavano ad incrociare le rispettive strade. Ora possiamo aspettarci grandi cose ^^ Al di là di questo incontro, anche gli altri hanno il loro perché e rendono piacevolissima la visione della puntata: ritornano la mia adorata volpetta (quant'è dolce ^^) desiderosa di sapere se il suo amico Natsume ha fatto amicizia con qualcuno, rivediamo l'enigmatico Natori alle prese con qualcosa che sicuramente sarà spiegato nella seconda stagione e infine anche Hinoe ritorna per una fugace ma intensa apparizione/cameo di commiato.

Non mi dilungo oltre sulla trama poiché a parte l'amicizia Kaname/Natsume e l'episodio di Natori, non c'è molto da dire. E' un episodio di conclusione allegro e festoso, velatamente malinconico in previsione del termine della stagione estiva, anch'essa a modo suo "personaggio" di questa serie. Tutto funziona bene e il risultato è decisamente positivo. Unica nota sorprendente, mi pare che siano cambiati gli animatori! Veramente, i fondali sono molto più colorati del solito, soprattutto nella prima parte della puntata. Sembrano quasi fauve... Non è certo un male, ma continuo a chiedermi perché proprio alla fine: temo che rimarrò con questo dubbio ^^

lunedì 29 settembre 2008

Nijuu-Mensou no Musume (recensione)

Ora che molte serie della stagione primavera-estate sono al termine mi rendo conto che molte di queste - per quanto totalmente diverse a livello di trama e lato tecnico - condividono un main theme di fondo: "ingannare" lo spettatore. Studio BONES ci presenta una serie in cui una ragazzina 12enne, Chiko, viene adottata per vie traverse da un affascinante ed enigmatico ladro noto al mondo come Nijuu-Mensou ("Venti Facce"), immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Complici le prime puntate in cui si respira la magica atmosfera di serie come Lupin, lo spettatore è convinto di essere alle prese con uno spy-drama in salsa rosa in cui la giovane e il suo mentore svaligeranno i manieri più protetti del mondo. Beh, niente di più lontano dalla verità ^^'

Non voglio accennare minimamente alla trama perché dovrei spoilerare troppo, e non mi và: sappiate che ad un certo punto la storia cambia completamente ed inaspettatamente di 360°. Salvo poi riservarsi il diritto di proporre altre drastiche metamorfosi della sua identità. Un tributo degli autori alle capacità mimetiche del loro stesso personaggio? Difficile dirlo, certo è che i personaggi sono il punto di forza della serie: la loro imprevedibilità e la loro camaleontica evoluzione tiene vivo l'interesse dello spettatore, alla continua ricerca di una possibile collocazione all'interno della serie. E' impossibile capire dove la serie andrà a parare, e dato che il mistero è l'ingrediente principale di questa ricetta anime, direi che gli autori hanno lavorato bene.

Chiko è perfetta come personaggio principale: intelligente, educata e composta ma allo stesso tempo reattiva e intraprendente. All'inizio sembra la classica ragazza con del potenziale ma troppo ancorata al suo faro-guida senza il quale perde la quasi totalità del suo fascino, ma fortunatamente non prenderà questa piega. Si dimostrerà anzi solida e poliedrica, capace di pensare ed interagire con il mondo che la circonda seguendo i consigli di Nijuu-Mensou. Anche il misterioso ladro è ben caratterizzato, nonostante le fugaci e provvidenziali apparizioni: bisogna arrivare in fondo alla serie per inquadrarlo perfettamente, ma i ragazzi di Studio BONES sanno il fatto loro e non si nascondono dietro all'ambiguità della sua figura per non rivelarne le motivazioni che lo spingono ad agire. Un ottima coppia di personaggi principali, supportata da spalle non sempre all'altezza. Personaggi come Ken e Haruka potevano e dovevano essere sfruttati meglio, invece rimangono un po' sfocati e faticano a trovare la loro collocazione nel puzzle.

Sfortunatamente, tutto quanto di buono costruito per 2/3 della storia cola a picco nell'ultimo arco narrativo. Fino alla puntata 18-19 procede tutto benissimo, con momenti di riflessioni intervallati da intelligenti ed esplicative puntate d'azione. Per la chiusura viene scelto di presentare un personaggio nuovo, solo marginalmente legato a quanto visto finora e forzatamente inserito nel passato di Nijuu-Mensou. Mancando pochi episodi al termine, la bilancia pende drammaticamente verso l'azione piuttosto che sulla presentazione del "big boss", che di conseguenza risulta anonimo, piatto e forzatamente motivato ad agire come lo vediamo. In poche parole, cattivo per il gusto di esserlo. Se al mancato supporto di caratterizzazione aggiunte anche dei deus ex machina qui e là, capirete facilmente che le ultime 7-8 puntate sono un po' troppo forzate per essere coerenti con quanto visto fino a quel punto. Se la penultima puntata è il punto più basso, l'ultima puntata riabilita un po' la situazione ma il danno è già stato fatto. Un vero peccato perché bastava seguire un filo leggermente più logico per dare più senso al tutto.

Per questi motivi, la serie manca le valutazioni più alte possibili. Quello che poteva essere un capolavoro da vedere assolutamente diventa una serie molto buona rovinata da un finale che è troppo forzato per essere credibile. La maledizione dei finali ha colpito ancora.

VOTO: 80/100

NARRAZIONE: 7,5/10

PERSONAGGI: 8/10

PRODUZIONE: 8,5/10

AMBIENTAZIONE: 8/10

MOMENTO MIGLIORE: la scena sul treno in fiamme;

MOMENTO PEGGIORE: la penultima puntata;

domenica 28 settembre 2008

Mahou Tsukai ni Taisetsu na Koto ~ Natsu no Sora ~ (recensione)

All'inizio ammetto che non ero molto interessato alla visione di questa serie. Un po' perché era il seguito di "Mahou Tsukai ni Taisetsu na Koto" - una serie di cui dicevano "è una figata pazzesca" e altri "è di una noia mortale", un po' perché le prime immagini e il trailer mi lasciarono davvero a bocca aperta per lo stupore. Anche se il genere non è che sia esattamente il mio preferito (per chi non avesse letto il mio post di presentazione, diciamo che ho una velata avversione per le majokko ^^). Ma davanti a contanto sfoggio di vitale originalità ho messo a tacere l'orgoglio decidendo di dare una possibilità alle aventure di Suzuki Sora.

E' fantastico quando uno studio di animazione decide di colpire il possibile spettatore con idee semplici ma originali. "Facciamo a modo nostro!" è il gioioso urlo contenuto in ogni singolo fotogramma di questo toccante slice-of-life drama estivo, che ci mostra le avventure scolastiche di una giovane ragazza nativa di Biei, Hokkaido trasferitasi a Tokyo... in una scuola per giovani maghi ^^' "Natsu no Sora" (concedetemi l'abbreviazione) si dimostra immediatamente un prodotto fuori dagli schemi. Il charades molto semplicistico e a tratti addirittura abbozzato, cozza vertiginosamente con il fotorealismo dei fondali, che non sono nient'altro che foto reali della capitale giapponese passate con un filtro per renderle leggermente più anime. Detto così sembra veramente un pugno in un occhio, ma il risultato finale prima spiazza, poi cattura. D'accordo, serve per risparmiare sul già limitato budget della serie, ma è il risultato che conta, giusto? E allora, in nome della bontà del prodotto finale, "Natsu no Sora" è un incantesimo perfettamente riuscito!

Speciale solo dal punto di vista grafico? Beh, no. La narrazione, o meglio il suo evolversi nel modo di essere e di presentarsi a noi tramite i raporti interpersonali fra i giovani maghi compagnio di classe è molto particolare. Pensate a "Beck: mongolian chop squad", ma andate ancora oltre. C'è un substrato misterioso dietro, ma che non ha nulla a che vedere con segreti inconfessabili, mistiche maledizioni e argomenti del genere più legati alle (dis)avventure "Hary Potter" che non a quelle di questo genere di drama, di cui per altro è meglio specificare che và interpretato nella maniera più possibilmente "British". Questa serie prosegue nel suo viaggio in maniera tranquilla e serena, molto "estiva" se mi concedete l'aggettivo. Non ci sono climax forzati: in un paio di occasioni c'è il rischio di non accorgersi di essere nel bel mezzo di un momento cruciale, talmente è rilassante! ^^ Proprio a seguito di ciò i personaggi sono bellissimi e facili da amare: l'identificazione con loro da parte dello spettatore è immediata e naturale e ognuno offre un possibile specchio di noi stessi.

Nonostante qualche incertezza nei primissimi episodi, la serie cresce e termina alla grande: tipico esempio di "più si và avanti, meglio è" da cui molte serie contemporanee dovrebbero prendere esempio, soprattutto visto il rapporto con i finali. E' proprio negli ultimissimi episodi che "Natsu no Sora" chiude bene ciclo narrativo e definizione/inquadramento dei personaggi. Molto ben scritti e pensati, complimenti agli autori. Consigliato a chi è alla ricerca di qualcosa di rilassante ma non troppo fantastico (alla "Natsume Yuujinchou", per intenderci); ma anche a chi vuole un cast semplice ma credibile, con cui identificarsi e vedersi riflessi. Dedicato a chi è stufo della recente tendenza a proporre anime un po' troppo iperdrammatici.

A volte non fà male ^^

VOTO: 85/100

NARRAZIONE: 9/10

PERSONAGGI: 9/10

PRODUZIONE: 8/10

AMBIENTAZIONE 7,5/10

MOMENTO MIGLIORE: Sora in aeroporto la prima volta: esilarante ^^;

MOMENTO PEGGIORE: non è proprio un momento peggiore, ma avrei voluto vedere meglio la vita al paesino natìo di Sora. Se ne sono un po' dimenticati ^^';

venerdì 26 settembre 2008

Bounen no Xamdou - Episodio 11

L'episodio in pillole: La Zanbani subisce l'attacco delle navi del Governo del Nord. Akiyuki e Raigyo fanno il lavoro sporco, Nakiami tenta di salvare il salvabile, Benikawa... beh, dimostra di preferire l'azione al pensiero ^^' Però, che donna!!!

Highlights: Il dramma di Nakiami e il pragmatismo di Benikawa;

Giudizio: 9,5/10

Signori, giù il cappello e 15 minuti di standing ovation. Non lo dico tanto per dire: questo 11° episodio è perfetto. Raccoglie tutto quanto di buono finora creato dagli sceneggiatori e lo adatta ai 24 minuti di puntata. Il risultato? Un grandissimo potenziale per la futura evoluzione della trama, che potrebbe andare molto lontano da dove si pensava che i binari l'avrebbero condotta. Si parte da dove eravamo rimasti, ovvero con Raigyo che invita Akiyuki a combattere ed il giovane che lascia libero l'Hiruko, pronto per affrontare le Humanform sganciate dalle navi-cargo. I 2 Xam'd sembrano poter gestire la situazione (con il grandissimo aiuto di Ahm e Nakiami, ma procediamo con ordine) quand'ecco che sorge un problema inaspettato...

Sorvolando un attimo sulla trama, la nota più sorprendente della puntata è il realismo che ha raggiunto il cast, e soprattutto come tutti siano in relazione fra di loro ad un livello così speciale e profondo. Dopo 3 visioni della puntata ancora non ho capito se gli autori volessero puntare i riflettori sulla maturazione dei personaggi o sulle problematiche di non avere più una nave funzionante: nel dubbio, mi godo questo boost narrativo che porta tutti oltre i loro limiti, specie il rapporto di amore-odio fra Benikawa e Nakiami. Prima sul punto di spararle e successivamente amorevole nel consolare la giovane dalla crudeltà della guerra. Toccante e suggestivo.

Oltre a quanto detto finora, un altro punto a favore dell'ottimo voto dato alla puntata è la rivelazione per bocca della stessa Benikawa: la Zanbani non è solo una nave postale con un equipaggio strampalato, bensì una nave da guerra con un equipaggio qualificato. per queste missioni. E il cannone che usa Ahm dimostra che niente è come sembra... ^^ Narrativamente non fà una grinza: cosa se ne farebbe una semplice nave postale di avere a bordo un celebrante dell'Hiruko, dei navigatori esperti di balistica ed armamenti pesanti nonché una guaritrice? Fa molto "Eureka 7", dove i personaggi ostentano di essere dei semplici piloti di mech quando in realtà sono un gruppo di ribelli. Visto che sia "Eureka 7" che "Bounen no Xamdou" sono serie dello Studio BONES, il paragone è tanto semplice quanto calzante, a mio avviso. Rimanendo attorno alla questione del "chi sono veramente i membri della Zanbani?", sono ancora più curioso di capire chi è Benikawa, per chi lavora e perché ha scelto questo equipaggio. Con il proseguimento della storia, e riallacciandomi al discorso della profondità dei rapporti umani fra i personaggi di cui parlavo all'inizio, sembra che la nostra "capitana" sia emotivamente coinvolta con tutti a bordo, qualunque missione si intraprenda: azzeccatissima la discussione con Yunbo a proposito della "sparizione" di Hinokimaru ("siamo su una nave in volo, non può mica saltare giù all'improvviso..."), così come è perfettamente in linea con il suo personaggio il fatto che il fucile dopo 2 colpi si inceppi. Non sembra il tipo che passa l'olio per armi tutti i giorni... ^^

Prima accennavo ad un evento inaspettato che sorprende Benikawa e l'equipaggio. Ero indeciso se dire la mia o lasciarvi gustare il momento, ma dato che volevo scrivere qualcosa sul momento drammatico che vivono Nakiami e Benikawa, mi trovo mio malgrado costretto ad accennarvi qualcosa. Per farla breve e non spoilerare troppo, una nave-cargo sale di quota fino a non essere rilevabile né ad occhio nudo né via radar. Costretti a prendere quota a causa della battaglia in corso, dalla nave rilevano qualcosa ma ormai è tardi: una Humanform viene fatta cadere sul ponte della Zanbani e da qui molte piccole creature tentano l'invasione. Ahm e Benikawa imbracciano le armi in difesa della Zanbani, cercando in ogni modo di uccidere le creature. Nakiami è in volo per aiutare Akiyuki e Raigyo: quando arriva a bordo il massacro è già terminato. Sconvolta, la ragazza piange le creature gridando quanto sia stupido rispondere con il fuoco a colore che, in fondo, "non sono niente di diverso da noi!" Frase, questa, che non fà altro che gettare una miccia addosso alla polveriera Benikawa: fuori di sé dalla rabbia, la donna insulta la ragazza e svuota un altro caricatore sui cadaveri. Ma perché Nakiami prende la vicenda così sul personale?

Non mi dilungo per ogni singola scena, altrimenti questo post viene più lungo di una recensione. Chiudo però con una riflessione che credo sia interessante: in questo episodio tutti hanno spazio. Kiselji, Hinokimaru, Yunbo, Ahm e Akushiba hanno il loro momento topico, cosa rara in un singolo episodio. E' altresì fantastico come ogni personaggio sia unico nella sua presenza sul palco. Solidi e fascinosi, ecco come si presentano allo spettatore. Se considerate che siamo a meno di metà serie, "Bounen no Xamdou" ha le carte in regola per diventare la miglior serie da questa primavera.

giovedì 25 settembre 2008

Ghost Hound (recensione)


Se siete alla ricerca di una serie regolare con trama lineare, definita e di facile interpretazione... beh, penso di potervi caldamente consigliare di stare a debita di distanza da "Ghost Hound" ^^'. Questa è una serie che punta tutto su alienazione, (para)psicologia e turbe psichiche, intrecciate in un complesso snodo narrativo che ha come sfondo una verosimile realtà rurale del Kyushuu dei giorni nostri. Leggende al profumo di mitologia e folklorismo, perno della millenaria storia culturale giapponese sono perfettamente amalgamate alle più insondate e misteriose teorie di psicologia di esponenti contemporanei della materia. Puntata eccessiva? No signori perché "les jeux sont faits", "rien ne va plus" e il cast di "Ghost Hound" indovina numero e colore alla roulette, imponendosi assieme a "Shion no Ou" come migliore serie TV della stagione autunno-inverno 2007. Perlomeno agli occhi del sottoscritto ^^.

All'inizio della trasmissione, ammetto che l'idea di far poggiare tutta il peso di una trama così prepotente su un gruppo di quattordici/quindicenni mi aveva un po' preoccupato ma fortunatamente la loro resa è impeccabile, ognuno geniale a suo modo. Tutti i personaggi hanno avuto un trauma da cui solo in apparenza sono usciti indenni, e la serie è qui proprio a dimostrare come la psiche umana sia labile benché si cerchi di autoconvincersi del contrario: ci viene mostrato come tutto sia curabile, ma allo stesso tempo come sia sufficiente una piccola "spinta" fuori dalla retta via possa portare ad un inevitabile disastro. Determinante in questo senso è la grandissima competenza dimostrata dallo staff di Production I.G, che ad ogni puntata centellina la risoluzione dei misteri dietro le quinte del palcoscenico. Senza dare un ampolloso sfoggio di nozionismo di psicologia, che visti i ritmi molto lenti della serie, avrebbe contribuito a rendere l'atmosfera ancora più greve.

Passando ad un'analisi un po' più "da blog" voglio far notare che la serie annovera nel suo cast di produzione anche Nakamura Ryutaro, direttore di "Serial Experiments Lain". Direi che la sua mano è massicciamente presente anche qui ^^ Per scelte di trama, di regia, di caratterizzazione e, assolutamente non da ultimo, per l'importanza data agli effetti sonori. Non esiste altra serie di questo genere che punti i riflettori con così tanta convinzione su quest'aspetto che molti reputano secondario ma che in un horror è determinante. E infatti il risultato finale è angoscia e tensione costante. Geniale la distorsione fra le 2 parti della puntata.

Come in ogni recensione, arriva il momento dei "contro". Ma... ci sono davvero? La risposta non è così scontata, e chi ha già sbirciato il voto a fondo pagina sà già la risposta. Più che un errore, è una caratteristica della serie che è determinante alla luce di una resa finale così avvincente, ma che alla stragrande maggioranza del pubblico potrebbe far storcere il naso. Stò parlando della lentezza della trama. L'ho già scritto prima, questa serie è un horror psicologico, chirurgicamente pensato per disturbare chi si accinge alla visione. Se si riesce ad apprezzare questa caratteristica beh, si apriranno i cancelli del più oscuro viaggio nella psiche umana della storia dell'animazione. Aspettatevi però anche colpi di scena e momenti adrenalinici, solo che dovrete pazientare un po'. L'inizio è una soldia fase di presentazione e solidificazione del cast, passata la quale Tarou & Co. danno il meglio della loro caratterizzazione. Non date per scontata l'equazione "serie lenta" = "non succede nulla" perché andreste totalmente fuori strada. E' una serie che si apprezza con la maturazione che avviene di puntata in puntata. Un po' come il saké, infondo ^^ (questa la capirà solo chi ha visto la serie^^)

VOTO: 95/100

NARRAZIONE: 9,5/10

PERSONAGGI: 10/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE 9,5/10

MOMENTO MIGLIORE: il delirio dello psichiatra, alle prese col suo passato;

MOMENTO PEGGIORE: il finale, leggermente tirato via;

martedì 23 settembre 2008

Natsume Yuujinchou - Episodio 12

L'episodio in pillole: Natsume riceve una maledizione sul suo braccio: gli rimangono 5 giorni da vivere;

Highlights: Nyanko-sensei in modalità fisarmonica ^^; c'entra poco con l'episodio ma... quest'inverno ci sarà una 2^ stagione! Evviva! ^^;

Giudizio: 8/10

Ah, come sono felice! Ho troppe cose da dire e non sò da dove iniziare... Punto primo: "Natsume Yuujinchou" avrà una 2^ stagione, cosa incredibile per Brains Base però è la verità. E questa è una gran bella notizia, poiché c'era decisamente troppa carne al fuoco per chiudere tutto in sole 2 puntate. Il mondo degli Ayakashi ha ancora tanto da insegnare a Natsume e Nyanko stà iniziando ad amare gli umani per il calore che portano sempre nel cuore quindi sarebbe stato davvero un peccato lasciare noi spettatori nel limbo di un finale aperto. La prossima stagione invernale sarà quindi, almeno per me, all'insegna di queste attesissime ultime 13 puntate! Manca solo l'annuncio della 2^ stagione di "Amatsuki" e poi non potrei proprio chiedere più nulla ^^

Punto secondo: i commenti all'11° episodio sono tutti da rivedere. Non li riscriverò perché poi dovrei modificare anche questo post, quindi ignorateli e vivete sereni. In un'ottica di serie breve un episodio come quello di settimana scorsa non aveva ragione di essere proposto, ma alla luce dell'allargamento a 26 episodi direi che è stata la cosa migliore che poteva essere fatta, poiché aggiungere profondità al rapporto fra i personaggi e rinsaldarne i sentimenti è sempre positivo. Soprattutto a metà serie, quando lo slancio emotivo dell'inizio comincia a scemare e la trama evolve sulle fondamenta ormai cementate.

Questo episodio presenta 2 personaggi già visti ma che probabilmente ritorneranno - e con un certo peso narrativo - nella 2^ stagione, ovvero l'Ayakashi con la grossa capra. Natsume riceve una maledizione sul braccio che gli darà solo 5 giorni di vita! Come se non bastasse, la maledizione avrà un effetto collaterale anche su Nyanko-sensei, che passerà tutta la puntata fra l'essere il gatto più obeso (non che non lo fosse già prima ^^) e il più magro del mondo. Controindicazione, questa, che non mancherà di scatenare le ire del nostro micio ^^ Ovviamente si salveranno, ma il modo in cui si verificheranno gli eventi e soprattutto il ruolo nuovamente centrale dello Yuujinchou sono gestiti troppo bene, quindi non vi spoilero nulla ^^ Tanto entro domani ci saranno i primi sub e ve lo potrete gustare...

Chiudo il post con una riflessione sullo Yuujinchou e il suo (mancato) utilizzo nelle ultime puntate. Non riesco ancora a capire se mi fà piacere vedere che la serie merita lo stesso anche senza essere totalmente "librocentrica", oppure se lamentarmi del fatto che il titolo richiama esplicitamente il "libro degli amici" ma finora si è visto ben poco delle sue potenzialità. Pur essendo molto soddisfatto della piega che stà prendendo la trama, proprio le potenzialità del libro mostrate in questo episodio mi fanno pensare che si poteva usarlo un po' di più anche nelle scorse puntate, al di là del semplice rito della restituzione del nome... Non è una nota che possa influire sulle valutazioni complessive, che rimangono fra le più alte dele serie della precedente stagione estiva però non sò, sento che si poteva fare ancora di più... Vediamo come si chiude questa prima parte e che premesse ci sono per il seguito.

domenica 21 settembre 2008

Death Note (recensione)

Complice la recente conclusione del manga Panini e l'imminente trasmissione dell'omonima serie TV nel nostro Paese, ho deciso di preparare un piccolo commento proprio di quest'ultima. Recensione che nelle mie intenzioni vuole essere allo stesso tempo sia vademecum per introdurre la serie a coloro (credo pochi) che non sanno di cosa stò parlando, che analisi a mente molto fredda di quella che senza dubbio è stata la serie del 2007.

"Death Note" in poche righe: Yagami Light è uno studente modello giapponese che per caso, una mattina, trova un quaderno nel giardino della scuola. Il quaderno è stato fatto cadere da uno shinigami, gli dèi della morte della tradizione folkloristica sino-giapponese. Chiunque scriva il nome di una persona all'interno del quaderno ne decreterà la morte senza possibilità d'appello. Consapevole dei poteri che ha acquisito, Light inizia il suo cammino per diventare il "Dio di un nuovo mondo", popolato da coloro i quali egli reputa "i giusti". Ad aiutarlo nell'impresa Ryuuk, il dio che ha perso il quaderno e Misa, la sexy-idol innamorata di Light che sarà la sua prima discepola in questa impresa. Per contro il terzetto dovrà affrontare le insidie rappresentate da "L", famoso investigatore dal quoziente intellettivo esorbitante e dalla squadra speciale della polizia (capitanata da Yagami Soichiro, padre di Light) incaricata della cattura del pericolosissimo "Kira", nickname con cui i media hanno ribattezzato Light.

Death Note ha rivisitato un genere o, se preferite, ha settato dei nuovi standard per quelli che esistono già. C'è troppa azione per un seinen, ce n'è troppo poca per uno shounen. Rimane l'inconfutabile realtà dei fatti, ovvero che siamo di fronte ad un fenomeno sociale che in Giappone ha esondato gli argini delle discussioni dell'otakuzoku di anime, diventando in poche settimane di pubblicazione un vero cult. Artefice di questa fama è la grandiosa complessità della trama, che poggia le sue fondamenta in un armonico gioco delle parti in cui niente è nettamente divisibile in luce od ombra ma tutto è frazionabile ed interpretabile. Come un raggio di luce attraverso un prisma: allo stesso modo appaiono i temi di fondo dell'opera, che vengono presentati e sviluppati sui rigidi binari di trama, ma che allo stesso tempo lasciano libero lo spettatore di decidere chi e cosa sono "bene" e "male", chi fra L e Light incarna il vero concetto di giustizia.

Proprio per questa ambiguità di fondo, il punto forte della prima parte della serie sono i colpi di scena, frutto del complesso gioco degli specchi che è il risultato della sfida fra i 2 ragazzi. Non volendo entrare nel dettaglio per non rovinare nessuna sorpresa, anticipo solo che alcuni snodi narrativi delle prime 12 puntate sono semplicemente maestosi, sia per costruzione narrativa che per resa su schermo.

E proprio sotto l'aspetto puramente tecnico, "Death Note" ha da insegnare a molti. Lo stile grafico adottato da Madhouse è unico, e ricalca perfettamente le matite di Obata-sensei. Realistico, dettagliato, vivo... una gioia per gli occhi. Menzione tutta d'onore per i momenti di "duello psicologico" - così mi piace definirli - in cui i personaggi gettano la maschera e rivelano solo a noi spettatori i loro pensieri più profondi. Momenti che sono sottolineati dalla dicotomia cromatica rosso/blu e dal fondale in scala di grigi che esalta l'evolversi della partita a scacchi virtuale fra l'alfiere del bene e il re del male. Da standing ovation. Sempre in tema meramente tecnico, nota anche per le musiche: gotiche ed atmosfera, con abbondanza di canti gregoriani e temi di religiosità medievale carica di misticismo, che riportano alla mente scene di abbazie sconsacrate e abbandonate al loro destino, diventate dimore dell'eresia ed adombrate da una suadente patina di fascino peccaminoso. Niente di più calzante.

Ma nonostante trama imprevedibile, personaggi per lo più carismatici e musiche d'atmosfera, la serie non raggiunge le più alte vette di valutazione complessiva. Il motivo principale di questa frenata sono le seconde dodici puntate, meglio note come "l'arco narrativo Yotsuba". "Death Note" ha un inizio elettrizzante, un finale che è costruito con grande classe (a prescindere dal fatto che o lo si ama o lo si odia) e con un climax nel penultimo episodio che probabilmente nessuna serie ha; tuttavia cade a picco con queste puntate centrali. Troppo macchinose nell'evoluzione e decisamente troppo irrealistica la possibilità che Light prevedesse con esattezza svizzera l'avversarsi degli eventi con 2 mesi di anticipo, alla luce di tutte le persone coinvolte nel piano. Meraviglioso l'inseguimento finale con annessa riconquista del potere di Light ma troppo, troppo forzata. Peccato perché da lì partono probabilmente le puntate più intense della serie che portano a quello che per molti, me compreso, è il vero finale della serie prima delle 12 puntate finali all'insegna del politically correct.

Proprio le ultime 12 puntate sono le più indecifrabili. A prescindere dal punto in cui è la trama, vengono introdotti 2 personaggi nuovi (Mello e Near) che purtroppo non possono proprio reggere il confronto con chi li ha preceduti; vuoi per l'affezione che era nata verso il personaggio, vuoi perché anche senza puntate di approfondimento specifiche il personaggio in questione era un'icona della serie. Sono stato volutamente vago... ^^ Tuttavia costoro non sono le uniche note stonate del cast: anche fra i main characters ce ne sono un paio abbastanza bidimensionali, ovvero Misa e Matsuda. La prima ombra di Light a prescindere da tutto, innamorata e devota come un discepolo col proprio maestro. Purtroppo non buca lo schermo nonostante le puntate dedicatele, non riuscendo ad imporsi per nessun motivo particolare se non per l'abbigliamento da gothic lolita, sempre molto sexy ^^ Matsuda ha quasi lo stesso difetto, dato che vede Light come un vero dio e nonostante ad un certo punto qualcuno cominci ad avere seri sospetti su di lui, servirà la scena del confronto finale per aprirgli gli occhi (e forse neanche quella, a giudicare dalla titubanza di giudizio che mostra alla fine del manga). Un vero peccato per queste 2 mancanze...

Fanno però da contraltare la possanza scenica di tutti gli altri membri del cast, con Light che rimane la luce del faro sul promontorio del porto, che illumina con la sua personalità la trama della serie. Affascinante, sicuro di sé, distaccato e doppiogichista: la sua ascesa e il suo declino sono "Death Note". Il resto è solo decorazione, accessorio della sua scalata al trono di Dio.

Non è il miglior anime di sempre, ma sono abbastanza sicuro che Madhouse non sia partita con questo scopo. Assolutamente da vedere e, molto probabilmente, amare. All'abbondanza di bellezza contrasta qualche pecca di diversa gravità, ma niente che si possa definire catastrofico. Potrei cercare una sola parola per definire la serie, ma sarebbe riduttivo. Ce ne vogliono 2: "Death Note".

VOTO: 90/100

NARRAZIONE: 9,5/10

PERSONAGGI: 8,5/10

PRODUZIONE: 9/10

AMBIENTAZIONE: 8/10

MOMENTO MIGLIORE: puntata 25, dal minuto 18 alla fine ^^; puntata 36, gli ultimi 30 secondi

MOMENTO PEGGIORE: la fine :-(

venerdì 19 settembre 2008

Natsume Yuujinchou - Episodio 11

L'episodio in pillole: Nyanko-sensei e Natsume litigano.

Highlights: Nyanko ubriaco ^^



Giudizio:
7/10

Mah. Onestamente sono rimasto abbastanza spiazzato da quest'episodio. Nelle intenzioni degli autori c'era sicuramente la volontà di offrire qualcosa di esilarante e tranquillo, ma qualcosa non mi torna. Praticamente non succede nulla, non c'è nessun Ayakashi e nessun nome da restituire... Mancano i 2 elementi che mi hanno fatto amare questa serie puntata dopo puntata. Tutto l'episodio è focalizzato sul litigio fra i 2 protagonisti (a causa di Nyanko che si è mangiato tutte le sardine in frigo ^^). Natsume lo sgrida e lui, offeso, se ne và. Da lì nasceranno delle simpatiche situazioni ma niente di efficace, a mio avviso. Per carità, alcuni momenti sono davvero comici e il doppiatore di Nyanko è veramente spassoso, ma è una puntata che non ha armonia con la serie. Perlomeno, non a questo punto della serie: mancano 2 episodi al termine e te ne esci con una puntata di definizione del carattere del cast?!? Voglio dire, ci sarebbe stata bene come 2^ o 3^ puntata, ma come 11^ semplicemente non ha logica. Personalmente, avrei semplicemente scelto un'altra storia dal manga: più coerenza e magari un legame migliore con il finale, anche se è presto per dare giudizi in merito.

Viene introdotto un nuovo personaggio, una ragazzina umana che Nyanko incontra nel suo peregrinare. Peccato che - semplicemente - non ha la stessa profondità degli Ayakashi dei precedenti episodi, che nonostante i 20 minuti scarsi concessigli dagli autori, bucano lo schermo. La ragazzina in questione è un mero epediente per l'happy ending in cui Natsume si rende conto che accudire un gatto normale gli è impossibile e che Nyanko ormai ama gli umani, cheché ne dica ^^ Troppo, troppo prevedibile per suscitare interesse. Ho un déjà vu di "Kekkaishi", in cui si pensava ad un grandissimo finale col botto e invece i creatori se ne uscirono con episodi di chiarificazione dei personaggi: per carità, sempre ben accetti, ma non a quel punto della serie dove si aspettava solo la parola "fine". La preview del 12° episodio - tuttavia - lascia ben sperare nel ritorno di puntate toccanti. Speriamo che questo sia stato niente più di un incidente di percorso.

Sekirei (recensione)

Ah! Una delle serie più simpatiche e con meno ambizioni della stagione estiva, che tuttavia si è rivelata una interessante visione (non che le mancassero le premesse per esserlo, viste le misure delle protagoniste ^^). Onestamente, nel genere c'era già la nuova stagione di "Ikkitousen" a farla da padrone, ma ben presto mi sono reso conto che "Sekirei" era tutta un'altra cosa. Non solo tette e natiche al vento senza motivo, ma anche una storia che dà una ragione alle suddette per essere mostrate! Una svolta epocale per il genere! ^^. Non tanto a livello di spunto iniziale della trama, che anzi è molto banale, ma nell'evoluzione della stessa e nel taglio sentimentale ma non sdolcinato e prevedibile che è stata a mio avviso la fortuna di questa miniserie. Bellissima e funzionale idea dgli autori.

Il solito ragazzo belloccio ma sfigato che non_si_sà_come entra in contatto con delle strafighe da antologia è solo la punta dell'iceberg, poiché le ragazze (Sekirei, in questo caso) sono lì per un motivo ben preciso e si innamorano del protagonista per un altrettanto ben preciso motivo legato al loro destino: le Sekirei si innamorano del loro Ashikabi perché solo così possono trarne il massimo beneficio e sfruttare al massimo le loro potenzialità in battaglia. E' evidente anche da questo semplice dettaglio che c'è una profondità ben maggiore rispetto alle solite harem series in cui le dolci donzelle sono ansiose di farsi possedere dal loro padrone per il semplice intrattenimento dello spettatore. Intrigante.

Dato che comunque prima di metà serie l'harem di cui sopra si è già creato, ecco che proprio la profondità della caratterizzazione dei personaggi fà la differenza. C'è un ampia scelta nel cast: la bella e buona Musumi, la bellissima ma permalosa Tsukiumi, la senpai informatica Matsu, la prosperosissima e fascinosa Kazehana e la piccola Kuu-chan. Grazie a loro (e alla lungimiranza degli autori) la serie segue dei binari diretti ma non scontati, e narra la sua storia con semplicità ma in modo bilanciato. Solo all'inizio ci sono troppi incontri simil-casuali che mettono già sul ghiaccio l'evoluzione degli snodi narrativi, ma visto il genere è un difetto secondario. Il risultato finale, comunque, è che la serie si rivela molto meglio dei presupposti con cui è partita.

Solo pregi, quindi? Ovviamente no. Benché ne abbia scritto bene finora, non tutti i personaggi sono così efficaci nella storia. Menzione speciale per Kuu-chan, che è poco più di una macchietta comica (e marcatamente lolicon). Impossibilitata a competere con le altre Sekirei per l'amore di Minato, farà ricorso a travestimenti ammiccanti e affettuosità fraterne per rendersi utile. Peccato che anche a livello di poteri in battaglia sia la più scarsa... In definitiva, un po' troppo bidimensionale rispetto alla preponderanza delle altre giovani combattenti, Musumi su tutte.

Tuttavia, il vero problema della serie è il finale. Che poi in prospettiva non è un problema, però alla luce della coerenza narrativa della singola serie non si può non criticare. Premessa: Sekire è un manga tuttora in corso e lungi dal termine. La serie però è di sole 12 puntate, e prende in esame solo la prima parte della storia. Peccato che nel bel mezzo della presentazione e caratterizzazione del cast, arrivi il problema che darà vita alla seconda parte della serie: Minato e Musumi incontrano Shigi e la sua Sekirei (Kuno). Non volendo entrare a far parte della trama principale della serie (che non spoilero) i nostri decidono di aiutarli a fuggire dalla città. Peccato che il tutto si svolga troppo caoticamente, senza i giusti tempi di sviluppo e con un finale decisamente debole. In pratica tutto il buon lavoro di introduzione, a cui sarebbe naturalmente dovuto seguire un periodo di transizione e specificazione, viene vanificato dall'obbligo di accelerare i tempi per chiudere la serie. Viene detto a chiare lettere che ci sarà un seguito, però il Deus ex machina del 12° episodio è troppo pesante. Considerando anche che sono più di uno ^^'''

Chiaramente lontana dall'essere un capolavoro, non mi sento tuttavia in grado di bocciare una serie che ha saputo comunque dare nuova linfa ad un genere che con "Kanokon" e "ToLOVEru" aveva raggiunto imbarazzanti abissi di originalità. C'è da essere soddisfatti per il buon lavoro svolto per questa prima serie, ma soprattutto c'è da sperare che gli errori visti qui siano presi e migliorati nelle loro debolezze per la stagione che seguirà. Per ora un grande in bocca al lupo ai ragazzi di Seven Arcs, e un augurio di farci rivedere presto queste bellissime combattenti ^^

Voto: 76/100

NARRAZIONE: 8/10

PERSONAGGI: 8/10

PRODUZIONE: 7/10

AMBIENTAZIONE: 7/10

MOMENTO MIGLIORE: Musumi vestita da maid che quasi bacia Minato ^^

MOMENTO PEGGIORE: Ogni volta che le Sekirei sono vestite LOL